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Beato Giovanni Bodeo Religioso e martire

15 febbraio

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Praga, Repubblica Ceca, 15 febbraio 1611

Il 15 febbraio 1601 quattordici frati minori venivano barbaramente martirizzati da una folla inferocita, aizzata dai luterani al servizio del vescovo di Passau Leopoldo, che assalì la chiesa ed il convento di Santa Maria della neve di Praga. Per il fatto di essere cattolici e in odio alla fede,i religiosi vennero denudati e martirizzati in diversi modi. Federico Bachstein, il capogruppo, fu trafitto con una lancia al cuore. Il maggio 2012 Papa Benedetto  XVI ha riconosciuto il martirio di questi intrepidi testimoni della fede, tra i quali anche l’italiano Fra Giovanni Bodeo o Rode, nato a Monpiano (Brescia), fratello laico, ortolano e aiutante del sacrestano.




Di Giovanni Bodeo (spesso indicato anche come Giovanni Rode, poiché sul cognome c’è un conflitto di attribuzione) non si sa in realtà molto se non che nacque a Mompiano, zona nord di Brescia, e che nel convento francescano di Praga era fratello laico, ortolano e aiutante del sacrestano. Qui fu ucciso a sciabolate e incontrò il suo glorioso martirio insieme a tredici confratelli tra cui altri tre italiani. I frati minori arrivarono in Moravia, Boemia, Slesia e Polonia a partire dal 1228 dall’Italia e dalla Germania e vi fondarono numerosi conventi ma non si conosce il motivo preciso per cui questi quattro religiosi lombardi si trovassero a Praga in quel frangente storico: forse erano missionari oppure le loro famiglie erano emigrate in quella terra dove del resto c’era già una presenza italiana abbastanza consistente.
Il martirio dei quattordici francescani si colloca nel contesto delle estenuanti lotte tra protestanti e cattolici che insanguinarono l’Europa nel XVII secolo, dopo che Rodolfo II, re di Boemia e imperatore aveva concesso la libertà religiosa alle confessioni non cattoliche acuendo, però, così il contrasto tra cattolici e protestanti. Anche in Boemia, poi, dietro a questa lotta ideologica si celavano spesso interessi di potere. I protestanti, infatti, erano sostenuti dall’arciduca Mattia, fratello dell’imperatore, che tramava per spodestare Rodolfo e prenderne il posto.
Le cronache raccontano di un’aggressione senza pari, i corpi dei religiosi furono denudati, tagliati a metà o mutilati ed esposti per quattro giorni nella piazza davanti alla chiesa della Madonna della Neve. Il 15 febbraio del 1611, una grande folla formata da hussiti, calvinisti, luterani e da altri cattolici di schieramento politico diverso fece irruzione nel convento francescano e, nell’arco di quattro ore, dalle 11 alle 15, furono massacrati tutti i frati. Padre Federico Bachstein, nato in Boemia meridionale, più precisamente a Pomerio, uomo dotto e predicatore di fama, era il Vicario del convento e Maestro dei novizi, fu trafitto con una lancia al cuore. Padre Giovanni Martìnez, di nazionalità spagnola, sacrestano e confessore per gli spagnoli che abitavano a Praga, anch’egli dotto e controversista, come sacrista cercava di nascondere il Santissimo e per questo gli furono tagliate la mano destra e la testa. Padre Simone, francese e sacerdote, raccoglieva l’elemosina, ebbe il cranio spaccato con un grosso bastone e il corpo trafitto. Padre Bartolomeo Dalmasoni, nato a Ponte San Pietro (Bergamo), curava il restauro della chiesa e del convento, era sacerdote e fu flagellato e ucciso a sciabolate. Tutti e quattro i sacerdoti della comunità erano predicatori e confessori, insegnavano teologia e tenevano molti dibattiti religiosi. Fra Girolamo Degli Arese, di Milano, diacono, fu trafitto con la spada ai piedi dell'altare della Madonna. Fra Gaspare Daverio, nato a Bosto (Varese), suddiacono, si nascose nel campanile con i novizi Fra Giacomo, tedesco di Augusta, e Diego-Giovanni, boemo, ma tutti furono buttati giù dal tetto della chiesa alla fine del massacro. Fra Clemente, tedesco di Sassia, novizio, ebbe la testa tagliata in due con una scure. Fra Cristoforo Zelt, olandese, cuoco, era il più anziano della comunità. Predisse il martirio tre giorni prima e fu il primo del gruppo a subirlo: con una mazza di ferro gli fracassarono la testa. Fra Didak Jan, tedesco, Fra Emanuele, boemo e Fra Antonio, novizio boemo. Passata la furia omicida, nel nascondimento della notte, Donna Maria Massimiliana, moglie del conte Adamo de Sternberg, e Donna Anna, vedova del vicecancelliere Giovanni Enrico de Pisnice, insieme a due anonimi cittadini si mossero a pietà e, avvolti i cadaveri dei martiri in teli bianchi, li seppellirono nella terra in un luogo vicino all’ingresso del convento.
Il risultato di questa violenza fu che molti degli assassini morirono poco dopo di fame e di peste, Mattia, grazie ai tumulti, riuscì a diventare re di Boemia ma sotto il suo governo il conflitto religioso-politico si inasprì ulteriormente. La lotta tra le parti si concluderà con la battaglia della Montagna Bianca, combattuta nel 1620 e guidata dal nuovo imperatore Ferdinando II che segnò il rafforzamento delle forze cattoliche e la sconfitta definitiva del fronte protestante nelle terre boeme.
La venerazione verso questi testimoni della fede, barbaramente uccisi per la sola colpa di essere religiosi cattolici iniziò sin da subito, così nel 1616 i loro corpi furono sepolti nella chiesa del convento, sotto l'altare di S. Pietro d'Alcantara. Nel 1947 si aprì il processo ordinario sul martirio, il 10 maggio 2012 è stato promulgato il Decreto che li dichiara Venerabili e il 13 ottobre 2012 sono stati proclamati Beati.
Nella diocesi di Brescia la memoria del beato Bodeo si celebra il 13 ottobre.
 


Autore:
Emanuele Borserini


Note:
Per approfondire: MAssimiliano Taroni. Francesco Metelli. I Martiri Francescani di Praga. Ed. Velar ElleDiCi

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Aggiunto il 2012-10-12

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