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Sant' Elisabetta Anna Bayley Seton Vedova

4 gennaio

New York, 28 agosto 1774 - 4 gennaio 1821

Originaria di New York, figlia di un medico, Elisabetta Anna Bayley Seton, è nota per aver fondato le «Suore delle carità di san Giuseppe», Congregazione religiosa molto diffusa negli Stati Uniti. Nata il 28 agosto 1774, era di confessione episcopaliana ma dopo la morte del marito da cui aveva avuto 5 figli si convertì al cattolicesimo. Le Sister of charity come vengono chiamate negli Stati Uniti, rappresentarono la prima Congregazione femminile americana. Furono costituite il 1 giugno 1809 e la futura santa ne fu Superiora generale per quasi un decennio dedicandosi con grande impegno al servizio dei poveri e dei sofferenti. Parallelamente s'impegnò con grande dedizione alle scuole parrocchiali. L'Ordine crebbe rapidamente e il 17 gennaio 19812 ottenne l'autorizzazione a seguire, come regola, quello delle suore di san Vincenzo De' Paoli. Elisabetta Anna Bayley vedova Seton morì il 4 gennaio 1821 a 46 anni. Beatificata nel 1963 da Papa Giovanni XXIII, fu canonizzata il 14 settembre 1975 da Paolo VI. (Avvenire)

Etimologia: Elisabetta = Dio è il mio giuramento, dall'ebraico

Martirologio Romano: A Emmetsburg nel Maryland negli Stati Uniti d’America, santa Elisabetta Anna Seton: rimasta vedova, abbracciò la fede cattolica, dedicandosi con sollecitudine all’educazione delle fanciulle e al sostentamento dei ragazzi poveri, insieme con le Suore della Congregazione della Carità di San Giuseppe da lei fondata.


S. Elisabetta Anna Bayley Seton, canonizzata il 14 settembre 1975, nacque a New York il 28 agosto 1774. Il 24 agosto 1794 celebrò le nozze a New York con William Magee Seton, con il quale ebbe quattro figli: Anna Maria, William, Richard e Rebecca.
Il 27 dicembre 1803 la Seton rimase vedova. Nell’aprile del 1804 ritornò a New York, dopo un soggiorno in Italia nella città di Livorno. Il 4 marzo del 1805 si convertì al cattolicesimo. Dopo aver aperto una scuola femminile nel 1808 a Baltimora insieme a Cecilia O’Conway di Filadelfia, la Santa ed altre consorelle, il 1 giugno del 1809, indossarono l’abito religioso della prima congregazione femminile americana: le Suore di Carità di San Giuseppe. L’istituzione progredì rapidamente. Il 17 gennaio 1812 le nuove suore ottennero l’approvazione per applicare, come loro regola, quella delle Suore di S. Vincenzo de’ Paoli.
La madre Seton morì il 4 gennaio 1821.
Il 28 febbraio 1840 iniziò il processo per la beatificazione e canonizzazione; il 18 settembre 1959 venne dichiarata “Venerabile”, il 17 marzo 1963 fu proclamata Beata dal papa Giovanni XXIII.
La sua memoria liturgica si celebra nel suo dies natalis.

La canonizzazione della Seton si può dire la più significativa dell’anno. In lei fu esaltata la donna: vergine, sposa, vedova e consacrata. Ecco le parole del papa Paolo VI:
" E’ la prima degli Stati Uniti d’America glorificata da questo incomparabile titolo. Ma che vuol dire: “è Santa”? Noi abbiamo tutti facilmente l’intuizione circa il significato di questa superlativa qualifica; ma ci è poi difficile farne un’analisi esatta; Santa vuol dire perfetta, di una perfezione, che raggiunge il livello più alto che un essere umano possa conseguire. Santa è una creatura umana nella pienezza della sua conformità alla volontà di Dio. Santa è un’anima in cui ogni peccato, principio di morte, sia cancellato, e sostituito da uno splendore vivente di grazia divina. [...] La Seton è americana. Lo diciamo tutti con letizia spirituale, e con intenzione celebrativa della terra e della Nazione, da cui la Seton, primo fiore dell’albo dei Santi, meravigliosamente germogliò. [...] Poi: la Seton nacque, crebbe e fu educata religiosamente a New York nella Comunità Episcopaliana. A questa Chiesa va il merito d’avere svegliato e alimentato il senso religioso e il sentimento cristiano. [...] Noi riconosciamo volentieri questo merito e ben sapendo quanto sia costato a Elizabeth il passaggio alla Chiesa cattolica. [...Trovò] naturale conservare quanto di buono l’appartenenza alla fervorosa Comunità Episcopaliana le aveva insegnato, in tante belle espressioni della pietà religiosa specialmente, e abbia sempre attinto fedeltà di stima e di affetto per le persone, da cui tale professione cattolica l’aveva dolorosamente separata. È motivo per noi di letizia e presagio di sempre migliori rapporti ecumenici notare la presenza a questa cerimonia di distinte personalità Episcopaliane, alle quali, quasi interpretando il cuore della nuova Santa, porgiamo il nostro devoto e augurale saluto. [...] La Seton fu madre di famiglia e simultaneamente fondatrice della prima Congregazione religiosa femminile negli Stati Uniti. Sebbene non unica e non nuova questa sua condizione sociale ed ecclesiale (...), essa distingue in modo particolare (...) per la sua piena femminilità, tanto che, nel momento in cui una Donna viene elevata ai supremi onori da parte della Chiesa cattolica, piace a Noi rilevare la felice coincidenza tra questo evento e l’iniziativa delle Nazioni Unite: l’Anno Internazionale della Donna. Tale programma tende a favorire la consapevolezza del dovere, che su tutti incombe, di riconoscere la vera funzione della donna nel mondo e di contribuire alla sua autentica promozione nella società. Godiamo, altresì, del vincolo che in tal modo si è stabilito tra questo programma e l’odierna canonizzazione, nella quale la Chiesa esalta al massimo grado Elizabeth Ann Bayley Seton, elogiando il personale ed eccezionale contributo da lei reso come donna: moglie, cioè e madre e vedova e religiosa!".
Nelle parole del pontefice non possiamo non notare il tono fortemente ecumenico e di grande fraternità, che ci ricorda i risvolti successivi nella dimensione ecumenica della Chiesa Cattolica, presenti nella Ut unum sint di Giovanni Paolo II, che fanno di Paolo VI, oltre che il "cantore dei Santi", anche, il precursore del cammino ecumenico postconciliare.


Autore:
Don Marco Grenci

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Aggiunto il 2002-09-27

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