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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera P > Beato Pietro Berno da Ascona Condividi su Facebook

Beato Pietro Berno da Ascona Martire

Festa: 25 luglio

Ascona, Ticino, 1553 - Coculin, Salsette, India, 13 luglio 1583

Pietro Berno fu un sacerdote della Compagnia di Gesù originario di Ascona, nel Canton Ticino, protagonista della prima grande stagione missionaria gesuita in India. Formatosi a Roma nell’ambiente del Collegio Germanico, maturò la scelta missionaria entrando nella Compagnia di Gesù e partendo per l’Oriente, dove operò nella penisola di Salsette, presso Goa, in un periodo segnato dall’incontro complesso tra cristianesimo europeo, culture locali e presenza coloniale portoghese. Nel 1583 accompagnò il superiore della missione, padre Rodolfo Acquaviva, in una visita pastorale alla comunità cristiana di Cuncolim. Qui il gruppo dei missionari fu assalito da una folla ostile e cinque gesuiti furono uccisi insieme ad alcuni collaboratori cristiani. La Chiesa riconobbe in Pietro Berno un martire della fede e lo proclamò beato nel 1893 insieme agli altri compagni.

Etimologia: Dal latino Petrus, a sua volta dal greco Petros, e significa 'pietra', 'roccia'.

Emblema: Palma del martirio, abito sacerdotale gesuitico, croce.

Martirologio Romano: A Salsette in India, beati martiri Rodolfo Acquaviva, Alfonso Pacheco, Pietro Berna, Antonio Francesco, sacerdoti e Francesco Aranha, religioso, della Compagnia di Gesù, uccisi dagli infedeli per aver esaltato la croce.


Pietro Berno nacque ad Ascona, antico borgo del Canton Ticino affacciato sul Lago Maggiore, intorno al 1552-1553. Le informazioni sulla sua infanzia sono limitate. Secondo la tradizione locale apparteneva a una famiglia di modeste condizioni e ricevette una prima formazione religiosa e culturale nella sua terra d’origine.
Trasferitosi successivamente a Roma, entrò in contatto con l’ambiente ecclesiastico della città e frequentò il Collegio Germanico, istituzione fondata per la formazione dei sacerdoti destinati alle diverse regioni della Chiesa cattolica. Qui approfondì gli studi filosofici e teologici, entrando in rapporto con il clima della riforma cattolica promossa dopo il Concilio di Trento.

La scelta della Compagnia di Gesù
Nel 1577 Pietro Berno decise di entrare nella Compagnia di Gesù, fondata da sant’Ignazio di Loyola nel 1540 e particolarmente impegnata nelle missioni extraeuropee.
Il 12 luglio 1577 iniziò il noviziato presso Sant’Andrea al Quirinale a Roma. La sua scelta maturò in un periodo nel quale i gesuiti stavano sviluppando una vasta attività missionaria in Asia, seguendo l’impulso dato da san Francesco Saverio, pioniere dell’evangelizzazione dell’India e dell’Estremo Oriente.
Dopo il noviziato fu destinato alle missioni orientali. Passò per Lisbona, importante centro dei collegamenti portoghesi verso l’Asia, e il 4 aprile 1579 partì per l’India, raggiungendo Goa nell’ottobre dello stesso anno.

Missionario in India
A Goa Pietro Berno completò la formazione sacerdotale e fu ordinato presbitero nel 1580. Venne quindi inviato nella penisola di Salsette, territorio vicino a Goa affidato all’attività missionaria dei gesuiti.
La missione si svolgeva in un contesto complesso. I missionari cercavano di diffondere il cristianesimo tra popolazioni locali profondamente legate alle proprie tradizioni religiose e culturali, mentre la presenza portoghese condizionava inevitabilmente i rapporti tra evangelizzazione e potere politico.
Pietro Berno si dedicò alla predicazione, alla cura delle comunità cristiane e alla formazione dei nuovi convertiti. Le fonti agiografiche ricordano il suo zelo missionario e la sua disponibilità ad affrontare difficoltà e pericoli per il servizio pastorale.

La missione di Cuncolim e il martirio
Nel luglio 1583 il nuovo superiore della missione di Salsette, padre Rodolfo Acquaviva, intraprese una visita alle comunità cristiane della regione. Pietro Berno lo accompagnò insieme ad altri religiosi: Alfonso Pacheco, Antonio Francisco e Francesco Aranha.
Il 25 luglio il gruppo raggiunse il villaggio di Cuncolim. La presenza dei missionari fu accolta con ostilità da una parte della popolazione locale, in un clima aggravato dalle tensioni religiose e politiche dell’epoca. I cinque gesuiti furono assaliti e uccisi.
Pietro Berno morì insieme ai suoi compagni all’età di circa trent’anni. La Chiesa riconobbe il loro sacrificio come martirio e li inserì tra i testimoni della fede cristiana in terra di missione.

I Martiri di Salsette
Pietro Berno appartiene al gruppo dei cosiddetti Martiri di Salsette, composto da:
- Beato Rodolfo Acquaviva, sacerdote gesuita;
- Beato Alfonso Pacheco, sacerdote gesuita;
- Beato Pietro Berno, sacerdote gesuita;
- Beato Antonio Francisco, sacerdote gesuita;
- Beato Francesco Aranha, religioso gesuita.
La loro memoria testimonia una fase importante della storia missionaria della Compagnia di Gesù nel continente asiatico. La beatificazione collettiva fu celebrata da papa Leone XIII il 30 aprile 1893.

Culto e beatificazione
Il culto verso Pietro Berno e i suoi compagni si sviluppò soprattutto negli ambienti gesuiti e nelle comunità cristiane legate alla memoria della missione di Goa.
Leone XIII li proclamò beati nel 1893 riconoscendo ufficialmente il valore della loro testimonianza. Il Martirologio Romano li ricorda come sacerdoti e religiosi della Compagnia di Gesù uccisi per la loro attività missionaria e per la professione della fede cristiana.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Fa parte del gruppo di cinque gesuiti martiri nell’ex possedimento portoghese di Gôa, oggi India, che sono celebrati sotto il nome di ‘Martiri di Salsette’, dal nome della Missione posta in detta penisola indiana.
Essi sono: Rodolfo Acquaviva italiano di Atri; Alfonso Pacheco spagnolo di Castiglia; Antonio Francisco e Francesco Aranha portoghesi e infine Pietro Berno ticinese, tutti diversi fra loro come nazionalità, nascita, formazione e personalità, ma uniti intimamente nell’anelito missionario e ideale cristiano e che la sorte accomunò nel martirio.
Pietro Berno era figlio di modesto artigiano, nato ad Ascona nel Ticino nel 1553; trasferitosi la famiglia a Roma, Pietro che già aveva iniziato con successo gli studi ecclesiastici, fu accolto nel Collegio Germanico. Prima di diventare sacerdote fu ammesso al noviziato dei gesuiti a S. Andrea presso il Quirinale il 2 luglio 1577; quattro mesi dopo fu destinato alla Missione in India, si portò in Portogallo per istruirsi allo scopo e dove completò il noviziato e il 4 aprile 1579, partì per il possedimento portoghese, giungendo a Gôa l’8 ottobre.
Nell’anno 1580 fu ordinato sacerdote in India e nella penisola di Salsette svolse la sua entusiasta opera di giovane e generoso sacerdote, specificamente nei distretti di Margàn e Coulàn. Lui e gli altri missionari subivano angherie di parecchi pagani e bramani, che consideravano la penisola come un territorio quasi sacro, i loro attacchi avevano più volte scatenato l’intervento punitivo dei portoghesi e ciò aumentò l’intolleranza e un crescente pericolo per i missionari stessi.
Essi riunitosi, decisero d’intraprendere un’opera di persuasione nei loro confronti a partire proprio da Coculin, centro del paganesimo intollerante; là giunti stavano issando una croce quando la popolazione aizzata dallo stregone Pondú li aggredì e furono barbaramente uccisi il 13 luglio 1583.
Le loro salme furono dopo un po’ recuperate dai portoghesi e trasferite solennemente a Gôa.
Il processo di beatificazione, iniziato nel 1598, si concluse solo sotto papa Leone XIII, che li elevò alla gloria degli altari il 30 aprile 1893. Festa il 25 luglio per tutti.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-07-20

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