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Sant' Adalardo di Corbie Abate

2 gennaio

752 - Corbie, Piccardia, Francia, 2 gennaio 827

Etimologia: Adalardo = Alart

Martirologio Romano: Nel monastero di Corbie nel territorio di Amiens in Francia, sant’Adalardo, abate, che tutto dispose in modo che ognuno avesse a sufficienza, ovvero che nessuno avesse in eccesso e nulla andasse perduto, ma tutto fosse donato amorevolmente a lode di Dio.


È nominato in vari martirologi, ma non nel Martirologio Romano; gli Acta Sanctorum riportano una sua vita in forma di panegirico scritta da s. Ratberto Pascasio, e un'altra, che vorrebbe essere più fedele alla realtà storica, opera di s. Gerardo abate.
Nato a Huyse, nei pressi di Audenard, intorno al 753 e allevato a corte fino a vent'anni, disgustato dai vizi dell'ambiente Adalardo si ritirò nel monastero di Corbie con le mansioni di monaco giardiniere. Per evitare distrazioni nella sua vita meditativa si trasferì in incognito nell'abbazia di Mon-tecassino, ma dopo due anni le pressioni di Carlo Magno, di cui era cugino, lo costrinsero a tornare a Gorbie, dove divenne abate. Ebbe alcuni incarichi politici : nell'809 partecipò al Sinodo di Aqui-sgrana e ad una ambasceria, con esito negativo, presso papa Leone III per fare approvare l'aggiunta del Villoque nel Simbolo.
Alla morte di Pipino il Giovane, di cui era ministro, divenne tutore di Bernardo, re d'Italia, e quando questi, nell'817, si oppose a Ludovico il Pio, succeduto a Carlo Magno, venne ritenuto complice della rivolta e relegato nell'abbazia di S. Filiberto nell'isola di Héri, alla foce della Loira (Noirmoutier). Anche suo fratello Wala, e le sorelle Gondrada e Teodrada subirono la relegazione.
Durante l'esilio consigliò al suo sostituto a Corbie, Adalardo II, di dedicarsi alla evangelizzazione dei Sassoni, fondando un priorato a Héthis che, al suo ritorno (822), venne trasportato a Hoexter, dando origine all'abbazia di Korvay (Nouvelle-Corbie). Fu uno degli ispiratori della Dieta di Attigny (822); per la sua eloquenza e la sua cultura, di cui diede prova scrivendo il Livres des statuts; il De ordine palatii, perduto (cf. A. Molier, Sources de l'histoire de France, I, p. 236); il De ratione lunae paschalis, perduto; le Admonitiones in congregatone (in Mabillon, Acta, V, p. 308), fu detto « l'Agostino dell'epoca ». Ma ebbe anche una grande umiltà e non tralasciò di occuparsi con sollecitudine della santificazione dei suoi monaci.
Morì a Gorbie il 2 genn. 827, giorno in cui oggi viene festeggiato, e gli succedette come abate il fratello Wala. Le sue reliquie, scoperte miracolosamente, operarono diverse guarigioni, soprattutto di paralitici e sordomuti. Per la frequenza dei miracoli, papa Giovanni XIX nel 1026 ordinò l'esumazione dei suoi resti e la loro solenne traslazione (10 ott. 1040), equivalenti, secondo le leggi canoniche del tempo, alla canonizzazione ufficiale. Gran parte delle sue reliquie, dopo varie peregrinazioni, riposa dal 1827 nella casa dei Gesuiti a Saint-Acheul.


Autore:
Charles Lefebvre


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto il 2009-05-24

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