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Santi Babila, Timoteo e Agapio di Antiochia

24 gennaio

Martirologio Romano: Ad Antiochia di Siria, ora in Turchia, passione di san Bábila, vescovo, che, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, dopo aver tante volte dato gloria a Dio tra sofferenze e tormenti, ottenne di morire gloriosamente legato a ceppi di ferro, con i quali dispose che il suo corpo fosse anche sepolto. Insieme a lui si tramanda che subirono la passione anche i tre fanciulli, Urbano, Prilidano ed Epolono, che egli aveva istruito nella fede cristiana.


Santi BABILA, vescovo, TIMOTEO E AGAPIO, martiri di Antiochia

I Sinassari riferiscono che Babila, nato ad Antiochia da nobile famiglia, dopo aver atteso agli studi ed essere stato ordinato sacerdote, distribuì ai poveri le sue sostanze e si diede alla predicazione della fede cristiana, che alternava con periodi di penitenza insieme con Agapio e Timoteo. Trovatisi a Roma durante una persecuzione, i tre compagni cercarono rifugio in Sicilia, dove ripresero a diffondere la religione, ma furono denunziati al governatore dell'isola e condannati a morte non avendo voluto a nessun patto rinnegare la fede. La Chiesa greca li ricorda il 24 gennaio, il giorno in cui la Chiesa latina festeggia Babila, il noto vescovo di Antiochia. Si tratta, però, di un gruppo fittizio: Babila è, appunto, il vescovo di Antiochia ricordato dalla Chiesa latina il 24 gennaio. Timoteo e Agapio due martiri palestinesi, commemorati nei sinassari il 19 agosto e il 19 settembre e ritenuti compagni di Babila nel viaggio a Roma e nel martirio in Sicilia, in realtà mai avvenuti.
Il Delehaye, nel commento al Martirologio Geronimiano, avverte che alcune fonti «promunt historiam plane commenticiam Babylae cuiusdam Siculi cum sociis duobus Timotheo et Agapio, qui sunt reapse martyres Palaestinenses». Lo stesso autore, nelle note al Sinassario Costantino politano, dice apertamente che un Babila siciliano non è mai esistito.


Autore:
Giuseppe Morabito


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto il 2000-10-12
Letto da 1705 persone

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