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San Vitaliano Papa

27 gennaio

m. 27 gennaio 672

(Papa dal 30/07/657 al 27/01/672)
Nativo di Segni, dopo la sua elezione tentò di ristabilire il dialogo con l'Imperatore e il patriarca di Costantinopoli. Il progetto fallì. Durante il suo pontificato la chiesa di Ravenne manifestò l'intenzione di legarsi alla Chiesa di Costantinopoli.

Etimologia: Vitaliano = figlio di Vitale

Martirologio Romano: A Roma presso san Pietro, deposizione di san Vitaliano, papa, che si occupò con particolare impegno della salvezza degli Angli.


Pochi anni prima della sua elezione, un duro conflitto aveva messo l’imperatore orientale Costante II (fiancheggiato da Paolo, patriarca di Costantinopoli) contro papa Martino I, che era stato poi mandato a morire esiliato in Crimea. Dopo il breve pontificato di Eugenio I (654-657), si elegge Vitaliano, che tenta di migliorare i rapporti con Costantinopoli, ma senza affrontare i dissensi dottrinali: annuncia, secondo tradizione, la propria nomina e riceve cortesi risposte. I patriarchi di Costantinopoli si considerano autorevoli almeno quanto i papi di Roma; e sono sostenuti dagli imperatori, padroni di buona parte del territorio italiano, inclusa Roma.
Sicché tutto quello che va bene al sovrano e al patriarca deve andare bene anche al Pontefice romano. Ora, Vitaliano non è un personaggio battagliero. Inoltre deve guardare anche ai cristiani d’Europa, e in particolare a quelli d’Inghilterra, che sono in crisi perché un’epidemia di peste ha decimato il clero locale. Insomma, evita di battersi per affermare l’unicità della dottrina e il primato della Sede romana. E accoglie anzi con onori l’imperatore Costante II, che nel 663 visita Roma. (Anche perché in Oriente è detestato un po’ da tutti, specie dopo che ha fatto uccidere il fratello Teodosio).
In Roma, l’imperatore Costante II “ricambia” gli onori togliendo al Papa l’autorità sulla diocesi di Ravenna (che è territorio imperiale), dopodiché organizza una sorta di saccheggio di Roma, portando via anche i bronzi artistici di palazzi e chiese. Si ferma poi in Sicilia, e qui – a Siracusa – viene ucciso da uno dei suoi soldati.
Col successore Costantino Pogonato (barbuto) papa Vitaliano trova una migliore intesa; Ravenna torna sotto l’autorità pontificia, e decide pure di convocare il VI Concilio ecumenico per ristabilire la pace religiosa (ma papa Vitaliano morirà prima che esso si riunisca). Questo pontefice riesce infine a ridare slancio alla cristianità britannica, che adotta la liturgia romana, sotto la guida di nuovi vescovi insediati da lui. Uno di essi, Teodoro, diventato poi arcivescovo di Canterbury, era originario di Tarso, in Cilicia (attuale Turchia), e nel suo episcopio insegnava anche aritmetica, astronomia e medicina. Vitaliano muore senza vedere risolti i contrasti con la Chiesa d’Oriente, e viene sepolto presso l’antica basilica di San Pietro.


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana

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Aggiunto il 2003-01-21

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