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Santa Giuliana Vedova

7 febbraio

IV secolo

Martirologio Romano: A Firenze, santa Giuliana, vedova.


Nel prezioso reliquiario di San Petronio, vero capolavoro di oreficeria realizzato da Jacopo Roseto, conservato nel museo di Santo Stefano, tra tanti particolari significativi della vita del santo e di Bologna, sono stati raffigurati gli stemmi della città e delle Arti e l’episodio di Santa Giuliana intenta a donare al futuro patrono quanto era necessario per la fondazione e la costruzione di Santo Stefano.
Dal lato sinistro del cosiddetto cortile di Pilato, percorrendo il portico settentrionale, si entra nella cappella gotica intitolata a Santa Giuliana contenente il sarcofago che custodisce l’urna con le sue ossa; lo sormonta l’iscrizione databile ai secoli VI-VIII: “Ecce corpus S. Iuliana Vidue”. L’identificazione di questa santa Giuliana benefattrice di Petronio è controversa. Riprendendo una tradizione consolidata, il frate agostiniano Cherubino Ghirardacci, insigne storico del XVI secolo, riferì che il vescovo bolognese “appresso la detta Chiesa di S. Stefano costrusse con l’aiuto di Giuliana un Monasterio, dove ella pose poi il figliuolo essortato da lei, à servire Iddio. In questo Monasterio abitò S. Petronio con suoi monaci, ritenendo il costume istituito da S. Eusebio Vescovo di Vercelli, e da S.Martino Turrinense ritenuto”.
Ma già nella versione volgare della Vita di San Petronio del XIII secolo, l’anonimo autore trattando del Santo Sepolcro e della sua simbologia, osservava che «andando più indredo del sepolcro, lilà o’ è’ lo corpo de sancta çuliana, è facto a similitudine del luogo là o’ stava la Vergene Maria, quando la fo anuntiada». L’autore ci informa che la santa era una «nobelle domna vedoa de la citade de Bologna, mixe mano al so avere in reverentia de Jesù Cristo e sì fe fare la gliexia de miser san Piero».
Chi era questa vedova di nome Giuliana? E quale la sua provenienza? Ma soprattutto quale attinenza con la Giuliana fiorentina, amica di Ambrogio che, come si è ricordato nell’articolo scorso, a Firenze aveva fatto edificare una basilica dedicata a San Lorenzo?
Alcuni studiosi hanno voluto identificare la Giuliana “bolognese” con Anicia Giuliana, cognata di Petronio, moglie del fratello Anicio Ermogeniano Oliario; ma altri hanno sostenuto che si tratta proprio della Giuliana di Firenze, di cui lo stesso Ambrogio parla nella Exhortatio virginitatis, e che la sua “bolognesità” è il frutto di una leggenda successiva, nata da un’importazione agiografica.
In pratica la figura della Giuliana fiorentina e le vicende della basilica da lei edificata potrebbero essere state, per così dire, traslate a Bologna, entrando nella tradizione locale. La donna aveva assistito a Bologna nel 393, alla presenza dell’arcivescovo milanese, alla rimozione dei corpi dei SS. Vitale e Agricola e aveva sostenuto tutte le spese per l’edificazione della chiesa di S. Lorenzo in Firenze, a seguito di un voto fatto per la nascita di un figlio maschio. Nella suddetta chiesa aveva poi collocato le reliquie dei protomartiri bolognesi, donatele da Ambrogio. Col tempo la tradizione locale si sarebbe appropriata della santa, rendendola bolognese, o per lo meno attribuendole per Bologna e per Santo Stefano al fianco di Petronio, i meriti acquisiti per la fondazione di San Lorenzo a Firenze al fianco di Ambrogio; molto più tardi tale appropriazione si sarebbe completata con la sua identificazione come un’ava della nobile famiglia bolognese dei marchesi De Banzi.
In effetti simili traslazioni agiografiche di personaggi e vicende erano abbastanza usuali e produssero o arricchirono tradizioni e racconti. Al momento tuttavia propendo per ritenere che la Giuliana sepolta nella relativa cappella e che secondo la tradizione aiutò Petronio nell’edificazione della chiesa di Santo Stefano fosse comunque bolognese. Infatti, se è presumibile che i fondatori di una chiesa ottenessero di esservi sepolti, non vedo perché non ipotizzare la stessa sorte per la nostra Giuliana, il cui corpo riposa all’interno dello stesso complesso stefaniano. In questo caso le due figure sarebbero distinte, anche in considerazione del lasso di alcuni decenni che separa le vicende nelle rispettive città.


Fonte:
www.ilrestodelcarlino.it

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Aggiunto/modificato il 2020-08-14

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