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Beata Maria della Provvidenza (Eugenia Smet) Vergine, Fondatrice

7 febbraio

Lille, Francia, 25 marzo 1825 - Parigi, Francia, 7 febbraio 1871

Etimologia: Eugenia = ben nata, di nobile stirpe, dal greco

Martirologio Romano: Sempre a Parigi, beata Maria della Provvidenza (Eugenia) Smet, vergine, fondatrice dell’Istituto delle Suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio.


Eugenia Maria Giuseppina Smet nasce da benestanti di origine fiamminga, terza di sei figli. Studia a Lille dalle suore del Sacro Cuore, e a 17 anni vorrebbe diventare una di loro. Ma rimane in famiglia, dedicandosi all’apostolato in parrocchia. Si fa sostenitrice dell’Opera per la propagazione della fede: un sodalizio di laici fondato a Lione nel 1822 da Pauline Jaricot (anche lei laica) e destinato a vastissima diffusione e influenza, per la sua geniale semplicità; i soci aiutano le missioni con la preghiera ogni giorno e con un soldo ogni settimana. Una somma di piccoli gesti produce risultati imponenti.
Nel novembre 1853 Eugenia è sempre la signorina Smet, 28 anni, con voto privato di castità, che decide di promuovere un’associazione di fedeli impegnati a pregare per le anime del Purgatorio. Ottiene presto adesioni, ma le difficoltà incontrate la inducono a fondare, con quello stesso scopo, una vera congregazione di suore. Chiede consiglio a molti, mette in mezzo anche il papa Pio IX e il Curato d’Ars, e infine eccola a Parigi, ai primi del 1856. (È la Parigi trionfale di Napoleone III, della vittoria in Crimea, dei grandi congressi e progetti). Qui un sacerdote la mette a capo di cinque religiose già unite da quell’impegno, e dal gruppetto nascono poi le Suore Ausiliatrici del Purgatorio. Questo è il loro nome. E loro scopo è l’intercessione a favore dei defunti non ancora accolti tra gli eletti di Dio. Ma Eugenia (che ha preso il nome di Maria della Provvidenza) vede pure il durissimo “purgatorio” che molti già sopportano in questa vita. Perciò stabilisce che le Ausiliatrici devono dedicarsi alla preghiera per i defunti e al soccorso per i viventi: l’intercessione, dunque, in due forme. Continua a insistere: "Bisogna diventare per gli altri la Provvidenza di Dio". Ossia provvedere a malnutriti, malati, analfabeti... Nessuna forma di intervento è esclusa: "Bisogna aiutare qualsiasi bene". Nel suo straordinario management Eugenia promuove una sorta di sinergia tra il terreno e l’ultraterreno: ogni gioia donata in questo mondo è convertibile in speranza di più vicina beatitudine nell’altro, per altri.
Le regole e la spiritualità di sant’Ignazio sono adottate nel 1859, permettendo il consolidamento dell’Istituto, la cui espansione è lenta, perché lei non ha fretta: con la sua concretezza fiamminga, Eugenia vuole prima “irrobustire le radici”. Una casa si apre a Nantes nel 1865, e due anni dopo nasce quella missionaria di Shanghai. Alla fine del XX secolo le Ausiliatrici saranno circa 1.500, in una sessantina di case sparse nel mondo. Eugenia ha guidato negli ultimi anni l’istituto tra le sofferenze fisiche e la tragedia della guerra perduta contro la Prussia. Lei si spegne in Parigi sotto il tiro dei cannoni nemici. (Il sacerdote che l’assiste, padre Pierre Olivaint, morirà nei massacri della Comune parigina, alcuni mesi dopo). Pio XII la proclamerà beata nel 1957.


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana

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Aggiunto/modificato il 2001-02-01

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