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Beato Guglielmo Saultemouche Martire

7 febbraio

St-Germain l’Herm, 1556 – Aubenas, 7 febbraio 1593

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Ad Aubenas nel territorio di Viviers in Francia, beati martiri Giacomo Salès, sacerdote, e Guglielmo Saultemouche, religioso, della Compagnia di Gesù, i quali, poiché con la loro predicazione rafforzavano tra la gente la fede cattolica, quando la città venne occupata dai protestanti, furono trucidati di domenica davanti al popolo per la loro fede.


La vicenda umana e il martirio del beato Guglielmo Saultemouche fratello coadiutore gesuita, si svolse nel terribile periodo delle guerre di religione (1562-1598) accadute in Francia e che videro protagonisti gli Ugonotti, cioè i seguaci della Riforma protestante di Giovanni Calvino (1509-1564), i quali in Francia assunsero questo nome, mentre in paesi anglosassoni si chiamarono ‘Puritani’.
Nell’autunno 1592 il governatore di Aubenas (Viviers) Guglielmo di Balezac, il quale nel 1587 aveva liberato la città dagli Ugonotti, imponendo loro una tregua generale firmata a Largentière, chiese al Provinciale dei Gesuiti un padre che predicasse l’Avvento e che fosse in grado di combattere pubblicamente gli errori dottrinari dei calvinisti.
A tale incarico fu designato il padre gesuita Giacomo Salès di 26 anni, accompagnato dal fratello coadiutore Guglielmo Saultemouche di 36 anni.
Guglielmo nacque nel 1556 a St-Germain-l’Herm (Clermont), servì come domestico nel Collegi gesuiti di Billom e Clermont; nel 1579 entrò fra i gesuiti come fratello coadiutore.
Fu portinaio nei Collegi di Lione e di Pont-à-Mousson e nel 1592 si trovava a Tournon; persona semplice e dedito alla preghiera, sempre disponibile ad ogni servizio, trasmetteva agli altri l’intenso amore che portava al SS. Sacramento dell’Eucaristia, dinanzi al quale trascorreva lunghe ore recitando il rosario.
Alla fine del novembre 1592 i due prescelti partirono per la missione di Aubenas; padre Giacomo Salès portava al collo una reliquia del beato Edmondo Campion († 1-12-1581) martire gesuita morto sulla forca del Tyburn di Londra; presagendo una tragica fine, perché salutò i suoi allievi con un addio.
La missione ad Aubenas si svolse egregiamente, al punto che il governatore chiese ed ottenne di trattenerli fino alla Pasqua; purtroppo alla Pasqua non si arrivò, perché il 5 febbraio di sera, gli Ugonotti rompendo la tregua concordata, improvvisamente assaltarono la città che il 6 mattina cadeva interamente nelle loro mani.
Consci del grave pericolo i due religiosi si comunicarono, consumando tutte le particole consacrate e si misero in preghiera.
Furono scoperti e trascinati davanti una specie di tribunale, i cui membri erano tutti calvinisti, capeggiati da un certo Pietro Labat, il quale aveva subìto giorni prima, una sconfitta in pubblica discussione con il Salès.
La discussione concernente la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, riprese e durò tutto il giorno, proseguendo il mattino seguente; la vibrante argomentazione di padre Salès, alla fine scatenò l’ira generale e specie del Labat e si gridò “Uccidetelo!”.
Trascinato fuori dall’aula nella piazza, fu aggredito dalla soldataglia calvinista, che prima gli fratturò una spalla con un colpo di archibugio e poi fu finito a colpi di pugnale.
Il suo compagno Guglielmo Saultemouche, anche se invitato a cercarsi una via di salvezza, volle invece rimanergli accanto per condividere con lui il martirio e la sua difesa della fede e dell’Eucaristia, così cadde trafitto da diciotto pugnalate, era il 7 febbraio 1593.
I corpi dei due martiri, dopo essere stati trascinati per le vie della città, vennero gettati fra le macerie di un’antica chiesa; raccolti da un cattolico vennero sepolti in un giardino, dove però i calvinisti continuarono ad offenderli con degli atti oltraggiosi alla loro tomba.
Dopo due anni, furono esumati e consegnati alla signora di Chaussy che l’aveva richiesti e che poi donò alla chiesa del nuovo Collegio dei Gesuiti di Aubenas; nel 1898 le reliquie furono traslate nella Cappella di Saint-Claire eretta sul luogo del martirio.
Il lungo processo di beatificazione, con i suoi secolari intervalli, si concluse con la loro beatificazione avvenuta a Roma il 6 giugno 1926, da parte di papa Pio XI. La loro comune celebrazione è al 7 febbraio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2004-11-07

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