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San Fridolino Abate di Saeckingen

6 marzo

VIII sec.

Martirologio Romano: A Säckingen nel territorio dell’odierna Svizzera, san Fridolino, abate, che, originario dell’Irlanda, vagò pellegrino per la Francia, finché fondò a Säckingen due monasteri in onore di sant’Ilario.


Gli storici non sono affatto d'accordo sulla identità del santo. Mentre Meyer von Knonau contesta anche la sua esistenza, e ciò è eccessivo, la maggior parte degli studiosi ammette che non è contemporaneo di Clodoveo, come pretendono le Vitae del Medioevo. Per alcuni, Fridolino sarebbe un missionario franco-irlandese, monaco di Luxeuil o di Grandvai, che, nella metà del secolo VII, fondò il monastero di Sackingen: il che corrisponde all'antica tradizione di san Gallo, dove, nelle liste liturgiche, dopo il secolo X, detto abate e confessore, o monaco, è in connessione con altri missionari franco-irlandesi.
A. Malnory pensa che Fridolino deve identificarsi con Fridoaldo, monaco colombaniano e prete, di cui parla la Vita san Germani Grandival. A favore dell'opinione che Sackingen sia stato fondato da un monaco di Luxeuil, si ricorda che i patroni antichi del monastero erano san Pietro e Nostra Signora, di cui è ancora fatta menzione nel Medioevo. (In seguito il monastero fu stabilito sotto il patronato della Croce e di sant'Andrea, come attesta una carta dell'878, dopo la traslazione di una reliquia della Croce, che si fece all’epoca carolingica.
Più tardi ancora, nei secoli XII-XIII, questo patronato fu sostituito da quello dei santi Ilario e Fridolino). Lanigan e altri vedono in Fridolino un anglosassone (Frithelm, Fritold), che avrebbe fondato Saeckingen all’inizio del secolo VIII. È necessario rigettare invece nettamente l’opinione di Schulte, secondo la quale Fridolino visse la sua vita monastica a Poitiers e solo le sue reliquie pervennero fino a Saeckingen. Tuttavia è possibile che Fridolino sia originario di Poitiers o dei dintorni, e che reliquie di sant'Ilario siano state da lui trasferite a Saeckingen. I dettagli concernenti l’attività del santo provengono tutti dalla Vita posteriore.
Il nome di Fridolino è citato in una litania del secolo IX. Il suo culto si sparse nel sud del Baden, nei cantoni svizzeri del Reno e nel cantone Glarus che dai secoli XII-XIII lo venera come il suo apostolo e patrono e dove, dall’epoca carolingica, Saeckingen aveva numerose proprietà.
Il nome del santo si trova nel Martirologio germanico e, dal secolo XVII, nel Martirologio irlandese. Attualmente la sua festa è nel Proprio delle diocesi di Basilea, Coira, Friburgo, san Gallo, Vienna. In Francia, la leggenda del santo non si trova in alcun mss. della Biblioteca Nazionale di Parigi, e la sua festa è stata introdotta a Poitiers come a Lugon (il 2 marzo) solo nel secolo XV.
La tomba fu aperta il 14 dicembre 1357 (invenzione).
Il corpo si trova attualmente nella chiesa abbaziale, divenuta parrocchia, in una cassa del 1764. Si conservano reliquie anche a St-Blasien e Holderbanck (cantone Solothurn); quelle di Glarus furono distrutte in un incendio della chiesa nel 1861. Vi sono anche altri ricordi del santo, ma la loro autenticità è dubbia. In Alsazia Fridolino è il patrono dei contadini ed è invocato specialmente per la protezione del bestiame.
Fridolino è talvolta rappresentato in costume di pellegrino, ma più spesso, in atto di tenere in una mano la croce abbaziale e nell’altra uno scheletro, al quale egli ha reso la vita (Fridolino avrebbe risuscitato un testimonio per provare l’autenticità di una donazione). La Vita fu scritta dal monaco Balther verso l’anno 1000. Malgrado l’affermazione del suo autore, egli non attinse da fonti antiche (in particolare a Poitiers) e pertanto essa non ha alcun valore storico.

Autore: Rombaut Van Doren

ICONOGRAFIA.
Il culto di Fridolino, e, di conseguenza la sua più ricca iconografia, hanno il loro centro nei cantoni tedeschi della Svizzera, lungo il corso del Reno e più particolarmente a Saeckingen e a Glarus, città che ha posto l’immagine stessa del santo sul suo stemma. Fridolino è rappresentato in veste di monaco benedettino ed è quasi sempre accompagnato da uno scheletro, quello di un tale Ursus di Glarus che, secondo la leggenda, sorse dalla tomba per testimoniare il buon diritto di una donazione fatta al convento di Fridolino. Si deve notare che l’iconografia di Fridolino è piuttosto tarda rispetto all’epoca della sua canonizzazione e si ritiene sia stata tutta ispirata da una serie di incisioni in legno, opera dei monaci di san Gallo, che illustra la Vita Fridolini del 1480.
L’immagine di Fridolino, comune scheletro accompagnatore, è assai comune nelle suddette regioni ed è difficile elencare tutti i dipinti e le sculture, in legno o in pietra, che lo ricordano in una infinità di chiese. Fra le principali e più note immagini ricorderemo, innanzitutto, quelle che si trovano nelle chiese di Saeckingen, tra Basilea e Costanza, dove Fridolino avrebbe fondato il primo monastero, ipotesi peraltro molto contrastata. Nella collegiata di Saeckingen ritroviamo, in sei bassorilievi in legno di scuola sveva del XI secolo, alcuni episodi della vita del santo: la sua partenza dall’Irlanda, la sua visita a Clodoveo in compagnia del vescovo di Poitiers e il miracolo della ricomposizione del vaso di cristallo infranto, il sonno di Fridolino sul luogo dove sorgerà il monastero, la resurrezione di Ursus. Nella stessa collegiata è custodito un reliquiario d’argento del XVIII secolo su cui si vede l’immagine di Fridolino che trae per la mano scheletro di Ursus, il quale mostra il documento della donazione. Ancora a Saeckingen si trova una scultura in legno del XVII secolo, rappresentante il santo sempre accompagnato dallo scheletro di Ursus. In un Messale custodito in detta chiesa la stessa scena è proposta in una miniatura del XVI secolo. Ancora rappresentazioni popolari di Fridolino con Ursus si ritrovano a Glarus, dove sarebbe avvenuto il miracolo e, passando in rassegna le altre località della zona, dove fu più diffuso il culto, possiamo ricordare una statuetta del 1490 negli stalli della cattedrale di Brisach, il gruppo ligneo del Museo storico di Basilea, proveniente da una chiesa dell'Argovia (che rappresenta Fridolino con Ursus che gli pone un braccio sulla spalla), una statua pure in legno, del XVI secolo, nella cappella di san Fridolino a Ambringen in Brisgovia, una simile scultura del 1520 a Kaysersberg in Alsazia, un dipinto del secolo XV nella collezione Reber di Losanna, che rappresenta Fridolino in atto di resuscitare un morto, ancora un dipinto di primitivo svizzero custodito nel Museo di Digione e infine una statua nel Museo di Stoccarda.

Autore: Maria Chiara Celletti

 


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-02-15

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