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Beato Giovanni Cacciafronte de Sordi Vescovo e martire

16 marzo

Cremona, 1125 ca. – Vicenza, 16 marzo 1181

Nato a Cremona verso il 1125 nella famiglia Sordi, alla morte del padre la madre si risposò con un esponente della famiglia dei Cacciafronte. Perciò il beato Giovanni è indicato con l'uno o l'altro cognome. Entrato nell'abbazia benedettina di San Lorenzo, ne divenne abate nel 1155. Cremona fu coinvolta nei disordini succedutisi all'elezione (appoggiata dal Barbarossa) dell'antipapa Vittore IV. Rimasto fedele al Papa legittimo, Alessandro III, Giovanni venne da questi nominato vescovo di Mantova. Poi divenne di Vicenza, per soli due anni. Fu, infatti, assassinato da una uomo che aveva sottratto dei beni alla Chiesa e perciò era stato da lui redarguito. E' sepolto nella cattedrale di Vicenza. (Avvenire)

Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Vicenza, beato Giovanni Sordi o Cacciafronte, vescovo e martire, che, dapprima abate, fu condannato all’esilio per la sua fedeltà al papa; eletto poi vescovo di Mantova e trasferito infine alla sede di Vicenza, morì per la libertà della Chiesa trafitto con la spada da un sicario.


Visse al tempo della lotta intrapresa dall’imperatore Federico Barbarossa (1125-1190), contro il Papato ed i Comuni italiani.
Giovanni nacque a Cremona verso il 1125 da Evangelista Sordi e da Berta Persico, ambedue di nobilissime origini; ancora in tenera età Giovanni Sordi perse il padre, la madre si risposò con il nobile Adamo Cacciafronte, il quale lo amò come un figlio proprio, dandogli il suo nome; fu educato in modo eccellente dai due genitori, ricevendo una formazione religiosa e culturale.
A sedici anni entrò come monaco benedettino nell’Abbazia di S. Lorenzo a Cremona; con gli anni le sue qualità e virtù furono sempre più evidenti, conquistandosi le simpatie dei superiori e dei confratelli.
Fu nominato dapprima priore del piccolo monastero di S. Vittore, dipendente dall’abbazia di S. Lorenzo e poi abate della stessa grande Abbazia di Cremona.
In quegli anni nella Chiesa scoppiò lo scisma, con l’elezione dell’antipapa Vittore IV (1159-1164), sostenuto da Federico Barbarossa, contro il legittimo papa Alessandro III (1159-1181), che si opponeva allo strapotere imperiale, appoggiando la Lega Lombarda dei Comuni, che contrastava l’invasione delle truppe del Barbarossa.
L’abate Cacciafronte con la sua influenza, riuscì a mantenere Cremona nell’obbedienza al papa Alessandro III, ma l’imperatore lo fece esiliare; in seguito il papa lo incaricò del governo della diocesi di Mantova, non è precisato se come Amministratore Apostolico oppure come vescovo, al posto del vescovo Graziadoro che aveva aderito allo scisma dell’antipapa Vittore IV e dei suoi successori Pasquale III (1164-1168) e Callisto III (1168-1179).
Dopo la famosa battaglia di Legnano (29 maggio 1176) persa dall’imperatore ad opera della Lega Lombarda, al cui capo era stato eletto il papa Alessandro III (è di quel periodo la fondazione di una nuova città, chiamata in onore del papa, Alessandria); ci fu la pace trattata a Venezia nel 1179, l’antipapa in carica Callisto III fu deposto.
Nella sede episcopale di Mantova ritornò il pentito vescovo Garziadoro e sempre nel 1179, mons. Giovanni Cacciafronte de Sordi, fu trasferito alla sede vescovile di Vicenza, in quel periodo senza vescovo.
Appena due anni dopo, il 16 marzo 1181 il vescovo Cacciafronte fu ucciso da un certo Pietro, feudatario in concessione dei beni delle Chiesa vicentina, il quale volle vendicarsi perché il vescovo l’aveva scomunicato e privato dei beni, a causa delle sue frequenti violazioni dei diritti delle Chiesa.
L’assassinio del vescovo è citato nelle ‘decretali’ di papa Gregorio IX (1227-1241), nel testo di una lettera del 21 marzo 1198, inviata dal papa Innocenzo III, al vescovo di Vicenza, mons. Pistore, vietandogli di dare in feudo i beni della Chiesa agli assassini del vescovo Giovanni ed ai loro eredi.
La salma del santo vescovo e martire fu tumulata nella cattedrale di Vicenza e traslata nella stessa cattedrale nel 1441, in una più degna tomba marmorea.
Il culto del beato Giovanni Cacciafronte de Sordi, vescovo e martire, da secoli tributatogli, fu confermato da papa Gregorio XVI il 30 marzo 1824.
La sua festa liturgica è fissata al 16 marzo.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2005-04-26

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