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Beata Giovanna di Tolosa Contessa, terziaria carmelitana

31 marzo

Sec. XIV-XV

Martirologio Romano: A Tolosa in Francia, beata Giovanna, vergine dell’Ordine delle Carmelitane.


Tra le sante carmelitane, purtroppo poco conosciuta è la Beata Giovanna di Tolosa, oggi festeggiata. Donna di stirpe nobile, nata nel regno di Navarra, scelse di vivere reclusa presso il convento carmelitano di Tolosa, ove si contraddistinse per la sua grande austerità. Giovanna, inoltre, amava molto parlare delle cose celesti con i giovani religiosi ed era solita pregare molto per essi, che a loro volta ne traevano gran profitto spirituale. Ciò non deve destare meraviglia: la beata visse infatti prima ancora che la clausura assumesse la struttura che nei secoli ha poi assunto.
Nonostante il suo culto sia ufficiale, le nitizie sul suo conto sono veramente scarse, a tal punto da non conoscere le date esatte di nascita e di morte. La sua vita pare comunque collocabile tra i secoli XIV e XV, poiché il suo nome non compare nei cataloghi dei santi carmelitani della seconda metà del XIV secolo, né nella lista dei santi dello stesso ordine redatta da Giovanni Grossi, morto del 1437, alunno della provincia carmelitana di Tolosa. Giovanna viene spesso citata quale terziaria oppure anche come monaca; non è comunque da escludere che professasse la regola carmelitana, come d’altronde fecero altre donne “converse” sue contemporanee. Dopo la morte, i fedeli attribuirono alla sua intercessione numerosi miracoli.
In Francia si dice che Giovanna sarebbe nata nel 1220 e morta il 25 agosto 1271, figlia ed erede di Raimondo VII (IX), conte di Toulouse, e di Giovanna d’Inghilterra. Lei stessa fu poi contessa di Tolosa dal 1249 alla sua morte e dalle mani di San Simone Stock avrebbe ricevuto l’abito di terziaria, meritandosi così di essere considerata fondatrice del Terz’Ordine del Carmelo. Ella avrebbe impiegato interamente non solo il suo tempo ma anche il suo denaro per la formazione dei religiosi carmelitani.
L’arcivescovo di Tolosa, Bernardo Du Rosier, tra il 1452 ed il 1474 elevò il corpo di Giovanna ponendolo in un’urna che collocò in una cappella della chiesa carmelitana della città. Per l’occasione concesse un’indulgenza di quaranta giorni a coloro che avrebbero visitato le sue reliquie. Ulteriori ricognizioni delle stesse furono effettuate negli anni 1616, 1656 e 1688: nel 1656 fu notato che mancavano il braccio e la mano destra, traslati in Spagna dal Priore generale, Enrico Silvio, durante una visita al convento e nel 1688 mancavano anche la mano sinistra e alcuni denti. Dopo la rivoluzione francese, durante la demolizione della chiesa carmelitana a Tolosa nel 1805, i resti di Giovanna furono trovati in un muro insieme con il verbale della ricognizione del 1688 e alcune preghiere che la beata avrebbe abitualmente recitato. Portatodunque nella chiesa metropolitana di Santo Stefano, le sue spoglie furono sepolte nella cappella di San Vincenzo de’ Paoli, finchè nel 1893, in occasione della beatificazione, fu nuovamente elevato e posto in un reliquiario in forma ogivale.
Giavanna di Tolosa fu infine ufficialmente beatificata dal pontefice Leone XIII nel 1895.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2007-02-24

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