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Santa Maria Egiziaca

1 aprile

Il racconto della sua vita confina spesso con la leggenda. Di sicuro era nata nel IV secolo ad Alessandria d'Egitto e si guadagnava da vivere facendo la prostituta. Fuggita da casa a 12 anni, a 29 si imbarc˛ su una nave di pellegrini diretta in Terra Santa. Arrivata a Gerusalemme, volle partecipare alla festa dell'Esaltazione della croce al Santo Sepolcro. Prima di entrare per˛ fu come trattenuta da una forza invisibile mentre una voce dentro di lei diceva: źTu non sei degna di vedere la croce di colui che Ŕ morto per te tra dolori inenarrabili╗. Convertitasi, and˛ a vivere solitaria nel deserto oltre il Giordano dove rest˛ per 47 anni. LÓ fu trovata dal monaco Zosimo che le porse la santa Comunione, promettendole di tornare l'anno successivo. Quando fece ritorno la trov˛ per˛ morta. Era probabilmente il 430. Secondo la tradizione la tomba sarebbe stata scavata da un leone con i suoi artigli. (Avvenire)

Patronato: Prostitute pentite

Etimologia: Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico

Emblema: Ampolla d'unguento

Martirologio Romano: In Palestina, santa Maria Egiziaca, che, famosa peccatrice di Alessandria, per intercessione della beata Vergine nella CittÓ Santa si convertý a Dio e condusse in solitudine al di lÓ del Giordano una vita di penitenza.


Cercare di riassumere la vita di Maria, che si presenta come una composizione di Sofronio, vescovo di Gerusalemme, attribuzione contro la quale non si Ŕ potuto portare alcun argomento decisivo, Ŕ farle perdere tutto il suo sapore, la qualitÓ principale per cui questo racconto ha potuto avere qualche interesse; in effetti il suo carattere storico Ŕ quasi inesistente anche se, come si dirÓ pi˙ oltre, Ŕ stato costruito intorno ad un iniziale nucleo reale: l'esistenza di una tomba di una santa solitaria palestinese, forse proprio di nome Maria.
Zosimo, ieromonaco di qualche laura palestinese, va, secondo l'abitudine, a trascorrere una parte della Quaresima nelle profonditÓ del deserto. Credendo dapprima ad un'allucinazione si rende ben presto conto della realtÓ della sua visione: una forma femminile cui l'ardore del sole ha disseccato la pelle, senza altra veste che la sua capigliatura bianca come la lana. Vedendo in questo incontro la volontÓ della Provvidenza, Zosimo cerca di avvicinarla e vi riesce solo sulla riva di un torrente, ma la sua interlocutrice non consente ad iniziarÚ ia conversazione prima che il monaco le abbia lanciato il suo mantello per coprire la sua nuditÓ. Dopo essersi reciprocamente benedetti si mettono a pregare e Zosimo vede Maria che levita nell'aria. Il monaco dubita allora di trovarsi di fronte ad una macchinazione diabolica, ma Maria lo tranquillizza chiamandolo per nome. Incitata da lui Maria comincia a raccontare la sua vita.
Egiziana di origine, a dodici anni era fuggita dalla casa paterna per condurre a suo agio ad Alessandria la vita di peccato che l'ardone dei suoi sensi reclamava. Per diciassette anni visse in questo stato. Un giorno, vedendo dei pellegrini che s'imbarcavano per Gerusalemme, spinta dalla curioritÓ ed in cerca di nuove avventure, si unÝ al gruppo, convinta che il suo fascino le avrebbe permesso facilmente di pagarsi il prezzo del viaggio. I suoi piaceri ebbero termine a Gerusalemme il giorno della festa della Croce: ella voleva infatti come gli altri, entrare nella basilica, ma ogni volta che tentava di varcarne la soglia una forza interiore glielo impediva.
A questo punto sentÝ il richiamo del Giordano.
Uscendo dalla cittÓ uno sconosciuto le diede tre pezzi d'argento che le sarebbero serviti. ad acquistare pani che dovevano essere il suo ultimo nutrimento terrestre duratole per almeno diciassette anni. Giunta a sera sulle rive del Giordano ed avendo scorto il santuario di S. Giovanni Battista, ella vi fece una visita per pregare e quindi si rec˛ al fiume per purificarsi. In seguito ricevette la Comunione eucaristica e con questo viatico inizi˛ il suo lungo cammino nel deserto cammino che al momento dell'incontro con Zosimo durava giÓ da quarantasette anni.
Giunta al termine del suo racconto autobiografico Maria preg˛ Zosimo di ritornare l'anno dopo, la sera del giovedÝ santo in un luogo che ella gli indic˛ sulle rive del Giordano, per portarle l'Eucarestia. Zosimo fu fedele all'appuntamento e Maria travers˛ miracolosamente il fiume per raggiungere il monaco. Dopo essersi comunicata ed avere rinnovato l'appuntamento per l'anno successivo nel luogo del primo incontro presso il torrente, Maria riprese la sua marcia nel deserto.
Tornando l'anno dopo sulla riva del torrente Zosimo si credette da principio solo, poi scorse a terra il corpo di Maria morta, rivestito ancora del vecchio mantello da lui datole due anni prima. Una scritta sulla terra gli rivel˛ alcuni aspetti del mistero: "padre Zosimo sotterra il corpo dell'umile Maria; restituisci alla terra ci˛ che Ŕ della terra, aggiungi polvere a polvere ed in nome di Dio prega per me; sono morta nel mese di pharmouti, secondo gli egiziani, che corrisponde all'aprile dei Romani, la notte della Passione del Salvatore, dopo aver partecipato al pasto mistico".
Zosimo capÝ che Maria era giÓ morta da un anno, il giorno stesso in cui le aveva dato la s. Comunione. Si mise subito all'opera per seppellire il corpo di lei, ma non aveva altro utensile che un pezzo di legno; aveva appena cominciato a scavare che ebbe la sorpresa di trovarsi a lato un leone che si dimostr˛ subito in grande familiaritÓ con lui e che in breve tempo, su richiesta del monaco, scav˛ una fossa sufficiente a deporre Maria. Dopo aver ricoperto di terra il corpo della santa, Zosimo ritorn˛ al suo monastero, dove raccont˛ tutta la storia all'abbÓ Giovanni l'egumeno e ai suoi confratelli per loro edificazione.
Tutti sono concordi nel vedere in questa storia soltanto una pia leggenda, come ha scritto H. Delehave: "una creazione poetica, senza dubbio fra le pi˙ belle di quante ci abbia lasciato l'antichitÓ cristiana".
Questa creazione letteraria, tuttavia, non Ŕ tutta pura invenzione, essa non Ŕ che lo sviluppo di una tradizione palestinese che vide la luce intorno alla tomba di una solitaria locale esistita realmente. In effetti, nella Vita di Ciriaco, opera di Cirillo di Scitovoli, l'autore racconta di una sua passeggiata nel deserto in compagnia di un certo abbÓ Giovanni.
F. Delmas, dopo un accurato controllo tra la Vita di Maria opera di Sofronio e, contemporaneamente la Vita di Paolo di Tebe, scritta da s. Girolamo (in cui la parte di Zosimo Ŕ sostenuta da un Antonio), ed il racconto del monaco Giovanni nella l'ita di Ciriaco, cosÝ riassume le conclusioni del suo studio: "1) il quadro generale della vita di s. Maria Egiziaca mi sembra ricalcato sulla vita di s Paolo eremita. 2) la vita di s. Maria Egiziaca mi sembra non essere altro che uno sviluppo retorico della vita di Maria inserita negli Atti di s. Ciriaco".
Giovanni Mosco, cronologicamente posteriore a Cirillo, presenta uno svolgimento diverso della leggenda di Maria, ma malgrado le divergenze, le grandi linee dei due racconti sono abbastanza simili perchÚ si possa concludere per l'unicitÓ del fatto originario. al quale entrambi fanno riferimento. Sofronio, di cui abbiamo giÓ sottolineata la dipendenza da Cirillo, ha anche preso in prestito qualche dettaglio da Giovanni Mosco, in particolare la localizzazione della scoperta di Maria nel deserto al di lÓ del Giordano.
Non minore fu la popolaritÓ di Maria in Occidente.
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Culto liturgico.
I sinassari bizantini venerano Maria al 1░ aprile, qualcuno al 3 o al 4 dello stesso mese. Questa data Ŕ in relazione con il supposto giorno della morte di Maria, un giovedÝ santo nel mese di pharmouthi. A1 1░ aprile Maria figura anche nel Typikon della laura di S. Saba. I calendari palestino-georgiani fanno di lei menzione il 1░, il 4 o il 6 dello stesso mese. Il Sinaiticus 34 (X sec.) la nomina per la terza volta il 2 dicembre. Qualche calendario siriaco la menziona ancora il 1░ aprile. Il Sinassario Alessandrino di Michele, vescovo di Atr?b e Mal?g le dedica una lunga notizia proveniente dalla Vita di Sofronio al 6 barmudah e la traduzione geez di questo Sinassario ha conservato la stessa notizia al giorno corrispondente del 6 miyaziya. Il Calendario marmoreo di Napoli menziona Maria al 9 aprile. I primi martirologi occidentali medievali la ignorano e, a quanto sembra, Usuardo fu il primo ad introdurla al 2 aprile nel suo Martirologio con lo stesso breve elogio di s. Pelagia all'8 ottobre Pietro de' Natalibus le ha dedicato un lungo capitolo de] suo Catalogus.
Il 2 aprile divenne quindi la data tradizionale della commemoraziohe di Maria in Occidente.


Autore:
Joseph-Maria Sauget

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Aggiunto il 2002-10-09

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