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Sezione A > Beato Antonio Pavoni
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Beato Antonio Pavoni Martire, domenicano
9 aprile
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Savigliano, 1325/6 - Bricherasio, Torino, 9 aprile 1374
Nominato Inquisitore della Fede per la Lombardia e la Liguria, niente sfuggì al suo vigile zelo. I tanti errori, specialmente quelli dei Valdesi, furono smascherati, ed innumerevoli anime confermò nella fede o ridusse a verace penitenza, trionfando sempre con la sua illuminata carità. Divenne così il bersaglio degli avversari che spiavano il momento propizio per ucciderlo. Con celeste lume, Antonio, presagì il suo imminente sacrificio è ne dette annunzio con la sua solita grazia, dicendo di essere invitato a nozze, e perciò pregò che la rasura gli fosse fatta con speciale cura. Il 9 aprile 1374, domenica in Albis, celebrò la messa con più acceso fervore, annunziò ancora la parola di verità e, nello scendere dal pulpito, assalito dagli eretici fu orribilmente massacrato.
Emblema: Palma
Martirologio Romano: A Bricherasio presso Pinerolo in Piemonte, beato Antonio Pavoni, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, mentre usciva di chiesa, dove aveva appena predicato contro le eresie, fu ferocemente trucidato.
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La città di Savigliano in provincia di Cuneo, ebbe nei secoli XIV-XV un gruppo di suoi figli, domenicani che con la loro qualifica d’inquisitori, diedero lustro alla città delle loro origini; essi furono il beato Antonio Pavoni, il beato Pietro Cambiani, il beato Bartolomeo Cerveri tutti martiri e il padre Aimone Taparelli. Il beato Antonio Pavoni vi nacque nel 1325 ed entrò nel convento domenicano locale di s. Domenico, vi sono incertezze sulla sua vita fino al 1365, quando fu nominato inquisitore generale per il Piemonte, succedendo al beato Pietro Cambiani suo concittadino. In quell’epoca i Capitoli Generali domenicani richiedevano per questo delicato ufficio una preparazione teologica e tomista, di ubbidienza ai superiori e un adeguato zelo per l’unità della Fede. Queste qualità non mancavano a padre Antonio Pavoni, il quale si dedicò al compito arduo, tanto da porre spesso la propria vita in pericolo, la posizione geografica di Savigliano dove risiedeva, gli favoriva il rapporto con le valli di Pinerolo, centro dei seguaci della Chiesa Valdese. Fu priore del convento per due volte nel 1368 e 1372; nel 1374, il vescovo di Torino, Giovanni Orsini gli affidò per la quaresima, una predicazione nei paesi situati all’imbocco della Val Pellice; dopo aver visitato Campiglione, Bibiana e Fenile si recò per la Pasqua a Bricherasio; nella successiva domenica in Albis 9 aprile, dopo aver celebrato la Messa e predicato in questa parrocchia, fu assalito da alcuni eretici nella piazza del paese e ucciso; tumulato a Savigliano, il suo corpo ebbe una prima traslazione nel 1468 e dal 1832 è conservato nella chiesa domenicana di Racconigi (Cuneo). Precursore dell’apostolato per l’unione dei fratelli separati, fu dichiarato martire nel 1375 da papa Gregorio XI e proclamato beato con la conferma dell’antico culto da papa Pio IX il 4 dicembre 1856, fissando la sua festa per l’Ordine Domenicano e per le diocesi di Torino e Pinerolo al 9 aprile. L'Ordine Domenicano lo ricorda il 3 febbraio.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2002-04-11
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