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Santi Vendemiale, Fiorenzo, Eugenio e Longino Vescovi e martiri

2 maggio

m. 483

Vendemiale (noto anche come Vendemmiale o Vendemiano), Fiorenzo, Eugenio e Longino furono quattro vescovi del V secolo, esiliati in Corsica dalla natia Africa per opera del re Unnerico, convertito all’arianesimo, e lì morti martiri. I resti dei santi Vendemiale e Fiorenzo furono portati in Italia da Tiziano, vescovo di Treviso, e attualmente riposano nella cripta del Duomo di Treviso, presso l’altare del Beato Enrico da Bolzano.

Martirologio Romano: Commemorazione dei santi martiri Vendemiale, vescovo di Gafsa in Numidia, nell’odierna Tunisia, e Longino di Pamaria in Mauritania, ora in Algeria, che, per essersi opposti agli ariani nel Concilio di Cartagine, furono condannati dal re vandalo Unnerico alla decapitazione.


Abbiamo le notizie su questi martiri da Tiziano, vescovo di Treviso attorno all’anno 743, il quale, giunto in Corsica, seppe dell’invasione dell’isola ad opera dei Saraceni e del saccheggio e della distruzione di molte chiese.
Vendemiale, di origine africana, fu educato dal santo vescovo Appiano, divenendo prima sacerdote e poi – secondo la Passio dei sette martiri cartaginesi – vescovo di Capsa. Viene ricordato come uomo di molta scienza e di spiccata santità.
Fu esiliato dalla propria sede episcopale in Africa assieme ad oltre seicentocinquanta vescovi espulsi ad opera del re Unnerico, plagiato dagli eretici ariani. Giunto in Corsica, assieme al vescovo di Cartagine Eugenio e ad un altro vescovo di nome Longino, si impegnò molto nell’evangelizzazione, ottenendo numerose conversioni e prevenendo il diffondersi dell’arianesimo. Lasciata l’isola, continuò l’opera di propagazione della fede. Ritornato in Corsica, vi morì ad opera degli invasori.
Fiorenzo si distinse nella terra natia per la strenua e limpida difesa della fede cattolica; fu perciò eletto giudice del Concilio e mandato quale oratore agli imperatori Onorio e Teodosio per ottenere che non permettessero ai pagani e agli eretici di condurre una vita piena di scelleratezze. Anch’egli fu esiliato in Corsica nel 484 dal re ariano Unnerico dove sembra sia divenuto vescovo della diocesi di Nebbio (soppressa nel 1801). Della sua morte si sa solo che morì martire.
Il suddetto presule trevigiano Tiziano si mise alla ricerca del corpo del vescovo Vendemmiale che trovò assieme a quello di un altro vescovo, Fiorenzo. Allora si adoperò per portare i corpi dei due santi a Treviso che fece tumulare nella chiesa di san Giovanni, l’attuale battistero. Al vescovo Rotari, eletto nel 1025, si deve la traslazione delle reliquie nella cripta del Duomo, costruita per tale occasione. Dagli inizi del 1800 le spoglie dei due santi vescovi, insieme a quelle dei Ss. Innocenti, si conservano in tre ampolle di vetro entro le apposite custodie poste al fianco del tabernacolo dell’altare del Beato Enrico da Bolzano.


Autore:
don Giuseppe Busato

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Aggiunto il 2015-07-22

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