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Albino (Bergamo), 7 gennaio 1931 - Bergamo, 6 aprile 1957
«Le colleghe testimoniano la sua fedeltà al lavoro, la sua affabilità unita al riserbo, la stima che godeva come donna e come credente. Proprio nel tragitto verso casa, trent'anni fa, si è consumato il suo martirio, estrema conseguenza della sua coerenza cristiana. I suoi passi, però, non si sono fermati, ma continuano a segnare un sentiero luminoso per quanti avvertono il fascino delle sfide evangeliche» (Giovanni Paolo II). Con Maria Goretti e Antonia Mesina, Pierina Morosini è una delle moderne martiri della dignità della donna. Nacque a Fiobbio, piccolo villaggio presso Bergamo, nel 1931. Terminate le scuole elementari e passata la bufera della guerra, lavorò come operaia tessile in un cotonificio di Albino, presso il capoluogo orobico, contribuendo con il suo stipendio al bilancio familiare. L'adesione all'Azione cattolica, prima come semplice iscritta poi come responsabile della formazione delle "piccolissime" e delle "beniamine", ampliò la prospettiva del suo impegno. Fu sostenitrice delle opere missionarie e del seminario. Ogni mattina prima di andare al lavoro riceveva la Comunione e nel tragitto casa-fabbrica recitava il Rosario. Nel 1947, quasi presaga della sorte che l'attendeva, si recò in pellegrinaggio a Roma, in occasione della beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, nel 1957, mentre ritornava dal lavoro, venne aggredita da un giovane che cercò di violentarla. Pierina, prima cercò di farlo ragionare, poi fuggì. Il giovane la inseguì e la colpì con un sasso. Morì due giorni dopo senza riprendere conoscenza. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi, in particolare degli aderenti all'Azione cattolica.
Etimologia: Pierina = accorciativo e diminutivo di Pietro
Emblema: Giglio, Palma
Martirologio Romano: Nella cittadina di Fiobbio di Albino vicino a Bergamo, beata Pierina Morosini, vergine e martire, che, a ventisei anni, mentre faceva ritorno a casa dalla fabbrica in cui lavorava, morì ferita a morte al capo nel tentativo di difendere dall’aggressione di un giovane la propria verginità consacrata a Dio.
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Narrare la morte della beata Pierina Morosini, sembra di scrivere e leggere una notizia di cronaca nera così frequente nel mondo di oggi. Uno stupro, violento e brutale, tanto più non riuscito, che scatena l’ira del bruto che uccide a colpi di pietra la vittima predestinata e ribelle.
E’ la fine che è toccata alla beata, ma sarebbe come già detto solo un fatto di cronaca nera, se non si collocasse come coronamento di una vita tutta dedicata all’apostolato nelle file dell’Azione Cattolica, così diffusa e sentita in quel periodo.
Nacque a Fiobbio nel Comune di Albino (Bergamo) il 7 gennaio 1931, prima di nove figli da Rocco Morosini e Sara Noris umili contadini, ricevé la Prima Comunione e Cresima nella sua frazione e nel suo Comune. Terminate le scuole elementari si iscrisse alla scuola di cucito e taglio ma poi fu assunta come operaia tessile nello stabilimento Honegger di Albino e con il suo salario manteneva la numerosa famiglia, dato che il padre era ormai invalido al lavoro.
Iscritta alla Gioventù Femminile di Azione Cattolica, partecipò alla cerimonia di beatificazione di Maria Goretti a Roma il 27 aprile 1947, fu l’unico viaggio effettuato fuori dalla sua Provincia nella sua vita.
Fu zelatrice delle opere missionarie e del seminario. Ogni mattina prima di andare al lavoro riceveva la s. Comunione e sia all’andata che al ritorno recitava lungo la strada il s. Rosario.
E recitando il rosario, ritornando dal lavoro il 4 aprile 1957, lungo i sentieri solitari del Monte Misma, s’imbatté nel suo carnefice, morì due giorni dopo in ospedale senza riprendere conoscenza, trasportata dai familiari che l’avevano, dopo ricerche, ritrovata in un lago di sangue. Dagli stessi sanitari fu riconosciuta come una nuova Maria Goretti; la sua tomba divenne meta di pellegrinaggi specie dell’Azione Cattolica.
Il vescovo di Bergamo, Clemente Gaddi, il 6 gennaio 1976 avviava l’iter per la causa di beatificazione; il 10 aprile 1983 la salma venne traslata dal cimitero di Fiobbio alla chiesa parrocchiale e posta in un sarcofago di marmo bianco.
E’ stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2002-01-22
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