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San Guglielmo di Gellone Monaco

28 maggio

Borgogna, 750 circa - Gellone, Francia, 28 maggio 812

Martirologio Romano: Nel monastero di Gellone nella Gallia narbonense, ora in Francia, san Guglielmo, monaco, che, personalità di assoluto prestigio nella corte dell’imperatore, unito a san Benedetto d’Aniane da profondo legame di affetto, vest́ l’abito monastico con grande onestà di costumi.


In Europa sono esistite figure di primo piano che oggi non si sa neppure più chi siano state, nonostante che i “turisti globali” scattino milioni e miliardi di fotografie e selfie in giro per il Continente sulle tracce di abbazie, chiese, monasteri millenari. Il motivo è evidente: esse erano cattoliche e non rispettando, quindi, i canoni libertari seguiti alla cultura illuminista e positivista prima, poi liberalista, modernista, comunista e progressista dopo il tutto è stato cancellato con grande spirito di “libertà” e di “uguaglianza” per tutti, tranne che per i soggetti scomodi all’Europa secolarizzata e senza Dio. Fra questi San Guglielmo d'Aquitania.
Nacque nel 750 circa in Borgogna. Era figlio del conte di Autun, Teodorico I (ca. 720 – ca. 804) di antica famiglia Merovingia e di Alda o Audana (?- 751), figlia di primo o secondo letto di Carlo Martello, come è scritto in un documento dell’804, in occasione della fondazione del monastero di Gellone. Guglielmo, oltre ad essere nipote di Carlo Martello, era cugino di Carlo Magno, del quale fu anche paladino, titolo della nobiltà carolingia, fu proprio quest’ultimo a incaricarlo della difesa della Marca di Spagna, che attuò con alterna fortuna, ma con grande valore, tanto da essere celebrato nelle chansons de ges tes.
Dal 781, fu tra i consiglieri del re d’Aquitania, Ludovico il Pio e quando, tra il 789 ed il 790, Torsone venne destituito, lo sostituì come reggente d’Aquitania e fu investito della contea di Tolosa. Combatté sia contro i Baschi che i Mori, ossia gli islamici.
Nel 793 l’emiro di Cordova, Hisham I, figlio e successore del primo emiro omayyade Abd al-Rahman I, proclamò la guerra Santa contro i Cristiani del nord; radunò due grandi eserciti che attaccarono contemporaneamente sia le Asturie che l’Aquitania, dove Guglielmo, nelle vicinanze di Narbona, fu battuto, ma dopo una strenua resistenza, che attenuò la spinta dei musulmani. Guglielmo passò all’offensiva e, secondo Eginardo nella Vita Hludowici Imperatoris, nell’801, partecipò alla conquista di Barcellona, insieme ad Ademaro di Narbona, in tal modo divenne marchese della Marca di Spagna, mentre Narbona fu liberata nell’803.
Guglielmo si unì in matrimonio due volte: secondo Le manuel de Dhuoda, scritto dalla nuora Dhuoda di Guascogna (moglie del figlio Bernardo), prima con Cunegonda d’Austrasia († 795), nobile di origine visigota, dalla quale ebbe otto figli[2]; in seguito con Guitberga d’Hornbach († 804), dalla quale ebbe quattro figli[3]; le consorti sono citate nel documento per la fondazione dell’Abbazia di Saint-Guilhem-le-Desert, del dicembre 804.
Un giorno Guglielmo, mentre si trovava nell’abbazia d’Aniane nel Rossiglione, ritrovò un suo vecchio amico d’infanzia, Benedetto, decisero, insieme, di fondare nell’804, come registra Eginardo nella Vita Hludowici Imperatoris, il monastero benedettino di Gellona, attuale abbazia di Saint-Guilhem-le-Désert, imponendo ai monaci la riforma di Benedetto d’Aniane. Nell’806 entrò nel chiostro, abdicando a tutti i suoi titoli, da dove non uscì più. L’abbazia, inizialmente denominata abbazia di Gellona, alla morte del suo fondatore, fu ribattezzata «abbazia di Guglielmo», dopo la sua salita all’onore degli altari, divenendo ufficialmente l’abbazia di Saint-Guilhem-le-Désert, nome che sostituì quello del luogo (fino ad allora Gellona), attuale comune francese di 265 abitanti, situato nel dipartimento dell’Hérault nella regione dell’Occitania, nel cuore delle gole dell’Hérault, oggi sito turistico che fa parte del Grand site national della nazione. Intorno alla Attorno all’abbazia, divenuta nel tempo una stazione importante nel tragitto francese del Cammino di Santiago di Compostela, si sviluppò uno splendido borgo di case disposte a vari livelli lungo il corso del torrente Verdus, la cui struttura si è conservata molto bene lungo i secoli fino a noi.
In perfetta umiltà Guglielmo accettò di compiere nel monastero i lavori più umili, sottoponendosi, allo stesso tempo, alle più austere penitenze. Qui morì in odore di santità il 28 maggio 812, giorno in cui la Chiesa ne fa memoria. Sarà canonizzato nel 1066 da papa Alessandro II.


Autore:
Cristina Siccardi

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Aggiunto/modificato il 2021-02-11

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