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Santa Demetria di Roma Martire

21 giugno

Roma, IV secolo

Santa Demetria era un tempo commemorata nel Martirologio Romano al 21 giugno, ma nei repertori agiografici il suo dies natalis è riferito in giorni diversi. Secondo la leggendaria passio di Pimenio sarebbe stata figlia dei martiri Flaviano e Dafrosa e sorella di Santa Bibiana. Dopo la morte dei genitori, arrestata insieme con la sorella e condotta alla presenza dell'imperatore Giuliano, improvvisamente morì di spavento. Come per i suoi familiari, anche per Demetria bisogna dire che si tratta di un personaggio storicamente incerto.

Etimologia: Demetria = sacra alla dea Demetra, dal greco

Emblema: Palma


Impossibile sarebbe qualificare quale personaggio storico Santa Demetria, martire romana del IV secolo, un tempo commemorata dal martirologio cattolico al 21 giugno. La tradizione la vuole figlia dei santi Flaviano (22 dicembre) e Dafrosa (4 gennaio) e sorella di Santa Bibiana (2 dicembre). Oggi dell’intera famiglia solamente quest’ultima è ancora menzionata dal Martyrologium Romanum.
Demetria visse dunque a Roma nel IV secolo, al tempo dell’imperatore Giuliano l’Apostata e proprio da questi la sua famiglia sarebbe stata condannati a morte. Nella “Passio Sanctae Bibianae” risalente al VII secolo si legge che il governatore Aproniano, dopo aver condannato a morte i coniugi Flaviano e Dafrosa, essendo ormai certo di potersi impossessare del loro patrimonio, tentò di costringere all’apostasia anche le due giovani figlie. Demetria morì rinchiusa in carcere o, secondo altre fonti, spaventata dalla visione dell’imperatore, prima comunque di subire esplicitamente il martirio, sorte che invece subì la sorella Bibiana. Questa versione dei fatto funge da giustificazione della venerazione delle due sante in date separate. Va comunque specificato che in vari repertori agiografici il “dies natalis” di Demetria è riferito in giorni diversi dal 21 giugno.Il corpo di Santa Demetria ricevette sepoltura accanto alla tomba dei genitori e della sorella, preso la loro abitazione sull’Esquilino, dove in seguito per volere di Papa Simplicio fu innalzata una cappella e più tardi l’attuale basilica. Le reliquie di San Flaviano presero poi strade diverse e sono oggi venerate presso la cittadina laziale di Montefiascone. I corpi di Dafrosa e delle figlie Demetria e Bibiana invece furono rinvenuti nel 1624 e ricollocati due anni dopo dal pontefice Urbano VIII in tre reliquiari. Sono ancora oggi conservate nel sarcofago costantiniano, in alabastro orientale, sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Bibiana. Parte delle reliquie di Santa Dafrosa sono invece custodite nella patriarcale basilica di Santa Maria Maggiore, dove il 4 gennaio veniva abitualmente celebrata la sua festa.Merita infine rammentare come questa santa famiglia non sia che uno tra numerosi casi in duemila anni di cristianità di riuscite imitazioni della Santa Famiglia di Nazareth. Validi esempi in proposito sono costituiti dai Santi Mario e Marta con i figli Abaco ed Audiface, Gregorio e Nonna con i figli Gregorio, Cesario e Gorgonia, ven. Luigi Martin e Zelia Guerin con la figlia Teresa di Gesù Bambino, e nel XX secolo l’ultimo zar russo Nicola II Romanov, martire dei bolscevichi con la moglie e la prole. Possono dunque essere considerati modelli più vicini alle famiglie tutti quei coniugi che hanno fatto del loro matrimonio la strada per meritare la santità per sé e per i propri figli.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-01-11

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