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Beato Ivano Eremita

24 giugno

Visse verso la fine del secolo IX in Boemia, secondo una «Vita» latina era consanguineo del re d'Ungheria santo Stefano. Secondo un'altra versione della «Vita» fu figlio del duca dei croati, Charvati. Studi moderni affermano che fu monaco benedettino nel monastero sassone di Coevey, poi ritiratosi, eremita, in Boemia. A conferma di ciò esiste un elenco di monaci di quel monastero dell'865 che porta il nome Unvano. Durante una battuta di caccia, l'eremita Ivano fu scoperto dal duca boemo Borivoj e invitato al castello di Tetìn, dove dopo aver ricevuto i desiderati sacramenti, rimase a colloquio con la duchessa santa Ludmilla, prima di ritornare al suo eremitaggio. Il duca Borivoj s'impegnò con lui che alla sua morte avrebbe edificato una chiesa dedicata a san Giovanni Battista. (Avvenire)

Etimologia: Ivano = come Giovanni


Di questo beato eremita vi sono due ‘Vite’, una latina del secolo XIV e una paleoslava del secolo XVII, purtroppo in contrasto fra loro e che hanno fatto dubitare a turno dell’una o dell’altra sulla veridicità storica, addirittura che potessero parlare di due eremiti omonimi vissuti e sepolti magari nello stesso luogo in tempi diversi. Visse verso la fine del secolo IX in Boemia, secondo la ‘Vita’ latina era consanguineo del re d’Ungheria s. Stefano e per l’altra fu figlio del duca dei croati, Charvati. Studi moderni affermano che era un monaco benedettino nel monastero sassone di Coevey, poi ritiratosi a fare l’eremita in Boemia, a conferma di ciò esiste un elenco di monaci di detto monastero dell’865 che porta il nome Unvano.
Durante una battuta di caccia, l’eremita Ivano fu scoperto dal duca boemo Borivoj e invitato al castello di Tetìn, dove dopo aver ricevuto i desiderati sacramenti, rimase a colloquio con la duchessa s. Ludmilla, prima di ritornare al suo eremitaggio.
Il duca Borivoj s’impegnò con lui che alla sua morte avrebbe edificato una chiesa dedicata a s. Giovanni Battista, approssimatosi la fine, Ludmilla inviò un suo sacerdote a portargli gli ultimi conforti religiosi. Dopo la sua morte avvennero molti miracoli, si ha notizia che nel 1205 nel luogo del suo eremitaggio già c’era una chiesa chiamata s. Giovanni sotto la Rocca; il culto fu propagato dai monaci benedettini, che qui si erano rifugiati, quando dovettero lasciare il loro monastero presso Praga, durante le guerre ussite. Le reliquie riposano sotto l’altare dell’antica chiesa abbaziale che sostituì la vecchia chiesa di s. Giovanni sotto la Rocca. Si festeggia il 24 giugno festa di s. Giovanni Battista di cui il nome Ivano e di diretta provenienza e anche per la sua grande devozione verso il santo.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-03-21

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