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San Masenzio (Massenzio) Abate nel Poitou

26 giugno

† 26 giugno 515 (?)

Martirologio Romano: Nel territorio di Poitiers in Aquitania, nell’odierna Francia, san Massenzio, abate, insigne per le sue virtù.


Nella sua Historia Francorum, scritta presso a poco tra il 573 e il 594, Gregorio di Tours menziona, nel Poitou, l’abate Massenzio (lat. Maxentius; fr. Maixent) come vir laudabilis sanctitatis, riferendo il seguente episodio, che risale al periodo tra il 500 e il 507, nel venticinquesimo anno di regno di Clodoveo I. Clodoveo faceva guerra ai Visigoti di Alarico, che occupavano la Spagna e il Sud della Gallia e l’abate Massenzio governava un monastero posto in una località che già al tempo di Gregorio di Tours veniva chiamata Cellula Maxenti.
All’approssimarsi del nemico, i discepoli dell’abate si turbarono grandemente ed egli dovette muovere incontro alle soldatesche quasi pacem rogaturus; una spada nuda minacciò il suo intrepido capo, ma il braccio del soldato che la reggeva si paralizzò e la spada cadde. Il colpevole, prosternato, chiese perdono e il santo unse il braccio con l’olio benedetto, fece un segno di croce e lo risanò.
Gregorio di Tours aggiunge: «Multasque et alias virtutes operatus est», e, per conoscerle, rimanda alla Vita del santo. Pare, comunque che la Vita primitiva non esista più; quella che è oggi in nostro possesso sarebbe posteriore a Gregorio.
Secondo questa Vita, Massenzio nacque a Agde, nella Gallia narbonense e portava il nome di Adiutore. La sua educazione fu affidata a san Severo, abate di un monastero; la pratica dei precetti evangelici gli aveva procurato molte lodi e si racconta (fertur) che egli si allontanò per questo dalla regione. Stoperto rientrò nel suo paese e, col suo ritorno, impetrò la pioggia dopo una siccità durata oltre due anni.
In seguito, Massenzio si recò nella diocesi di Poitiers resa illustre da sant'Ilario, e si stabilì nel monastero dell’abate Agapito. Per sfuggire ad ogni ricerca egli prese il nome di Massenzio e fu eletto abate del monastero. L’agiografo caratterizza così le sue virtù: «in psallendo sedulus, in vigiliis experrectus, in jejuniis continuus, in eleemosynis promptus, in oratione creberrimus, in humilitate fundatus, in charitate perfectus, in castitate gloriosus et in omni sancta conversatione sanctissimus et in litteris bene doctu». Gli sono attribuiti dei miracoli, in special modo l’addomesticamento di uccelli selvatici, tanto che a volte, viene rappresentato circondato da tali uccelli. Morì a oltre settantasei anni, un 26 giugno, secondo la tradizione nel 515 circa.
Usuardo lo ha iscritto nel suo Martirologio alla stessa data; nella diocesi di Poitiers gli sono dedicate una dozzina di chiese, tra cui due in località che portano il suo nome. Durante il periodo delle invasioni normanne, le reliquie del santo furono trasportate di rifugio in rifugio, in Alvernia e Bretagna, quindi, con quelle di san Leodegario di Autun, furono deposte nell’abbazia di Ébreuil si Sioule (Allier) dove ne rimase la maggior parte. Diversi frammenti furono donati anche a varie chiese tanto che il 2 ottobre 1059, in occasione dell'inaugurazione di un nuovo cofano, il suo antico monastero di St-Maixent ne conservava soltanto quaedam particulae.
Il culto di san Massenzio è circoscritto al Poitou e all’abbazia di Ébreuil, ove furono traslate le sue reliquie dopo la morte. Il santo è solitamente rappresentato con una colomba in testa o in atteggiamento di preghiera nella sua cella, mentre intorno volano uccelletti a simboleggiare la santità e parsimonia della sua vita di abate. Appare rappresentato nella chiesa di Notre-Dàme a Montmorillon in affreschi del secolo XII che raffigurano i santi del Poitou, e in St-Hilaire-le-Grand di Poitiers in una teoria affrescata di santi e vescovi (secoli XI-XII).
 


Autore:
Paul Viard


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-28

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