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San Marziale di Limoges Vescovo e confessore

30 giugno

sec. III

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Limoges in Aquitania, in Francia, san Marziale, vescovo.


San Marziale viene tradizionalmente considerato l'evangelizzatore del Limosino, avvenuta all'incirca nel III secolo. L'antroponimo del santo indica che si trattava di un orientale, probabilmente proveniente dall'Asia Minore.
A partire dall'epoca carolingia, i monaci dell'abbazia fondata sulla tomba del santo vissero e prosperarono grazie ai doni dei pellegrini e dei devoti. Non mancarono, perciò, di sviluppare e amplificare i troppo scarni dati storici che si riferivano a san Marziale. A tal fine composero una Vita sancti Martialis, senza dubbio nel corso del IX secolo, detta Vita antiqua. Essa, piuttosto sobriamente, descrive san Marziale come l'evangelizzatore dell'Aquitania, inviato da san Pietro stesso, collocando così, per la prima volta, il santo nel I secolo. Il più antico manoscritto noto di questo testo è conservato a Karlsruhe e fu copiato entro il 846. Il testo rappresenta un insieme di residui di racconti agiografici orali. La Vita prolixior I, l'evoluzione successiva della leggenda agiografica, fu senza dubbio redatta dopo l'ostensione delle spoglie del santo patrono di Limoges organizzata nel 994 per scongiurare il Male degli Ardenti e rafforzare la propaganda per la Pace di Dio proclamata allora per la prima volta. Mai pubblicata, ci è giunta in una copia mutila, scritta in una mano databile fra il 980 ed il 1040; si tratta di uno scritto in latino rustico, con ortografia incerta e numerosi errori corretti secondariamente. Il testo venne quindi raffinato nella forma e nella lingua: diventò del tutto simile alla versione ultima, ma san Marziale rimase tuttavia confessor. Si conoscono almeno quattro copie di questa seconda versione della Vita prolixior; furono eseguite nell' XI° secolo, e testimoniano una rapida diffusione del testo. Nemmeno questa versione è mai stata pubblicata.
Una terza versione è attestata nel 1029, e si tratta precisamente della versione apostolica, nella quale san Marziale viene esplicitamente nominato come apostolus. Vista la concorrenza del pellegrinaggio a Santiago di Compostella, Ademaro di Chabannes, storico rinomato e figura intellettuale di spicco, creò ed inaugurò una nuova liturgia apostolica dedicata al santo, nel periodo 1027-1028. Tutto fa pensare che Ademaro, nella creazione del suo falso agiografico, ebbe l'appoggio non solo dei monaci, ma anche del duca e del suo vescovo. Il tentativo di accreditare e far adottare la liturgia apostolica e la Vita prolixior III fu portato avanti durante la seconda ondata di concilii per la Pace, che ebbe una intensità particolare a Limoges. Esistono a tutt'oggi circa cento manoscritti contenenti questa versione della Vita prolixior, i quali testimoniano un'attività dei copisti estesa per circa cinque secoli.
Fu stabilito di inaugurare la nuova liturgia apostolica nel giorno dell'anniversario della dedicazione, ad opera di Marziale, della cattedrale di santo Stefano, il 3 agosto 1029. Era anche il giorno in cui Marziale era diventato vescovo, 970 anni prima. Il priore Benedetto, nipote dell'abate del monastero di San Michele della Chiusa in Piemonte, intervenne però durante la cerimonia, rovinandone completamente la solennità. Benedetto, secondo il resoconto di Ademaro stesso, parlando in volgare anziché in latino per farsi meglio intendere dalla folla, denunciò la nuova liturgia apostolica come un'offesa alla chiesa, e proseguì dichiarando che la menzogna perpetrata dai monaci era un sacrilegio ed un'eresia. La folla rustica acclamò Benedetto rumoreggiando che avrebbe preferito "che Marziale fosse il primo dei confessori piuttosto che l'ultimo degli apostoli". Si suppone che l'azione di Benedetto fosse l'espressione di una corrente di ecclesiastici, probabilmente dei monasteri vicini, che si sarebbero certamente avvantaggiati di uno scandalo nel potente monastero limosino. La mattina successiva Ademaro lasciò Limoges, pieno di vergogna. Nei cinque anni successivi Ademaro si dedicò alla creazione di numerosi falsi: inserì riferimenti all'apostolo Marziale nella copia di sua mano delle Lettere Decretali dello Pseudo-Isidoro; preparò un editto, attribuibile al suo superiore, l'arcivescovo Aimone di Bourges, che sosteneva l'apostolicità di Marziale. Inoltre, i suoi sermoni sono pieni di riferimenti all'apostolo Marziale e a molti dei Padri, sia orientali che occidentali, che confermano l'apostolicità di Maziale e l'autenticità della Vita. Nel 1031, in occasione dei concilii di Bourges e di Limoges, ai quali Ademaro partecipò, egli stilò addirittura una falsa lettera di Papa Giovanni XIX, con la quale si notifocava a tutti i vescovi delle Gallie, che si poteva attribuire e san Marziale il titolo di apostolus, e che inoltre gli si dedicava un altare nella basilica di San Pietro a Roma. I suoi sforzi furono coronati dal concilio di Bourges del 1031, conclusosi con una drammatica cerimonia di anatema su coloro che si opponessero al nuovo apostolo. In tale occasione anche l'abate di San Michele della Chiusa, Benedetto II, zio del priore Benedetto di cui sopra, si pronunciò in favore dell'apostolicità; ma nel Limosino, alla fine del secolo XI, molti ancora non accettavano questa versione. Ademaro di Chabannes morì nel corso di un pellegrinaggio in Terra Santa, nel 1034, lasciando alla biblioteca del monastero di Limoges un corpus di scritti tale da convincere fino al XX secolo storici e studiosi dell'apostolicità di san Marziale.
San Marziale è venerato anche in Italia, a Colle di Val d'Elsa, dove egli operò il primo miracolo e la prima evangelizzazione. Si può ipotizzare che san Marziale, patrono di Limoges, rientri nella categoria dei santi "importati" dai pellegrini franchi e che la tradizione del suo passaggio per Colle sia sorta in seguito, aggiungendo la storia del suo primo miracolo colligiano a quella dell'evangelizzazione dell'Aquitania.


Autore:
Domizia Parri

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Aggiunto il 2001-06-04

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