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Sant' Ottone di Bamberga Vescovo

30 giugno

Ottone nacque a Mistelbach, in Franconia, nel 1062, ai tempi della «lotta per le investiture», aspro sostenuta dai Papi contro Enrico IV, e, dopo di lui, contro il successore Enrico V, ambedue scomunicati. Proprio Enrico IV, che molto lo stimava, aveva nominato Ottone vescovo di Bamberga. Dopo la morte dell'imperatore, egli scese a Roma dove il Papa Pasquale Il gli conferì il pallio, confermandolo quindi vescovo di Bamberga. Si ebbe così il caso singolare di un vescovo legittimo per la Chiesa e ben accetto all'Imperatore. Gli sforzi di Ottone contribuirono così alla definizione di un Concordato tra Chiesa e Impero, stipulato nella famosa Dieta di Worms, nel 1122. Quando Boleslao, re di Polonia, conquistò la Pomerania, chiamò ad evangelizzare il «padre dei monaci », Ottone. Partito con venti sacerdoti battezzò ventimila pagani, convertì sette città e fondò altre undici chiese. In una di queste città, i pagani gli tesero un'imboscata. Assalito nottetempo fu lasciato esanime. Morì di lì a breve a Bamberga, nel 1139. (Avvenire)

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Bamberg in Franconia, nell’odierna Germania, sant’Ottone, vescovo, che si dedicò con fervore all’evangelizzazione della Pomerania.


Otto (in ted.) nacque in Svevia nell’anno 1062 da una nobile ma non ricca famiglia, insieme al fratello Federico passò in Polonia dove aprirono una scuola e insegnarono; fu poi alla corte di Wladislaw duca di Polonia.
Verso il 1090 entrò al servizio dell’imperatore Enrico IV, interessandosi attivamente alla costruzione della chiesa di S. Maria e S. Giovanni, iniziata qualche generazione prima. L’11 giugno 1102, morì il vescovo di Bamberga, Roberto ed Enrico IV nominò Ottone vescovo della città, vinte le perplessità dello stesso, furono inviati ambasciatori a Roma dal papa Pasquale II, affinché confermasse la nomina, come era regola in quell’epoca.
Per essere però consacrato vescovo, passarono alcuni anni, nel 1105 fu eletto dalla Dieta di Magonza ambasciatore presso il papa per impetrare la pace, nelle divergenze che contrapponevano l’impero con il papato; nel suo viaggio dalla Germania a Roma, fu catturato nelle valli del Tirolo, dal conte Alberto, vassallo contrario alla pacificazione, venne poi liberato per l’intervento di Guelfo duca di Baviera.
Giunse a Roma il 13 maggio 1106, giorno dell’Ascensione, proseguendo poi per Anagni, dove risiedeva il papa, per ricevere la solenne consacrazione a vescovo, nel giorno di Pentecoste.
Nella sua azione pastorale nella diocesi di Bamberga si distinse per la riforma del clero e per l’instaurazione della disciplina tra secolari e regolari, vigilò sulla libertà ecclesiastica; nella lotta per le investiture, ormai dilagante fra il papato e l’impero, Ottone conservò la sua unione con Roma.
Fu chiamato “Padre dei monaci”, perché promosse attivamente la fondazione di 15 grandi cenobi e di altri sei monasteri minori, di 14 chiese e di sei castelli. La sua azione si estese oltre che nella diocesi di Bamberga, anche in quelle vicine, come Würzburg, Ratisbona, Passavia, Eichstätt, fino ad Aquileia; promosse la Riforma dei Certosini e dei Premostratensi, convocò vari Sinodi.
Nel 1124 inviato da Boleslao, duca di Polonia, tenne delle missioni in Pomerania, regione dell’Europa Centrale, abitata dagli Slavi pagani, insieme ad una ventina di chierici e numerosi fedeli, operando conversioni e fondando chiese; ritornò nella zona nel 1128 dopo la reazione pagana e con spirito di fede e di pace, rinnovò la sua missione, diffondendo il Cristianesimo.
Morì a Bamberga il 30 giugno 1139 in fama di santità, fu riconosciuto santo 50 anni dopo da papa Clemente III; il suo corpo si venera nella chiesa di San Michele. La sua festa si celebra a Bamberga il 30 settembre, in Pomerania il 1° ottobre, ma il ‘Martirologio Romano’ lo riporta al 2 luglio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2002-10-13

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