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San Marciano di Iconio Martire
Festa:
11 luglio
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Iconio, antica Licaonia (odierna Konya, Turchia), III/IV sec.
I sinassari bizantini menzionano all'11 luglio Marciano, martire di
Iconio in Licaonia, il quale, dopo aver subito diversi tormenti
(braciere ardente, ablazione della lingua), morì decapitato ai tempi del
governatore Perinio (Perennius). Sino ad ora non è stata ritrovata
alcuna passio di questo martire. H. Delehaye, osservata la somiglianza
dei dati, proponeva un accostamento tra questo martire e l'omonimo
commemorato il giorno precedente (10 luglio), non a Iconio, ma a Tomi in
Mesia, sia nel Martirologio Siriaco del IV secolo, con quarantasette
compagni, sia nel Martirologio Geronimiano in cui il numero dei compagni
è di quarantaquattro (sei dei quali sono citati per nome). Il Baronio
ha conosciuto Marciano di Iconio attraverso il cosiddetto Menologio del
cardinale Sirleto e lo ha introdotto, sempre all'11 luglio, nel
Martirologio Romano.
Martirologio Romano: A Konya in Licaonia, nell’odierna Turchia, san Marciano, martire, che sotto il governatore Perennio ottenne tra molti supplizi la palma della vittoria.
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Le fonti antiche Le notizie su san Marciano provengono principalmente dai sinassari bizantini, che ne fissano la commemorazione all'11 luglio. Tali raccolte liturgiche riferiscono che il santo subì numerosi tormenti prima di essere decapitato durante il governo di un magistrato chiamato Perennio (o Perinio). Non è invece pervenuta alcuna Passio antica che permetta di ricostruire con precisione la sua vicenda personale. L'assenza di un racconto contemporaneo impedisce di stabilire con certezza l'epoca del martirio, generalmente collocata tra la fine del III e gli inizi del IV secolo, nel periodo delle grandi persecuzioni contro i cristiani.
Il martirio secondo la tradizione La tradizione orientale racconta che Marciano rimase saldo nella confessione della fede nonostante ripetuti tentativi di costringerlo ad abiurare. Fra i supplizi ricordati figurano l'esposizione a un braciere ardente e la mutilazione della lingua, evidente simbolo del tentativo di ridurre al silenzio la sua testimonianza cristiana. Nessuna di queste torture riuscì tuttavia a piegarne la fermezza e il governatore ne ordinò infine la decapitazione. Poiché tali particolari derivano esclusivamente dalla tradizione liturgica bizantina e non sono confermati da documenti contemporanei, devono essere accolti come elementi della memoria agiografica piuttosto che come fatti storicamente verificabili.
Il problema dell'identificazione Lo studioso bollandista Hippolyte Delehaye osservò la notevole somiglianza tra Marciano di Iconio e un altro martire omonimo commemorato il 10 luglio a Tomi, nella Mesia, insieme a numerosi compagni. Nel Martirologio Siriaco del IV secolo questo secondo Marciano compare con quarantasette compagni, mentre il Martirologio Geronimiano ne ricorda quarantaquattro, citandone alcuni per nome. La coincidenza del nome, la vicinanza della data liturgica e la scarsità delle informazioni hanno indotto Delehaye a ipotizzare che le due commemorazioni possano riferirsi originariamente allo stesso martire, successivamente distinto dalla tradizione. L'ipotesi resta tuttavia priva di dimostrazione definitiva e gli studiosi continuano a considerarla una possibilità, non una certezza.
L'ingresso nel Martirologio Romano Il culto di san Marciano passò in Occidente grazie al cosiddetto Menologio del cardinale Guglielmo Sirleto, importante raccolta di memorie liturgiche orientali. Fu il cardinale Cesare Baronio a inserirne la commemorazione nell'edizione del Martirologio Romano, mantenendo la data dell'11 luglio già attestata nella tradizione bizantina. L'attuale Martirologio Romano lo ricorda con queste parole: «A Konya in Licaonia, nell'odierna Turchia, san Marciano, martire, che sotto il governatore Perennio ottenne tra molti supplizi la palma della vittoria.»
Il culto Non risultano testimonianze di un culto particolarmente sviluppato né informazioni certe sull'esistenza di reliquie o di antichi santuari a lui dedicati. La sua memoria è stata tuttavia conservata con continuità nella liturgia orientale e successivamente anche in quella latina, dove continua a essere celebrato l'11 luglio. La figura di Marciano rappresenta uno dei numerosi esempi di martiri antichi il cui ricordo è stato trasmesso soprattutto attraverso la tradizione liturgica.
Autore: Giampietro Cattini
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