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Santi Sigisberto e Placido Abate e martire di Disentis
Festa:
11 luglio
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VII-VIII sec.
Tra le figure che testimoniano la diffusione del monachesimo colombaniano nelle Alpi, i santi Sigisberto e Placido occupano un posto particolare. Sigisberto fu un monaco missionario, probabilmente proveniente dalla celebre abbazia di Luxeuil e compagno di san Colombano; Placido apparteneva all'aristocrazia retica e sostenne la nascente comunità monastica fino a pagare con la vita la propria fedeltà. La loro vicenda, collocata tra storia e tradizione, è all'origine della prestigiosa abbazia di Disentis, uno dei principali centri religiosi e culturali della Svizzera medievale. Le fonti più antiche sono scarne e diversi particolari della loro vita derivano da tradizioni posteriori, ma il nucleo storico appare sufficientemente definito: un'opera missionaria nelle regioni alpine, la fondazione di un primo insediamento monastico e il martirio di Placido in un contesto di tensioni politiche tra le élite locali e l'influenza franca.
Emblema: Abito monastico benedettino, palma del martirio, chiesa o monastero, croce missionaria.
Martirologio Romano: A Disentis nella Rezia superiore, ora in Svizzera, santi Placido, martire, e Sigisberto, abate, dei quali il secondo, compagno di san Colombano, fondò in questo luogo il monastero di San Martino, nel quale il primo coronò con il martirio la vita monastica.
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Le origini di Sigisberto Le fonti concordano nel presentare Sigisberto come un monaco di origine franca, formatosi nell'ambiente spirituale di Luxeuil, il grande monastero fondato da san Colombano. La tradizione lo considera uno dei compagni del celebre missionario irlandese, dal quale avrebbe ricevuto l'impulso evangelizzatore destinato alle regioni alpine. Dopo varie peregrinazioni missionarie, Sigisberto raggiunse la valle della Disentis (Disentis/Mustér), nell'alta Rezia, allora territorio di frontiera tra il mondo retico e quello franco.
La fondazione dell'eremo In un luogo isolato, chiamato anticamente Desertina, Sigisberto costruì un piccolo eremo dedicato a san Martino. Attorno a lui cominciarono presto a raccogliersi alcuni discepoli, dando origine a una comunità monastica che rappresentò uno dei primi centri di evangelizzazione stabile dell'area alpina. La fondazione dell'attuale abbazia di Disentis viene tradizionalmente fatta risalire proprio a questo primo nucleo eremitico, sviluppato successivamente in un vero monastero dall'abate Ursicino verso la metà dell'VIII secolo.
Placido, il benefattore della comunità Placido apparteneva probabilmente a una nobile famiglia retica. Le tradizioni medievali lo descrivono come un importante proprietario o funzionario locale che mise i propri beni e la propria influenza al servizio della nuova fondazione monastica. Proprio questo sostegno avrebbe suscitato l'ostilità del governatore della Rezia, Vittore (Victor), timoroso che la presenza dei monaci franchi rafforzasse l'influenza politica del regno dei Franchi nella regione. Gli studiosi ritengono verosimile questo sfondo storico, anche se numerosi particolari tramandati dalle fonti posteriori non sono pienamente verificabili.
Il martirio di Placido Secondo la tradizione più antica, Vittore fece assassinare Placido intorno al 720. Il suo martirio segnò profondamente la giovane comunità monastica, che vide nella sua morte una testimonianza di fedeltà alla fede cristiana e alla missione della Chiesa. Il Martirologio Romano lo ricorda semplicemente come il monaco che «coronò con il martirio la vita monastica», evitando i particolari leggendari sviluppatisi nei secoli successivi.
Gli ultimi anni di Sigisberto Sigisberto sopravvisse solo per breve tempo al compagno. Continuò a guidare la piccola comunità fino alla morte, avvenuta probabilmente pochi anni dopo il martirio di Placido. Con lui si concluse la fase pionieristica della fondazione. Circa una generazione più tardi il monastero venne riorganizzato e ampliato, diventando una delle abbazie più importanti dell'area alpina.
Il culto Le reliquie dei due santi furono deposte nella cripta della chiesa abbaziale di San Martino a Disentis. Durante tutto il Medioevo la loro tomba divenne meta di pellegrinaggi e contribuì alla fama del monastero. Nel 940, per proteggerle dalle incursioni saracene, i monaci le trasferirono nella città fortificata di Zurigo. Dopo il ritrovamento delle reliquie nella cripta di Disentis nel 1498 il culto ricevette nuovo impulso. Gran parte dei resti andò però distrutta durante l'occupazione francese del 1799. Il culto liturgico dei due santi fu confermato da papa Pio X con decreto del 6 dicembre 1905. Il loro elogio è inserito nel Martirologio Romano all'11 luglio.
Autore: Giampietro Cattini
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