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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Santi Maddalena Yi Yong-hui e 7 compagni Condividi su Facebook

Santi Maddalena Yi Yong-hui e 7 compagni Martiri coreani

Festa: 20 luglio

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Corea (probabilmente Seul), 1809 - Seul, Corea, 20 luglio 1839

Il gruppo di Maddalena Yi Yŏng-hŭi e dei suoi sette compagni rappresenta una delle testimonianze più significative del laicato cattolico coreano del XIX secolo. Decapitati il 20 luglio 1839 fuori dalla Piccola Porta Ovest di Seul, questi fedeli caddero durante la persecuzione di Ki-hae, la prima grande ondata repressiva organizzata dallo stato contro la nascente comunità cattolica. La loro storia non è solo un racconto di resistenza religiosa, ma un documento storico sul ruolo fondamentale delle donne nella trasmissione della fede in un contesto sociale ostile. 

Etimologia: Maddalena, dall'ebraico 'Migdal' (torre) o 'di Magdala'; Yi, cognome coreano; Yŏng-hŭi, nome proprio coreano legato a concetti di splendore o fiore.

Emblema: bito tradizionale coreano (hanbok), palma del martirio, espressione di serena fermezza.

Martirologio Romano: A Seul in Corea, santi Maddalena Yi Yŏng-hŭi, Teresa Yi Mae-im, Marta Kim Sŏng-im, Lucia Kim, Rosa Kim, Anna Kim Chang-gŭm e Maria Wŏ Kwi-im, vergine, e Giovanni Battista Yi Kwang-nyol, martiri.


All'inizio del XIX secolo, la dinastia Joseon governava la Corea con un rigido sistema confuciano che considerava il cattolicesimo una minaccia all'ordine sociale e alla sovranità statale. Nel 1839, la fazione anti-cattolica a corte, dominata dal potente clan Andong Kim, avviò una repressione sistematica nota come persecuzione di Ki-hae. L'obiettivo era sradicare la religione considerata eretica, colpendo sia i missionari stranieri arrivati di recente sia i laici coreani che da decenni mantenevano viva la comunità in loro assenza.

Maddalena Yi Yŏng-hŭi e il gruppo dei compagni
Maddalena Yi Yŏng-hŭi nacque intorno al 1809. Crebbe in un ambiente in cui la fede cattolica era praticata in segreto, spesso all'interno delle mura domestiche. La sua figura è indissolubilmente legata a quella di altri sette fedeli: Teresa Yi Mae-im, Marta Kim Sŏng-im, Lucia Kim, Rosa Kim, Anna Kim Chang-gŭm, Maria Wŏ Kwi-im e Giovanni Battista Yi Kwang-nyol. Questo gruppo era composto prevalentemente da donne laiche, alcune vergini consacrate e altre sposate, unite da un percorso catecumenale condiviso e da una profonda vita spirituale. Giovanni Battista Yi Kwang-nyol, nato nel 1795, rappresentava il sostegno maschile all'interno di questa comunità di fede, condividendo con le compagne gli stessi rischi e la stessa determinazione.

L'arresto, il carcere e la condanna
Le cronache dell'epoca riferiscono che il gruppo fu arrestato nel corso dei rastrellamenti del 1839. Condotti nelle prigioni di Seul, i membri del gruppo furono sottoposti a interrogatori e torture finalizzati a ottenere l'apostasia. Le fonti storiche sottolineano come, nonostante la pressione fisica e psicologica, nessuno di loro abbia rinnegato la propria fede. La coesione del gruppo in carcere divenne un elemento di forza reciproca, trasformando la detenzione in un'ultima esperienza comunitaria di preghiera e sostegno. La sentenza di morte per decapitazione fu emessa dalle autorità giudiziarie coreane come misura definitiva per eliminare la minaccia rappresentata dalla loro fedeltà religiosa. Il 20 luglio 1839, Maddalena Yi Yŏng-hŭi e i suoi sette compagni furono condotti fuori dalla Piccola Porta Ovest di Seul, dove subirono il martirio.

Il culto e la canonizzazione
La memoria di questi martiri fu custodita dalla comunità cattolica coreana sopravvissuta alle persecuzioni. Nel XX secolo, la Santa Sede avviò il processo di riconoscimento formale del loro sacrificio. Il 6 maggio 1984, Papa Giovanni Paolo II, durante il suo storico viaggio apostolico in Corea del Sud, proclamò solennemente la santità di Maddalena Yi Yŏng-hŭi e dei suoi compagni, inserendoli nel gruppo dei 103 Martiri Coreani. La cerimonia, svoltasi a Seul, segnò il riconoscimento ufficiale di una santità autoctona, nata e maturata senza la presenza stabile di clero per gran parte della sua storia.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-15

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