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Sant' Eufrasia Vergine, eremita
Festa:
24 luglio
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† Tebaide, Egitto, 412
Nata a Costantinopoli in una famiglia senatoria, rimase orfana del padre in tenera età. La madre, rimasta vedova, rinunciò alla vita di corte e si trasferì in Egitto, dove visitò numerose comunità monastiche femminili. Durante una di queste visite la piccola Eufrasia, appena sette anni, manifestò il desiderio di consacrarsi definitivamente a Cristo. La madre riconobbe in quella scelta una vocazione autentica e la affidò alle monache. Cresciuta nell'obbedienza, nella povertà volontaria e nella preghiera, respinse il matrimonio che l'imperatore Teodosio aveva progettato per lei e rimase fedele alla vita ascetica fino alla morte, avvenuta nel 412.
Etimologia: Dal greco Euphrasía, 'gioia', 'letizia', 'serenità d'animo'.
Emblema: Abito monastico orientale, croce, rotolo delle Scritture, palma, pietra o cesta da lavoro.
Martirologio Romano: Nella Tebaide in Egitto, santa Eufrasia, vergine, che, di famiglia senatoria, scelse di condurre vita eremitica nel deserto, facendosi umile, povera e obbediente.
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Le notizie sulla vita di Eufrasia (Euphrasia, Eufrasia di Tebaide, Eufrasia d'Egitto) provengono principalmente dalla tradizione agiografica orientale, accolta successivamente anche in Occidente. Le fonti concordano nell'affermare che nacque a Costantinopoli da una nobile famiglia senatoriale legata alla corte imperiale. Il padre morì quando la bambina aveva circa cinque anni. La madre, ancora molto giovane, preferì rinunciare a nuove nozze e orientò la propria vita verso un ideale di maggiore perfezione cristiana. Pur appartenendo all'aristocrazia dell'Impero romano d'Oriente, entrambe decisero di allontanarsi dagli ambienti di corte.
Il trasferimento in Egitto La vedova si recò nella Tebaide, regione dell'Alto Egitto divenuta celebre per la presenza di numerosi monasteri e comunità ascetiche. In quel periodo il deserto egiziano rappresentava il cuore del monachesimo cristiano. Vi vivevano uomini e donne che cercavano Dio attraverso il silenzio, la preghiera, il digiuno e il lavoro manuale. Durante una visita a un monastero femminile Eufrasia rimase profondamente colpita dalla serenità delle monache.
La vocazione precoce Secondo la tradizione, a soli sette anni dichiarò di voler consacrare tutta la propria vita a Cristo. La madre non ostacolò quella decisione, ma la sottopose al discernimento della superiora del monastero. Davanti al Crocifisso la bambina pronunciò il voto di appartenere per sempre al Signore, gesto che la tradizione considera il momento decisivo della sua vocazione. Poco tempo dopo la madre morì, lasciando Eufrasia definitivamente affidata alla comunità religiosa.
Il rifiuto del matrimonio Le fonti raccontano che l'imperatore Teodosio ricordò alla giovane l'antico progetto di matrimonio con il figlio di un importante senatore. Eufrasia rispose con una lettera nella quale dichiarava di essersi ormai consacrata esclusivamente a Cristo. L'episodio, pur tramandato dalla tradizione agiografica, esprime efficacemente il valore attribuito dalla Chiesa antica alla verginità consacrata. Secondo il racconto, Teodosio accolse con rispetto la sua decisione.
La vita ascetica Per tutta la vita Eufrasia rimase nel monastero della Tebaide. La tradizione la descrive impegnata nei lavori più umili, sempre pronta all'obbedienza e desiderosa di evitare qualsiasi privilegio derivante dalla sua origine nobile. Praticava frequenti digiuni, lunghe veglie notturne e una costante preghiera personale. Le fonti insistono soprattutto sulla sua umiltà: chiedeva i servizi più faticosi e riteneva ogni sorella superiore a sé.
Gli ultimi anni La fama della sua santità si diffuse ben oltre il monastero. Le vengono attribuiti alcuni episodi miracolosi e guarigioni, elementi tipici della letteratura agiografica del tempo, che tuttavia appartengono alla tradizione più che alla documentazione storica. Morì intorno all'anno 412 dopo una vita interamente dedicata alla contemplazione.
Il contesto storico Eufrasia visse nel periodo in cui il cristianesimo, dopo l'Editto di Milano e il definitivo sostegno degli imperatori, stava consolidando le proprie istituzioni. Parallelamente cresceva il fenomeno del monachesimo egiziano, ispirato da figure come sant' Antonio Abate e san Pacomio. Molti cristiani, desiderosi di vivere il Vangelo con radicalità, lasciavano città e ricchezze per ritirarsi nel deserto. La vita di Eufrasia si inserisce pienamente in questo movimento spirituale, che avrebbe influenzato tutta la storia del monachesimo cristiano.
Autore: Giampietro Cattini
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