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Santa Giulitta di Cesarea di Cappadocia Martire

30 luglio

† 303

Martirologio Romano: A Cesarea in Cappadocia, nell’odierna Turchia, santa Giulitta, martire, data al rogo per avere rigettato con fermezza l’ordine del giudice di offrire incenso agli idoli.


Conosciamo questa intrepida cristiana grazie ad un’omelia di san Basilio, vescovo di Cesarea in Cappadocia, pronunciata nel giorno anniversario del suo martirio. Per quanto il panegirista non fornisca una completa biografia della santa, dall’omelia si possono, tuttavia, trarre alcuni particolari sulla causa del martirio e, di conseguenza, sulla sua data approssimativa.
Giulitta, infatti, che era cristiana ed appartenente ad un ceto agiato, cadde in potere di un uomo disonesto che si impadronì a poco a poco di tutti i suoi beni. Stanca delle pretese di costui, ella presentò un ricorso al giudice. A corto di argomenti per la sua difficile difesa, l’avversario la denunciò come cristiana, cosa che, ipso facto, la privava di tutti i diritti civili. Questo particolare fa dunque supporre che l’episodio abbia avuto luogo dopo la proclamazione del primo editto di persecuzione di Diocleziano (promulgato a Nicomedia il 24 febbraio 303). Per la prosecuzione del processo, Giulitta avrebbe dovuto fare atto di abiura al Cristianesimo e adorare gli dei dell’imperatore. Scegliendo l’eterna ricchezza, invece dei beni caduchi, ella rifiutò energicamente di compiere un tale gesto e, in conseguenza del suo atteggiamento, la situazione mutò ed ella stessa divenne l’accusata.
Il giudice la condannò al rogo, ella accettò con gioia la sentenza di morte e vi si sottomise con coraggio. Sempre secondo il panegirico di san Basilio, Giulitta sarebbe morta soltanto per asfissia, giacché il suo corpo rimase intatto, e ciò permise ai cristiani di darle degna sepoltura, secondo l’interpretazione di P. Franchi de’ Cavalieri, in un magnifico martyrium, costruito nei pressi di una chiesa (non meglio identificata).
I sinassari bizantini commemorano Giulitta al 30 o 31 luglio, riportando una notizia che deriva dal panegirico di Basilio, e da questi, Baronio trasse la menzione introdotta nel Martirologio Romano al 30 luglio. Lo stesso dicasi per la notizia del Sinassario Alessandrino di Michele, vescovo di Atrib e Malig, al giorno corrispondente del 6 misri.
 


Autore:
Joseph-Marie Sauget


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-06

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