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Sant' Eufronio di Autun Vescovo
Festa:
3 agosto
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Gallia, inizio del V sec. - Autun, Francia, 472 circa
Eufronio, prete della Chiesa di Autun, ancor giovane, edificò sulla
tomba del martire san Sinforiano una basilica che sarebbe in seguito
diventata un celebre monastero. Divenuto vescovo di Autun, offrì alla
Chiesa di Tours il marmo che ricopriva la tomba di san Martino. Nel 452
scrisse al Comes Agrippino una lettera, oggi perduta, ma citata dalla
Cronaca di Idazio, a proposito di segni celesti osservati quell’anno per
Pasqua. Si possiede anche la risposta che diede, unitamente a san Lupo,
vescovo di Troyes, al vescovo di Angers, Talassio, su molti punti della
liturgia e della disciplina ecclesiastica. Intervenne all'elezione del
vescovo di Chalon-sur-Saóne e consigliò il suo amico Sidonio Apollinare
nella difficile elezione del vescovo di Bourges (472); si nota la sua
presenza al concilio di Tours (467). Viveva ancora all’epoca del
concilio di Arles (474 o 475) essendo tuttora in corrispondenza con
Sidonio Apollinare. Fu senza dubbio lui (ma la cosa è stata discussa) a
figurare nel testamento di Perpetuo di Tours. Il suo nome si legge nel Martirologio Geronimiano, ma il suo culto ad
Autun non sembra risalire oltre il secolo XI. Era festeggiato il 3
giugno in san Sinforiano di Autun dove fu inumato, e nella chiesa che
gli era consacrata (oggi scomparsa) nel villaggio di Saint-Euphròne
(Còte d’Or), menzionata dall’865.
Etimologia: Dal greco 'Euphronios', che significa 'di buona mente', 'saggio' o 'pieno di gioia'.
Emblema: Abiti vescovili, pastorale, modello di chiesa, cometa.
Martirologio Romano: A Autun nella Gallia lugdunense, in Francia, sant’Eufronio, vescovo, che costruì la basilica di san Sinforiano martire e ornò con maggior decoro il sepolcro di san Martino di Tours.
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Le notizie sulle origini di Eufronio sono scarse, com'è tipico per molte figure del V secolo. È attestato come vescovo di Autun, l'antica Augustodunum nella Gallia lugdunense, a partire dal 451 o 452. Alcuni storici, basandosi sulle reti di parentela dell'aristocrazia gallo-romana dell'epoca, ipotizzano che potesse essere imparentato con la potente famiglia da cui sarebbero discesi, pochi decenni più tardi, Gregorio di Langres e il celebre storico Gregorio di Tours. Autun, in quel periodo, era una città di grande prestigio culturale e religioso, ma profondamente segnata dalle instabilità politiche e dalle incursioni che stavano ridisegnando la mappa dell'Europa. Salire sulla cattedra vescovile in quegli anni significava assumere un ruolo di primaria responsabilità, divenendo il punto di riferimento non solo per i fedeli, ma per l'intera popolazione di fronte al collasso delle antiche istituzioni romane.
Il governo della diocesi e la riforma della disciplina Eufronio si distinse subito per il suo rigore e per l'attenzione all'ortodossia e alla disciplina del clero. Intorno alla metà del V secolo, scrisse una lettera pastorale, redatta congiuntamente con Lupo, vescovo di Troyes, e indirizzata a Talasio, vescovo di Angers. Il documento affrontava una questione spinosa per la Chiesa dell'epoca: la condizione dei chierici sposati e i doveri di continenza e decoro richiesti a chi aveva ricevuto gli ordini sacri. Questa corrispondenza dimostra come Eufronio fosse inserito in una fitta rete di contatti episcopali e come fosse considerato un'autorità morale e canonica di primo piano nella Gallia del suo tempo, consultato per risolvere dubbi complessi di diritto canonico.
L'osservatore del cielo e la cometa del 451 Uno degli episodi più affascinanti legati a Eufronio riguarda la sua attenzione ai fenomeni naturali, interpretati alla luce della teologia della storia. Secondo il cronista Idazio, il vescovo di Autun scrisse una lettera, oggi perduta, al conte Agrippino, un importante funzionario romano o magister militum della Gallia. In questa missiva, Eufronio descriveva l'apparizione di una cometa, avvenuta nel giugno del 451, proprio nei giorni in cui si combatteva la decisiva battaglia dei Campi Catalaunici contro gli Unni di Attila. Per Eufronio e i suoi contemporanei, i segni celesti non erano semplici curiosità astronomiche, ma messaggi divini che annunciavano grandi sconvolgimenti o la fine dei tempi. La sua lettera testimonia l'ansia escatologica di un'epoca e il ruolo del vescovo come interprete dei segni di Dio per i governanti e per il popolo.
Il costruttore di chiese: la basilica di San Sinforiano L'azione più duratura di Eufronio, tuttavia, si svolse sul piano dell'edilizia sacra e della promozione del culto dei martiri locali. Gregorio di Tours, nelle sue Historiae, ricorda che fu proprio Eufronio a far costruire ad Autun una grande basilica dedicata a San Sinforiano, il celebre martire della città. Non si limitò a erigere l'edificio: Eufronio vi annetté un monastero, affidandolo a chierici regolari affinché vi celebrassero costantemente le lodi divine e custodissero le reliquie del martire. Questo atto fu fondamentale per lo sviluppo del monachesimo urbano e per la strutturazione della vita liturgica della diocesi. Costruire una chiesa nel V secolo non era solo un atto di pietà, ma un potente segno di speranza e di radicamento territoriale: significava affermare che la fede cristiana avrebbe sopravvissuto alla caduta di Roma.
Gli ultimi anni e la morte L'episcopato di Eufronio si protrasse a lungo. Le fonti lo attestano ancora in vita e attivo dopo il 472, e la tradizione ritiene che la sua morte sia avvenuta intorno al 475, dopo aver guidato la Chiesa di Autun per oltre un ventennio in uno dei periodi più bui e complessi della storia europea. Alla sua morte, fu sepolto con grandi onori, probabilmente presso quella stessa basilica di San Sinforiano che egli aveva fatto innalzare e che era diventata il cuore pulsante della spiritualità cittadina. La sua fama di santità si diffuse rapidamente, consolidata dalla memoria delle sue opere e dalla rettitudine del suo governo pastorale.
Culto e reliquie Il culto di Sant'Eufronio è antico e radicato nella tradizione della Chiesa di Autun. La sua memoria fu fissata al 3 agosto, data in cui è ancora oggi ricordato dal Martirologio Romano, che lo descrive come il vescovo che costruì una basilica in onore del martire Sinforiano. Le sue reliquie, originariamente venerate nella basilica da lui fondata, subirono le vicissitudini tipiche dei secoli successivi, tra cui le dispersioni causate dalle guerre di religione e dalla Rivoluzione francese. Tuttavia, la venerazione per il santo presule è sopravvissuta nella memoria storica e liturgica della diocesi.
Iconografia Nell'arte sacra, Sant'Eufronio non gode di una vastissima diffusione iconografica al di fuori della Borgogna. Quando rappresentato, appare con i classici paramenti vescovili, mitra e pastorale. Gli attributi che più spesso lo distinguono sono il modello della basilica di San Sinforiano, che tiene tra le mani in segno di fondatore, oppure una cometa, in ricordo della celebre lettera al conte Agrippino e dell'apparizione celeste del 451.
Curiosità La cometa osservata e descritta da Eufronio nel 451 è la stessa cometa di Halley, il cui passaggio fu registrato anche in altre cronache dell'epoca, sia in Europa che in Asia. La lettera del vescovo di Autun rappresenta una delle più antiche testimonianze occidentali di questo specifico passaggio cometario, unendo inscindibilmente la storia dell'astronomia alla storia della Chiesa e alla cronaca della caduta dell'Impero Romano.
Autore: Enrico Quiri
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