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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera R > Beato Radulfo (Rodolfo) di La Fustaie Condividi su Facebook

Beato Radulfo (Rodolfo) di La Fustaie Eremita

Festa: 16 agosto

† Saint-Sulpice-la-Forêt, Francia, 16 agosto 1129

Monaco, eremita e fondatore, la cui vita si intrecciò con quelle di altri grandi riformatori del suo tempo, come Roberto d'Arbrissel e Vitale di Mortain. Dopo un'esperienza cenobitica e un periodo di radicale ascesi nelle foreste della Mayenne, Radulfo seppe tradurre l'impeto della sua ricerca spirituale in un'opera istituzionale di grande rilievo: la fondazione dell'abbazia di Notre-Dame du Nid-au-Merle, poi nota come Saint-Sulpice-des-Bois. Caratterizzata da un'inedita struttura doppia e affidata al governo di un'abbadessa, questa istituzione divenne un faro di spiritualità in Bretagna.

Etimologia: Dal nome germanico Radwulf, composto da rad ('consiglio') e wulf ('lupo').

Emblema: Abito monastico o eremitico, bastone pastorale, plastico di un'abbazia, sfondo boschivo.

Martirologio Romano: Nella foresta di Rennes in Bretagna, beato Rodolfo de La Fustaie, sacerdote, fondatore del monastero di San Sulpizio.


Le notizie sulle primissime fasi della vita di Radulfo sono scarne e legate prevalentemente alla toponomastica e alle prime professioni religiose. Il suo appellativo, di La Fustaie, lo lega geograficamente a un'area boscosa nel dipartimento della Mayenne, regione storica che fu fucina di numerose vocazioni eremitiche. La prima traccia documentata della sua esistenza lo colloca come monaco presso l'importante monastero di Saint-Jouin-de-Marnes, nel Poitou, all'epoca noto come monasterium Heresiense. In questo ambiente, Radulfo ricevette una solida formazione liturgica e intellettuale, maturando tuttavia un crescente disagio verso le strutture cenobitiche tradizionali, percepite come troppo legate ai poteri feudali e insufficientemente aderenti all'ideale apostolico di povertà e isolamento.

L'esperienza eremitica nella foresta di Craon
La svolta nella vita di Radulfo avvenne quando, sulla scia del grande risveglio spirituale che attraversava l'Occidente europeo, decise di abbandonare il chiostro per abbracciare la vita eremitica. Si ritirò nella foresta di Craon, un luogo selvaggio e propizio alla penitenza, dove incontrò Roberto d'Arbrissel, il celebre e carismatico predicatore itinerante. In quegli anni, la foresta divenne il laboratorio di un nuovo modello di vita consacrata. Radulfo si unì a Roberto e a Vitale di Mortain, condividendo con loro il rigore dell'ascesi, il digiuno e la predicazione rivolta agli emarginati. Le fonti agiografiche del tempo descrivono questo sodalizio come una base quadrangolare destinata a sostenere l'imponente edificio della riforma monastica nell'Ovest della Francia, unendo le forze di questi futuri fondatori di ordini.

La fondazione di Saint-Sulpice-des-Bois
Verso il 1100, mentre Roberto d'Arbrissel gettava le basi per l'Ordine di Fontevraud, Radulfo si diresse verso la Bretagna, stabilendosi nella vasta e impenetrabile foresta di Rennes. Qui fondò un eremo che ben presto si trasformò in una comunità strutturata: l'abbazia di Notre-Dame du Nid-au-Merle (il Nido del Merlo), in seguito nota come Saint-Sulpice-des-Bois o Saint-Sulpice-la-Forêt. Seguendo un modello affine a quello fontevrista, Radulfo concepì la sua fondazione come un monastero doppio, che accoglieva sia comunità maschili sia femminili. L'elemento di maggiore rottura e innovazione fu l'affidamento del governo generale dell'istituzione a un'abbadessa, una scelta che rispondeva a precise esigenze spirituali e sociali, garantendo protezione e autonomia a numerose donne in fuga da matrimoni forzati o in cerca di consacrazione.

Gli ultimi anni e la morte
Sotto la sua guida, l'abbazia crebbe rapidamente in prestigio e possedimenti. Radulfo intrattenne rapporti fecondi con la gerarchia ecclesiastica locale, come dimostra la sua amicizia con Roberto, vescovo di Cornovaglia ed ex eremita, il quale gli affidò il monastero di Locmaria presso Quimper. In un atto del 1117, Folco V d'Angiò lo qualifica come maestro delle religiose, a testimonianza della sua autorità spirituale e organizzativa. Quando Radulfo si spense, il 16 agosto 1129, la sua fondazione contava già una ventina di priorati dipendenti. La sua morte segnò la fine di un'epoca pionieristica, consegnando alla storia un istituto monastico che avrebbe marcato profondamente la vita religiosa bretone e che continuò a espandersi per i successivi trent'anni.

Il sepolcro e la memoria storica
Il corpo del beato fu deposto in una piccola cappella voltata all'interno della chiesa abbaziale di Saint-Sulpice. Nel XVII secolo, il celebre agiografo bretone Albert Le Grand documentò di aver visitato il sito, descrivendo la presenza del suo sepolcro accanto a quello di sant'Alleaume (Aubert), suo fedele compagno e successore. La tomba, come molte altre durante le turbolenze dei secoli successivi e in particolare durante la Rivoluzione francese, andò perduta o dispersa, ma la memoria liturgica del fondatore sopravvisse nel Martyrologium Romanum.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Il beato Radulfo (Raoul, Rou noto come Radulphus de Flageio) di La Fustaie è stato un monaco, anacoreta e predicatore vissuto tra i secoli XI e XII.
Va detto innanzitutto che l’indicazione di La Fustaie è errata, perché l’esatto toponimo è Futaie, anche se nel martirologio romano è usato erroneamente il toponimo Fustaie.
Il beato Radulfo è nato intorno alla metà dell’XI secolo a Saint-Mars-sur-La Futaie, un comune francese che si trova nel dipartimento della Mayenne nella regione dei Paesi della Loira.
Sentita la propria vocazione religiosa, il beato Radulfo è entrato nell’abbazia di San Giovino di Marnes nel Poitou. Anche se monaco di quest’abbazia il beato Radulfo decise di seguire in qualità di eremita il beato Roberto d’Abrissel, grande riformatore, nelle sue predicazioni missionarie e nel vivere come anacoreta.
Dopo aver seguito il suo maestro per anni, decise di ritornare quale predicatore nelle immediate vicinanze del suo paese natale.
E’ tradizione ricordare che in questa fase della sua vita, numerose persone, sia uomini, che donne, decisero di lasciarsi guidare da lui, tanto che, nel 1112, il beato Radulfo fondò per loro un monastero doppio, la famosa Abbazia di Notre-Dame du Nid-au-Merle o abbazia di Saint-Sulpice des Bois a Saint-Suplice-la Forêt, nella diocesi di Rennes, la cui ubicazione è nel luogo legato al misterioso ritrovamento, da parte di un pastore di una statuetta della Madonna, nel nido di un merlo. Proprio in quell’abbazia esisteva una cappella sepolcrale, detta Cappella di San Raoul, citata dal cronista domenicano Alberto il Grande che raccontò di disse di avervi visto le spoglie di Radulfo del la Futaie e del suo compagno Aubert, considerati i due fondatori dell'abbazia.
Man mano che il monastero cresceva nel numero dei suoi adetti, vennero fondate delle nuove abbazie in vari luoghi tra cui Locmaria e Fougereuse, tanto che alla morte del fondatore esitesvano una ventina di priorati
Gli annali storici riporta che il beato Radulfo morì il 16 agosto 1129 e che Guglielmo vescovo di Poitiers, lo definì uomo «molto santo e molto religios»
Va rilevato che spesso era confuso con un altro Radulfo, monaco di San Giovino, che fu abate tra gli anni 1113 e 1139.
Il suo nome ricorre tra i “sancti intercessores” del “Necrologio” di La Futaie la sua festa che veniva celebrata nei vari monasteri da lui fondati, ricorreva nel giorno 16 agosto.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-08-07

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