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IV sec.
Dalla loro passio leggendaria, di cui si hanno diversi compendi, sembra
potersi dedurre che Bassa, moglie di un sacerdote pagano, fu accusata
dal marito di professare la religione cristiana insieme con i loro tre
figli. Il martirio di questi ultimi avvenne a Edessa nell'Ellade e non
nell'omonima città della Siria, come vuole il Baronio, mentre la madre
fu martirizzata nell'isola di Alone, nella Propontide, al tempo
dell'imperatore Massimiano. Ad Alone si celebrò la festa di Bassa fino
al 1922, anno in cui i greci furono espulsi dall'isola, dove una fontana
porta ancora il nome della santa. A Calcedonia esisteva fin dal sec. V
una basilica a lei dedicata. La festa di Bassa e dei suoi tre figli si
celebra il 21 agosto.
Martirologio Romano: Commemorazione dei santi martiri Bassa e i suoi tre figli Teognio, Agapio e Pistio: di essi si dice che Bassa abbia subito il martirio nell’isola di Alone, gli altri a Edessa nell’antica Siria.
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Le notizie sulla vita di Bassa e dei suoi figli provengono principalmente da diverse redazioni greche della loro Passio. La Bibliotheca Hagiographica Graeca registra tre testi distinti relativi a Bassa e ai suoi figli, mostrando già nella tradizione manoscritta l'esistenza di differenti versioni del racconto. Secondo la tradizione più diffusa in Oriente, Bassa viveva a Edessa, identificata da alcune fonti con l'Edessa della Macedonia, nell'area della Grecia settentrionale. Era sposata con un sacerdote pagano, generalmente chiamato Valerio nelle redazioni tarde della leggenda, e aveva tre figli: Teognio, Agapio e Pisto. Il racconto presenta Bassa come una donna cristiana che avrebbe trasmesso la propria fede ai figli. Questo elemento assume un'importanza centrale nella costruzione agiografica della vicenda: il martirio non viene rappresentato soltanto come la prova individuale di una donna, ma come la testimonianza di un'intera famiglia. Non è tuttavia possibile verificare storicamente i dati relativi alla famiglia, al marito di Bassa o all'educazione cristiana dei tre ragazzi. Essi appartengono al nucleo narrativo della Passio e devono pertanto essere presentati come tradizione agiografica.
La denuncia e il martirio dei tre figli La Passio colloca la vicenda nell'epoca delle persecuzioni imperiali dell'inizio del IV secolo. Le tradizioni orientali la collegano in particolare al regno di Massimiano Galerio, imperatore dal 305 al 311, mentre altre fonti la inseriscono più genericamente nel periodo delle persecuzioni di Diocleziano e dei suoi colleghi. Secondo il racconto, il marito di Bassa avrebbe denunciato la moglie e i tre figli perché cristiani. I giovani sarebbero stati sottoposti all'interrogatorio e invitati a sacrificare alle divinità tradizionali. Il loro rifiuto avrebbe provocato una serie di torture. Le diverse redazioni della Passio non coincidono completamente nei particolari. Nella versione maggiormente diffusa nella tradizione bizantina, Teognio, il maggiore dei tre, viene sottoposto a un supplizio particolarmente crudele e quindi decapitato. Agapio viene torturato e scorticato dalla testa al petto prima di essere ucciso. Pisto, il più giovane, subisce anch'egli il martirio e viene decapitato. La tradizione presenta Bassa come testimone del martirio dei figli e come colei che li sostiene nella prova. Il motivo della madre che accompagna spiritualmente i figli verso il martirio costituisce uno degli elementi più caratteristici del racconto. Anche la localizzazione dei tre martiri non è del tutto uniforme. La tradizione più antica raccolta nella documentazione agiografica mette in relazione il loro martirio con Edessa, ma l'identificazione della città è stata oggetto di discussione. Una parte della tradizione occidentale ha identificato Edessa con la celebre città della Siria, mentre gli studiosi e la tradizione agiografica greca hanno indicato anche un'Edessa della Macedonia. La stessa scheda del Martirologio Romano mantiene una formulazione prudente e parla semplicemente di ciò che 'si dice' riguardo al loro martirio.
Il martirio di Bassa Dopo la morte dei figli, il racconto agiografico prosegue con la passione di Bassa. La donna sarebbe stata incarcerata e sottoposta a diverse forme di tortura. La tradizione orientale racconta che, nonostante le sofferenze, Bassa non avrebbe rinnegato la propria fede. Tra gli episodi più caratteristici della Passio vi è quello della sopravvivenza miracolosa alle torture. Bassa viene sottoposta al fuoco, all'acqua e alle fiere senza riportare, secondo il racconto, il danno che i persecutori si aspettavano. In seguito viene condotta in un tempio pagano e invitata a sacrificare agli dèi. La tradizione narra allora che abbia abbattuto e infranto una statua di Zeus. Segue uno degli episodi più leggendari della sua passione. Bassa sarebbe stata gettata in mare e trascinata dalle acque. Quando ormai sembrava destinata alla morte, una nave sarebbe comparsa improvvisamente e tre giovani luminosi l'avrebbero tratta in salvo. Una tradizione successiva, attribuita a Nicodemo l'Agiorita, identifica questi tre giovani con i suoi figli già martirizzati. Si tratta chiaramente di un motivo agiografico e non di un dato verificabile storicamente. Secondo questa tradizione, dopo otto giorni Bassa sarebbe giunta nell'isola di Alone, nella Propontide, presso Cizico. Qui sarebbe stata consegnata al governatore, sottoposta a nuove torture e infine decapitata. È proprio l'isola di Alone che il Martirologio Romano indica come luogo del martirio di Bassa, distinguendolo da quello dei tre figli.
Edessa, Alone e le diverse tradizioni La geografia della Passio costituisce uno dei problemi più interessanti del dossier. Le fonti antiche e medievali non sono infatti concordi. Una tradizione colloca il martirio dei tre figli a Edessa, mentre Bassa sarebbe stata uccisa ad Alone. Altre redazioni fanno riferimento a Larissa, in Tessaglia, come luogo del martirio dei giovani. La tradizione occidentale ha inoltre identificato per lungo tempo Edessa con la celebre città siriaca, identificazione che la moderna lettura critica del dossier non considera necessariamente corretta. Queste divergenze suggeriscono prudenza. Non disponiamo infatti di una documentazione contemporanea ai presunti martiri che consenta di stabilire con sicurezza il luogo e la data della loro morte. Il nucleo storico più prudente consiste quindi nella memoria di un gruppo familiare di martiri cristiani, la cui tradizione si è sviluppata e trasmessa soprattutto in ambiente greco. La presenza di più redazioni della Passio, già catalogate nella Bibliotheca Hagiographica Graeca, conferma che il racconto ha conosciuto una trasmissione complessa e che non è possibile utilizzare una singola versione come se fosse una cronaca contemporanea degli eventi.
Il culto antico a Calcedonia Un elemento particolarmente significativo per la storia del culto è la presenza di una chiesa dedicata a Bassa a Calcedonia già entro il V secolo. Le fonti orientali attestano infatti l'esistenza di un edificio di culto in suo onore entro il 450 circa. Questa testimonianza è importante perché non dimostra la veridicità di ogni particolare della Passio, ma documenta l'antichità della venerazione tributata alla martire. Il culto di Bassa era quindi già consolidato nell'area di Costantinopoli e della Propontide in un'epoca relativamente vicina alla supposta epoca del martirio. Anche l'isola di Alone conservò per secoli una memoria locale della santa. Secondo la tradizione riportata dalle fonti agiografiche moderne, la festa di Bassa vi sarebbe stata celebrata fino al 1922, quando la popolazione greca fu espulsa dall'isola nel contesto dello scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia. Una fontana locale conservava ancora il nome della martire.
La memoria liturgica Bassa, Teognio, Agapio e Pisto sono commemorati il 21 agosto nel Martirologio Romano. La formulazione liturgica è particolarmente prudente: ricorda i quattro come martiri e presenta i luoghi del martirio attraverso l'espressione 'si dice', senza trasformare i particolari della tradizione in affermazioni storiche certe. La stessa data è conservata dalla tradizione liturgica bizantina e dalle Chiese ortodosse, dove Bassa e i tre figli vengono commemorati insieme. Le fonti liturgiche orientali sviluppano soprattutto il tema della madre che offre alla Trinità i 'frutti del suo grembo', cioè i tre figli martiri. La convergenza della memoria liturgica orientale e occidentale mostra la persistenza della venerazione del gruppo, nonostante le incertezze relative ai particolari storici della vicenda.
Il significato della tradizione martiriale Il racconto di Bassa e dei suoi figli appartiene a una tipologia molto diffusa nella letteratura cristiana antica: la famiglia che affronta insieme la persecuzione e trasforma il vincolo familiare in sostegno reciproco nella fede. La caratteristica più originale della tradizione è però il ruolo attribuito alla madre. Bassa non è soltanto una martire che segue i propri figli nella morte. Nel racconto è anche colei che li ha formati nella fede e che assiste alla loro prova. La Passio costruisce così una relazione fra maternità e testimonianza cristiana. Occorre tuttavia evitare di leggere questo racconto come una cronaca dettagliata della persecuzione. I particolari delle torture, gli interventi miracolosi, la sopravvivenza di Bassa alle prove e il salvataggio in mare appartengono al linguaggio della letteratura martiriale e rispondono alla funzione edificante propria delle Passiones. Sul piano storico, il dato più significativo rimane dunque la persistenza di un culto antico, documentato almeno dal V secolo a Calcedonia, e la trasmissione di una memoria martiriale che ha conservato insieme i nomi di Bassa e dei suoi tre figli.
Nomi e iconografia I nomi dei tre figli hanno una forte caratterizzazione cristiana nel loro significato greco. Teognio è collegato a Theos e a genos, Agapio ad agape, l'amore, mentre Pisto deriva da pistos, 'fedele'. Questa successione onomastica ha contribuito alla lettura spirituale della vicenda nella tradizione bizantina. Nell'iconografia orientale Bassa viene normalmente rappresentata come martire e può essere raffigurata insieme ai tre figli. L'immagine della madre con i suoi figli costituisce la traduzione visiva del tema centrale della tradizione: una famiglia unita dalla fede e dalla testimonianza fino alla morte. Non risultano invece attributi iconografici universalmente codificati nella tradizione occidentale paragonabili a quelli di altri martiri antichi.
Reliquie e tradizioni locali Le informazioni sulla sorte delle reliquie sono molto meno solide rispetto a quelle relative al culto. Le fonti ricordano soprattutto la venerazione di Bassa a Calcedonia e ad Alone, ma non consentono di ricostruire con certezza una storia delle reliquie dei quattro martiri. È quindi preferibile non attribuire loro una specifica traslazione o una precisa collocazione attuale senza documentazione adeguata. Il dato più sicuro è ancora una volta quello cultuale: l'esistenza di un santuario o di una chiesa dedicata a Bassa a Calcedonia entro il V secolo costituisce una testimonianza significativa dell'antichità della venerazione.
Curiosità - Una particolarità del dossier agiografico è l'esistenza di più versioni greche della Passio, catalogate nella Bibliotheca Hagiographica Graeca. Le tre redazioni registrate mostrano che la tradizione non ci è giunta attraverso un unico racconto, ma attraverso una pluralità di testi con differenze anche rilevanti. - Un'altra caratteristica insolita è la separazione geografica del martirio: secondo la formulazione conservata dal Martirologio Romano, i tre figli sarebbero morti a Edessa, mentre Bassa avrebbe subito il martirio nell'isola di Alone. Questa distinzione contribuisce a spiegare perché la vicenda sia stata sottoposta a differenti interpretazioni geografiche nel corso dei secoli. - Infine, la presenza di una chiesa dedicata a Bassa a Calcedonia già entro il V secolo costituisce una delle testimonianze più antiche del suo culto e rappresenta un elemento storico indipendente dai particolari più leggendari della Passio.
Autore: Giampietro Cattini
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