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San Rufo (Rufino) Martire, venerato a Capua

27 agosto

Martirologio Romano: A Capua in Campania, san Rufo, martire.


San Rufino, 410 - 423, (memoria liturgica 25 agosto) di origine siriana, presbitero in Palestina, visse nella seconda metà del IV sec. d.C., sotto il pontificato di Atanasio. Da principio negò la trasmissione del peccato originale, ma poi convertito a Roma dai Santi Girolamo e Pammacchio, scrisse una serie di libri ortodossi sulla fede. Veniva lodato per la sua viva intelligenza e l'arguzia di mente. Fece atto di sottomissione al Vescovo di Roma e con l'aiuto del Santo Pammacchio riuscì a liberarsi dai suoi errori. San Rufino strinse un forte legame di amicizia con San Girolamo, questi più volte si recò con lui in diversi luoghi per compiere importanti legazioni diplomatiche. Fu creato vescovo di Capua verso il 410 dal Santo Pontefice Innocenzo I,  morì a Capua il 25 Agosto del 423. Dopo la morte avvennero vari e interessanti prodigi e miracoli attribuiti al vescovo morto in odore di santità. Sepolto nella basilica dei Ss Apostoli, venne poi trasferito il corpo, nel 688 dal Vescovo d'allora S. Decoroso, in quella dei Ss. Stefano ed Agata, ed indi nella odierna cattedrale, dove rimane tuttora ignoto il sito in cui  giace, comunque si dica posto all'ingresso della presente cappella della Concezione, o all'ingresso del Tesoro. Non a lui, ma si dice appartenente piuttosto a S. Rufino Conf. di Mantova quella piccola reliquia nel Tesoro del Duomo di Capua, che facilmente si ottenne al tempo del Card. Arcivescovo Ippolito d'Este di Ferrara, dove si venera il suo corpo con culto speciale. Fu pure insigne Taumaturgo dopo morto. Verso la metà del IX sec d.C., il longobardo Radiperto, vescovo vulturnense, gli faceva erigere nella sua cattedrale un superbo altare marmoreo rivestito finemente con argento e metalli preziosi . Il marmo sepolcrale riportava la scritta: "Perspicuo argenti sacrum altare metallo Rufini eximii struxit in omne decus." e ciò faceva da testimone del pregio e della santità del Vescovo capuano nostro protettore. Il breviario Capuano riporta su San Rufino la seguente espressione: "Rufinus Episcopus Vir Eximii Sanctitatis". Furono fondate innumerevoli chiese e cappelle in suo onore sia dai longobardi che ne avevano particolare cura, sia dai capuani che ne erano fortemente legati.
Furono proprio i Longobardi che ne portarono il culto nell’antica diocesi di Sinuessa, in modo particolare nell’attuale Mondragone (CE), oggi Diocesi di Sessa Aurunca, dove è fortemente venerato e il 25 agosto di ogni anno è festeggiato nella parrocchia omonima, la più grande della diocesi. Particolare rilancio alla memoria del santo è stata apportata dall'attuale Vicario generale mons. Franco Alfieri e dal parroco don Osvaldo Morelli. Nella parrocchia di San Rufino fa da sfondo ai bassorilievi del marmoreo altare, un bellissimo mosaico che raffigura il santo vescovo tra due angeli.


Fonte:
"San Rufino, un Santo Luminoso", Mons. Francesco Alfieri. edizioni Caramanica

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Aggiunto il 2014-07-08

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