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Beato Ruggero Cadwallador Martire

Festa: 27 agosto

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Stretton Sugwas, Herefordshire, Inghilterra, circa 1566-1568 - Leominster, Herefordshire, Inghilterra, 27 agosto 1610

Fu uno dei sacerdoti cattolici che, nell'Inghilterra dell'età di Giacomo I, continuarono a esercitare clandestinamente il ministero nonostante le leggi che punivano severamente la presenza dei sacerdoti formati all'estero. Nato nello Herefordshire in una famiglia di origine gallese, ricevette la propria formazione nei collegi inglesi del continente, prima a Reims e poi a Valladolid, dove fu ordinato sacerdote nel 1593. Rientrato in patria nel 1594, svolse per circa sedici anni un'intensa attività missionaria soprattutto nello Herefordshire, servendo sia comunità di lingua inglese sia ambienti gallesi e dedicando particolare attenzione ai poveri. La sua cultura era notevole: le fonti ricordano la conoscenza del greco e una sua traduzione di un'opera di Teodoreto di Cirro. Arrestato nella Pasqua del 1610, fu imprigionato dapprima a Hereford e poi a Leominster, sottoposto a dure condizioni di detenzione e infine condannato a morte per il suo essere sacerdote cattolico. Il 27 agosto 1610 fu giustiziato a Leominster. Giovanni Paolo II lo beatificò il 22 novembre 1987 insieme a un gruppo di 85 martiri dell'Inghilterra, della Scozia e del Galles.

Etimologia: Dal germanico Hrodger, generalmente interpretato come 'famoso per la lancia' o 'lancia gloriosa'. Cadwallador è una forma anglicizzata del gallese Cadwaladr, composto da elementi riferibili a 'battagl

Emblema: Abito sacerdotale, libro, croce e strumenti del martirio.

Martirologio Romano: A Leominster in Inghilterra, beato Ruggero Cadwallador, sacerdote e martire, che, ordinato a Valladolid in Spagna, fu uomo di insigne dottrina; per sedici anni esercitò clandestinamente in patria il suo ministero e, infine, condannato sotto il re Giacomo I per il suo sacerdozio, morì dopo aspre torture con il supplizio del patibolo.


Ruggero Cadwallador nacque a Stretton Sugwas, località nei pressi di Hereford, nello Herefordshire, territorio delle Marche occidentali dell'Inghilterra. La data di nascita non è del tutto sicura: le fonti storiche oscillano soprattutto tra il 1566 e il 1568. Il documento pontificio relativo alla beatificazione lo indica come nato nel 1566 e morto all'età di quarantaquattro anni; fonti più antiche, tra cui la Catholic Encyclopedia e il Dictionary of National Biography, riportano invece il 1568. È quindi preferibile mantenere prudenza sulla data esatta.
La famiglia apparteneva all'ambiente cattolico rimasto fedele alla Chiesa di Roma dopo la Riforma inglese. Cadwallador crebbe dunque in una società nella quale la pratica cattolica era sottoposta a crescenti limitazioni e nella quale la scelta del sacerdozio comportava, per un giovane inglese, la necessità di formarsi fuori dal regno.
La sua vocazione sacerdotale maturò precocemente. Per ricevere una formazione adeguata dovette lasciare l'Inghilterra e raggiungere i collegi destinati alla preparazione dei sacerdoti per la missione inglese. Entrò nel collegio inglese di Reims, dove ricevette gli ordini sacri: il 21 settembre 1591 fu ordinato suddiacono e nel febbraio dell'anno successivo diacono. Successivamente proseguì gli studi presso il Collegio inglese di Valladolid, in Spagna. Qui ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1593.

La formazione a Reims e Valladolid
La formazione nei seminari inglesi del continente era parte di una più ampia struttura ecclesiale sorta per assicurare continuità alla vita cattolica inglese. I sacerdoti formati a Reims, Valladolid, Douai e in altri collegi europei sapevano che il loro ritorno in patria avrebbe potuto comportare l'arresto e persino la morte.
Cadwallador si distinse per la preparazione intellettuale. Le fonti lo presentano come uomo di notevole cultura e ricordano in particolare la sua conoscenza del greco. Questa competenza non era soltanto un elemento accademico: apparteneva a una formazione umanistica e teologica nella quale lo studio delle lingue antiche aveva un ruolo importante. John Pitts, nella sua opera sugli scrittori inglesi, gli attribuisce una traduzione di un'opera di Teodoreto di Cirro. La tradizione bibliografica identifica tale lavoro con la Philotheus, cioè la raccolta di vite dei Padri del deserto siriaco; altre fonti collegano invece il suo nome alla Historia Ecclesiastica di Teodoreto. La notizia della sua attività di traduttore è quindi sufficientemente attestata, mentre la precisa identificazione dell'opera e la storia editoriale della traduzione richiedono maggiore cautela.

Il ritorno in Inghilterra
Nel 1594 Cadwallador rientrò in Inghilterra e iniziò il ministero clandestino. Per circa sedici anni operò principalmente nello Herefordshire, nell'area nella quale era nato, muovendosi anche nelle zone vicine. Le fonti sottolineano la sua attività tra i poveri e la sua capacità di svolgere il ministero in condizioni difficili. Il Martirologio Romano lo ricorda espressamente come uomo di insigne dottrina che esercitò clandestinamente per sedici anni il proprio ministero in patria.
Il suo lavoro comprendeva necessariamente la celebrazione dei sacramenti, la cura pastorale dei cattolici rimasti fedeli alla propria confessione e l'istruzione religiosa. In un'epoca nella quale il sacerdote cattolico operava sotto costante minaccia, la normale attività pastorale assumeva inevitabilmente anche il carattere di una testimonianza pubblica, sebbene esercitata nella clandestinità.
Le fonti successive lo descrivono come sacerdote prudente, zelante e particolarmente vicino alle persone di condizione più modesta. È significativo che la memoria di Cadwallador non sia legata soltanto al momento finale del martirio: prima di essere arrestato aveva trascorso molti anni vivendo concretamente la condizione di missionario cattolico clandestino.

La controversia dell'arciprete
Un aspetto meno conosciuto della sua biografia riguarda le divisioni interne al cattolicesimo inglese tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Cadwallador fu coinvolto nella controversia dell'arciprete e si schierò per un periodo con il gruppo dei cosiddetti Appellants, sacerdoti che contestavano alcuni aspetti della direzione della missione inglese e il ruolo predominante assunto dai gesuiti. Il Dictionary of Welsh Biography riferisce che tra il 1600 e il 1603 egli aderì a questa posizione, per poi modificare successivamente il proprio orientamento.
Nel 1603 Cadwallador figurò inoltre tra i sacerdoti che sottoscrissero una dichiarazione di fedeltà alla corona inglese, in un contesto politico e religioso particolarmente complesso. La questione della fedeltà politica dei cattolici inglesi era infatti diventata centrale dopo il fallimento di precedenti tentativi di ottenere una maggiore tolleranza religiosa. La sua partecipazione a questa vicenda mostra che la sua storia non può essere ridotta al semplice schema di sacerdote perseguitato: Cadwallador si trovò anche coinvolto nelle tensioni ecclesiali e politiche che attraversavano il cattolicesimo inglese.

L'arresto
Le autorità avevano già cercato di catturarlo. Una ricerca specifica nei suoi confronti è documentata nel 1605, ma per diversi anni riuscì a sottrarsi alla cattura. La clandestinità del suo ministero, tuttavia, non poteva proteggerlo indefinitamente.
Fu arrestato nella Pasqua del 1610 nella casa di Winefride Scroope, una vedova, situata a circa otto miglia da Hereford. Condotto davanti a Robert Bennet, vescovo di Hereford, fu trasferito nella prigione della città e sottoposto a una durissima detenzione. Le fonti ricordano che rimase continuamente in catene.
Quando un'epidemia di peste rese necessario il trasferimento dei prigionieri, Cadwallador fu condotto a Leominster. Il trasferimento avvenne a piedi e in catene. La documentazione successiva conserva particolari delle sofferenze patite durante la prigionia e delle condizioni particolarmente dure alle quali fu sottoposto.

Il processo e il martirio
A Leominster fu sottoposto a processo e condannato a morte. Il punto centrale dell'accusa era la sua condizione sacerdotale: nella legislazione inglese dell'epoca il sacerdote cattolico che entrava o rimaneva nel regno poteva essere considerato colpevole di alto tradimento.
Il 27 agosto 1610 Cadwallador fu condotto al luogo dell'esecuzione a Leominster. Un resoconto attribuito al gesuita Robert Jones, che assistette clandestinamente all'esecuzione, tramanda particolari sulle ultime ore del sacerdote. La testimonianza, ripresa dalla tradizione agiografica e dagli studi successivi, descrive le difficoltà incontrate dagli esecutori e la lunga agonia del condannato.
Cadwallador affrontò così il supplizio riservato ai sacerdoti condannati per tradimento. Dopo l'esecuzione, il corpo fu sottoposto alla pratica prevista per i condannati di alto tradimento e le sue membra furono esposte in diversi punti della città, secondo una consuetudine destinata a fungere da monito pubblico.
La brutalità dell'esecuzione non costituisce tuttavia l'elemento essenziale della memoria ecclesiale del martire. Nel suo caso il significato storico del martirio risiede soprattutto nella scelta di continuare a esercitare il ministero sacerdotale nonostante la consapevolezza del rischio personale.

La memoria del martire
La memoria di Cadwallador fu conservata negli ambienti cattolici inglesi e nei collegi del continente. Una particolare testimonianza della continuità del culto è costituita dalla tradizione relativa a una reliquia ossea, oggi conservata nelle raccolte dei gesuiti inglesi. Secondo la documentazione conservata, una parte del suo corpo sarebbe stata recuperata clandestinamente dopo l'esecuzione e trasferita sul continente.
A Leominster la sua memoria è ancora legata alla chiesa di St Ethelbert. Una cappella conserva riferimenti al martire e una vetrata dedicata a Cadwallador, realizzata nel XX secolo, testimonia la permanenza della sua memoria nella comunità cattolica locale.

La beatificazione
Per secoli Ruggero Cadwallador fu venerato nella memoria dei martiri cattolici inglesi. Il riconoscimento ecclesiale giunse nel contesto della grande beatificazione dei martiri dell'Inghilterra, della Scozia e del Galles celebrata da papa Giovanni Paolo II a Roma il 22 novembre 1987.
Il nome di Ruggero Cadwallador compare nella lettera apostolica Cum hora undecima, con la quale furono formalmente iscritti nell'albo dei beati numerosi martiri della persecuzione inglese. Il documento lo identifica come sacerdote diocesano del territorio di Hereford e ricorda il suo martirio a Leominster nel 1610.
Il Martirologio Romano ne celebra la memoria il 27 agosto e sintetizza la sua vicenda sottolineando tre elementi: l'ordinazione sacerdotale a Valladolid, l'attività clandestina esercitata per sedici anni e la condanna a morte subita sotto il re Giacomo I a causa del sacerdozio.

Il significato della sua testimonianza
La figura di Cadwallador permette di comprendere la complessità della storia cattolica inglese tra XVI e XVII secolo. La sua vicenda appartiene alla lunga stagione delle persecuzioni contro il clero cattolico, ma mostra anche la complessità interna della comunità perseguitata, attraversata da discussioni sulla disciplina ecclesiastica, sui rapporti con i gesuiti e sul problema della fedeltà alla corona.
Il suo profilo presenta inoltre una caratteristica non secondaria: accanto all'attività pastorale emerge quella dello studioso. Il sacerdote che trascorse anni nascosto e ricercato dalle autorità era anche un uomo formato nelle lingue antiche e nella letteratura cristiana dei primi secoli. La tradizione della sua attività di traduttore mostra quindi l'intreccio tra cultura e missione che caratterizzò molti dei sacerdoti inglesi formati sul continente.
Cadwallador rimane soprattutto il testimone di una Chiesa che, privata della libertà di esercitare pubblicamente il proprio ministero, cercò di mantenere viva la propria presenza attraverso sacerdoti disposti a condividere la sorte delle comunità loro affidate. Il suo martirio, letto nel contesto storico della sua epoca, rappresenta così il punto conclusivo di sedici anni di servizio clandestino e non un episodio isolato.

Rapporto con gli altri martiri inglesi
Cadwallador appartiene al gruppo degli 85 martiri dell'Inghilterra, della Scozia e del Galles beatificati da Giovanni Paolo II il 22 novembre 1987. Tra questi figura anche il beato Roberto Drury, sacerdote dello stesso territorio di Hereford, con il quale Cadwallador è collegato dalle vicende della dichiarazione di fedeltà del 1603.

Il rapporto con i gesuiti
Il rapporto con la Compagnia di Gesù costituisce uno degli aspetti più interessanti della sua biografia. Cadwallador aveva inizialmente aderito agli Appellants nella controversia dell'arciprete, ma successivamente modificò la propria posizione. Durante la prigionia fu visitato dal gesuita Robert Jones, superiore dei gesuiti nella missione inglese, che sarebbe stato presente anche all'esecuzione e ne avrebbe lasciato una testimonianza.

Attività letteraria
La competenza di Cadwallador nel greco antico è ricordata da John Pitts e dalle opere biografiche successive. Gli viene attribuita la traduzione di un'opera di Teodoreto di Cirro. La bibliografia storica non è però perfettamente concorde nell'identificazione dell'opera e nella sua vicenda editoriale. Per questo motivo è più prudente parlare di una traduzione attribuita al sacerdote piuttosto che presentare come definitivamente accertata ogni informazione relativa alla pubblicazione.

Reliquia
Una reliquia ossea attribuita a Cadwallador è conservata nelle raccolte dei gesuiti inglesi. La tradizione della reliquia è particolarmente significativa perché documenta il tentativo, già nei primi decenni successivi al martirio, di salvaguardare almeno una parte delle spoglie del sacerdote.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-12

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