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San Pelagio Martire venerato a Costanza

28 agosto

III sec.

Martirologio Romano: A Costanza nell’odierna Svizzera, commemorazione di san Pelagio, martire.


Un vescovo di Costanza, Salomone (di difficile identificazione poiché nel secolo IX ve ne furono tre di questo nome) stando a notizie di cronisti locali, riportò a Roma il corpo di un san Pelagio (lat. e ted. Pelagius) martire, donatogli da un papa Giovanni, e lo depose nella cattedrale, proclamandolo compatrono della diocesi.
Della venerazione a Costanza di un martire Pelagio è testimonio autorevole Wandelberto, monaco di Priim, autore di un Martirologio metrico, che verso l’848 scrive:
«Urbs Alamannorum recolit Constantia
[sanctum
Hac quoque Pelagium fuso prò sanguine
[clarum».


Anche un codice del Martirologio Geronimiano, del secolo IX, il Breviarium Richenoviense (proveniente da Reichenau), nomina il martire, ma senza indicazione di luogo. Oltre che a Costanza Pelagio fu molto venerato anche a Reichenau dove era sxtato trasportato un suo braccio e nell’abbazia di Bischofszell (Thurgau, Svizzera) a lui intitolata.
Sulla personalità del martire venerato a Costanza manca ogni notizia attendibile. Esiste si una passio, tramandata da molti tnss., specialmente di provenienza germanica, ma è assai tardiva e di nessun valore storico.
Secondo essa Pelagio sarebbe vissuto nella città di Emmona in provincia Carnia (città che J. Stilting e molti altri identificano in Laibach, l’odierna Lubiana in Jugoslavia) e vi avrebbe subito il martirio sotto Numeriano (circa il 283) ad opera del giudice Evilasio. Se questa passio vuol dirci qualcosa sol martire venerato a Costanza, ci dovrebbe spiegare come mai il corpo sarebbe finito a Roma per poi esser traslato a Costanza, ma su questo punto essa tace.
Il Baronio introdusse Pelagio nel Martirologio Romano al 28 agosto con un elogio, attinto dalla passio.

Autore: Paulius Rabikauskas


ICONOGRAFIA
Patrono della città di Costanza e di tutto il territorio affacciato al lago omonimo, Pelagio viene rappresentato con la palma del martirio e con la spada, spesso è associato ad altri patroni della diocesi, come, ad esempio san Corrado. Appunto unite a questi compagni di patronato lo raffigura un’incisione di Hans Burgkmair (secolo XV). Altro attributo è talvolta un libro, come nel portello di un trittico di Scuola sveva del XVI secolo nel Museo di Karlsruhe. Più particolarmente, fra la notevole iconografia di Pelagio presente a Costanza si ricordano gli stalli del coro della cattedrale (secolo XVI), in cui il santo figura con severo aspetto e attributi del martino, e i più antichi rilievi del timpano della stessa cattedrale (1470).

Autore: Maria Chiara Celletti


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-11-29

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