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Benevento, epoca incerta - Casale Monferrato, epoca incerta
Nella cattedrale di Casale, da tempo immemorabile, si venerano le
reliquie di Natale e si festeggia il suo dies natalis il 21 agosto. I
martirologi antichi lo ignorano, mentre gli Acta SS. Ne riportano la
leggenda priva di ogni valore storico. Non si può, però, ritenerlo un
santo inventato dagli agiografi, in quanto il culto delle reliquie e la
commemorazione annuale sembrano valida testimonianza della sua
esistenza. Essendo il suo nome associato nella leggenda a quello di s.
Evasio, ipotetico vescovo di Asti, che sarebbe giunto a Casale insieme
con Natale, da Benevento, si potrebbe, col Savio, avanzare l’ipotesi che
si tratti di due santi meridionali dei quali il re longobardo
Liutprando (712-744) avrebbe trasferito le reliquie da Benevento alla
cattedrale di Casale.
Etimologia: Dal latino Natalis, 'natalizio, relativo alla nascita', collegato a natalis dies, 'giorno della nascita'.
Emblema: Palma
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La fonte narrativa principale è una Vita anonima identificata dagli studiosi dei Bollandisti con il BHL 6037. Gli Acta Sanctorum la pubblicarono sotto il titolo Natalis conf. presb. Casali in Liguria. Il testo presenta Natale come originario di Benevento e come discepolo di Evasio, dal quale sarebbe stato formato alla vita cristiana. Quando Evasio fu destinato alla sede episcopale di Asti, Natale lo avrebbe accompagnato a Roma e quindi in Piemonte. Secondo questo racconto, Natale sarebbe stato ordinato sacerdote della Chiesa astigiana. Durante il viaggio verso Asti avrebbe inoltre assistito a un prodigio collegato alla futura sorte di Evasio: il bastone pastorale del vescovo, dimenticato lungo il cammino, sarebbe rifiorito e avrebbe fatto scaturire una sorgente. Si tratta di un motivo tipicamente agiografico, che non può essere utilizzato per ricostruire con sicurezza la biografia del santo. La narrazione prosegue ambientando l'attività missionaria dei compagni nella zona della cosiddetta Selva Cornea, presso il Po, nel territorio dell'attuale Casale Monferrato. Natale avrebbe collaborato alla costruzione di una chiesa e all'evangelizzazione degli abitanti. Evasio, intanto, avrebbe affidato a lui anche la cura delle comunità cristiane dell'Astigiano.
La persecuzione e la morte di Evasio Nel racconto agiografico Natale si trovava lontano quando il prefetto della città chiamata Sedula, identificata dalla tradizione con Casale, fece arrestare Evasio. Il vescovo, insieme a Proietto, Maliano e a numerosi fedeli, sarebbe stato condannato a morte. Natale, informato dell'accaduto, sarebbe accorso a Sedula, ma avrebbe trovato già compiuta l'esecuzione. Secondo la Vita, egli provvide allora a dare sepoltura ai corpi di Evasio, dei suoi compagni e degli altri cristiani uccisi. Questa funzione di custode delle spoglie del martire costituisce il tratto più caratteristico della tradizione relativa a Natale. La cronologia di questi avvenimenti è però estremamente incerta. Gli stessi Bollandisti sottolineano che gli Acta di Evasio e quelli di Natale confondono tradizioni riferibili a epoche differenti, oscillando fra il III e l'VIII secolo. Per questo gli Acta Sanctorum rifiutano di stabilire una data sicura per la vita di Natale e indicano prudentemente due possibilità: il III oppure l'VIII secolo.
Il sacerdote della comunità casalese Dopo la morte di Evasio, Natale sarebbe rimasto a Casale per consolidare la comunità cristiana. La tradizione lo presenta come sacerdote e come responsabile della chiesa sorta presso il luogo della predicazione di Evasio. Una versione locale, ripresa anche in pubblicazioni contemporanee, gli attribuisce il ruolo di primo prevosto della comunità e una lunga vecchiaia, fino a novantuno anni. Questo dato non è però sufficientemente documentato per essere assunto come fatto storico. Gli Acta Sanctorum si limitano a riferire che Natale, dopo aver dedicato il resto della propria vita alla formazione dei nuovi cristiani e alla predicazione, morì in pace il 21 agosto. La data della morte non viene indicata e il 21 agosto è soprattutto la data della sua memoria liturgica.
Un problema storico: chi era realmente Natale? La questione di maggiore interesse storico riguarda l'identificazione del personaggio. La tradizione lo presenta come compagno di Evasio e originario di Benevento, ma non possediamo una documentazione contemporanea che permetta di confermare questi dati. I Bollandisti sono particolarmente cauti. Osservano che gli Acta di Natale derivano dagli Acta di Evasio, la cui attendibilità è gravemente compromessa da confusioni di persone, luoghi e cronologie. Di conseguenza, anche la biografia di Natale non può essere utilizzata senza riserve come testimonianza storica. Nonostante l'incertezza delle notizie biografiche, la tradizione cultuale relativa a Natale non può essere considerata semplicemente una costruzione agiografica priva di fondamento. La venerazione delle sue reliquie a Casale e la celebrazione della sua memoria liturgica attestano infatti l'antichità e la continuità del culto, documentato anche dagli Acta Sanctorum.
L'ipotesi beneventana e il trasferimento delle reliquie Un'ipotesi formulata dallo storico Fedele Savio e ripresa nella tradizione storiografica casalese collega Natale ed Evasio all'Italia meridionale. In questa prospettiva, i due santi sarebbero stati originari dell'area beneventana e le loro reliquie sarebbero state trasferite verso Casale nell'età longobarda, forse durante il regno di Liutprando, tra il 712 e il 744. Si tratta, però, di un'ipotesi e non di un fatto documentato. Anche la cronologia di Evasio è stata oggetto di discussione e le fonti medievali hanno prodotto tradizioni differenti. La critica moderna tende pertanto a distinguere l'antichità del culto casalese dalla ricostruzione biografica proposta dalle Passiones.
Le reliquie nella Cattedrale di Casale Il culto di Natale è strettamente legato alla Cattedrale di Sant'Evasio. La chiesa, consacrata nel 1107 da papa Pasquale II, è dedicata non soltanto a Evasio, ma anche a Proietto, Natale e san Lorenzo, mostrando come la memoria dei compagni del santo patrono fosse strutturalmente inserita nella tradizione religiosa casalese. Nel 1215, durante la distruzione di Casale, gli Alessandrini portarono via le reliquie dei santi Evasio, Natale e Proietto. Esse rimasero ad Alessandria fino al loro recupero nel 1403 da parte di Facino Cane, quando furono riportate a Casale. La vicenda appartiene alla storia documentata del culto delle reliquie e rappresenta un passaggio importante nella memoria civica della città. La presenza di Natale nel patrimonio della Cattedrale è ulteriormente attestata dalle opere d'arte. Il catalogo ecclesiastico BeWeB registra, fra le opere della Cattedrale, un reliquiario a busto di San Natale, databile al XV secolo, e una serie di dipinti del primo Seicento con San Lorenzo, sant'Evasio, San Natale, San Bartolomeo e san Proietto, realizzati per le ante dell'armadio destinato a custodire le reliquie dei santi.
Il busto reliquiario del 1499-1500 Particolarmente significativo è il busto reliquiario di San Natale, realizzato tra il 1499 e il 1500 in argento inciso, rame dorato e cristalli. L'opera è oggi documentata nel patrimonio di Palazzo Madama a Torino e costituisce una testimonianza di grande valore della venerazione riservata al santo nella Casale rinascimentale. La realizzazione di un prezioso busto reliquiario indica inoltre che il culto di Natale non era una memoria marginale, ma faceva parte del sistema devozionale e istituzionale legato ai santi della Cattedrale.
Natale nell'arte casalese La figura di Natale compare frequentemente accanto a Evasio e Proietto. Il catalogo dei Beni culturali registra, per esempio, un'incisione piemontese della metà del XVII secolo raffigurante sant'Evasio tra i santi Natale e Proietto. Anche un'importante ricerca sulla cultura figurativa casalese documenta la presenza di Natale nelle immagini ufficiali della Cattedrale. In una xilografia utilizzata per gli Statuta ecclesiae cathedralis del 1599, Natale è rappresentato accanto a Evasio e Proietto con un libro in mano, mentre Proietto reca la palma del martirio. La raffigurazione mostra come la tradizione casalese considerasse i tre personaggi parte integrante della memoria religiosa della città.
Il culto La festa di San Natale ricorre il 21 agosto. Gli Acta Sanctorum, pur criticando severamente il valore storico della sua Vita, attestano che a Casale la festa veniva celebrata solennemente e che il corpo del santo era venerato nella chiesa accanto a quello di Evasio. Il dato più importante, dal punto di vista storico-religioso, è quindi la continuità del culto. Natale non è ricordato principalmente per una biografia documentata, ma per una tradizione cultuale antica che lo ha stabilmente associato alla storia della Chiesa casalese. La sua memoria è inoltre inseparabile da quella di Evasio e Proietto. I tre santi compaiono insieme nelle testimonianze artistiche, nella tradizione delle reliquie e nella memoria storica della Cattedrale. Un documento della Fondazione 1563 li definisce esplicitamente come i santi protettori di Casale.
Una figura tra storia e tradizione San Natale rappresenta bene uno dei casi nei quali la storia del culto è più solida della biografia tramandata. Non possiamo stabilire con sicurezza quando sia vissuto, dove sia nato, quale sia stato il suo rapporto storico con Evasio o quando sia morto. Gli Acta Sanctorum lo riconoscono esplicitamente, ponendo la sua epoca fra il III e l'VIII secolo e giudicando gli Acta di scarso valore storico. Possiamo invece seguire con maggiore sicurezza la storia della sua venerazione: la presenza delle reliquie nella Cattedrale, l'antichità della festa, la sottrazione delle reliquie nel 1215, il loro recupero nel 1403, il prezioso reliquiario del 1499-1500 e la ricca tradizione figurativa attestano la continuità della memoria di Natale nella città. È proprio questa distinzione che permette di comprendere correttamente il santo casalese: non come protagonista di una biografia certa, ma come una figura la cui identità storica resta in parte oscura e il cui culto, invece, è profondamente documentato nella storia religiosa e artistica di Casale Monferrato.
Autore: Giampietro Cattini
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