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Sant' Eufredo Venerato ad Alba

Festa: 11 ottobre

E' una figura agiografica piemontese venerata ad Alba l'11 ottobre, della quale le fonti consentono di stabilire con maggiore sicurezza l'antichità del culto che non i dati della biografia. Gli Acta Sanctorum, nella trattazione dedicata a Eufredo, definiscono certo il culto ecclesiastico albese e considerano invece incerta quasi tutta la restante tradizione. Un catalogo della cattedrale albese, trasmesso attraverso una fonte del XVI secolo, attesta il corpo di un sant'Eufredo martire, venerato con ufficio e festa l'11 ottobre; altre fonti antiche lo qualificano come monaco benedettino. La tradizione successiva gli attribuì un'origine a Cherasco e un martirio durante le incursioni saracene, mentre ulteriori elaborazioni lo identificarono con un membro della legione tebana, creando una confusione con san Chiaffredo. È stata inoltre proposta l'identificazione con san Teofredo, abate di Caméry, morto nel 732, sulla base dei rapporti medievali tra quell'abbazia e il territorio albese, ma tale ricostruzione rimane un'ipotesi. La memoria di Eufredo è legata soprattutto alla venerazione delle sue reliquie e al culto locale sviluppatosi ad Alba e nel territorio circostante.

Etimologia: Eufredo è tradizionalmente collegato a Teofredo, forma di origine germanica.

Emblema: Palma


Le notizie sulla vita di Eufredo (Eufredus, Ifredo, Tifred) sono estremamente scarse. Gli Acta Sanctorum, pubblicati nel 1868, dedicano al santo una breve Sylloge e ne enunciano già nel titolo il principale risultato: il culto ecclesiastico è certo, mentre quasi tutto il resto rimane incerto. Gli stessi Bollandisti rilevano che non erano disponibili una Vita o altri Acta capaci di stabilire quando Eufredo fosse vissuto e in quali circostanze fosse morto.
Non sono quindi documentati né la nascita, né i genitori, né la formazione, né le attività svolte prima della morte. Anche la datazione della sua esistenza non può essere stabilita con sicurezza. Gli Acta Sanctorum osservano che una collocazione nel VII secolo poteva essere ipotizzata sulla base della tradizione che lo considerava monaco benedettino, ma sottolineano che nessuna testimonianza consente di fissare con certezza l'epoca.

Il nome e la tradizione di Teofredo
La forma Eufredo è stata collegata a Teofredo. Una ricostruzione storiografica ripresa da repertori agiografici piemontesi considera Eufredo una forma abbreviata del nome di Teofredo, abate benedettino di Caméry, nell'odierno territorio di Le Monastier-sur-Gazeille, morto secondo la tradizione nel 732.
Il collegamento con Caméry nasce anche dai rapporti patrimoniali dell'abbazia con il Piemonte. Verso l'anno Mille il monastero possedeva beni nella diocesi di Alba, presso Cherasco e Cervere, e in questi territori furono dedicate alcune chiese a Teofredo. Secondo la ricostruzione proposta dal Savio e ripresa da Gian Domenico Gordini, nel corso del tempo la memoria dell'abate francese sarebbe stata separata dalla sua origine e avrebbe dato luogo alla figura locale di Eufredo. Nel 1457 i beni piemontesi appartenuti all'abbazia furono sottratti a Caméry e aggregati a quelli di San Pietro di Savigliano.
Questa ricostruzione è tuttavia diversa da un'identificazione storicamente dimostrata. Gli Acta Sanctorum non stabiliscono che l'Eufredo venerato ad Alba sia Teofredo di Caméry e insistono invece sull'incertezza delle notizie biografiche.

La tradizione del martirio
Nelle fonti più tarde Eufredo è presentato come martire. Un catalogo dei santi le cui reliquie erano conservate nella cattedrale di Alba, redatto dal notaio albese Theobaldo Regio e trasmesso in un'opera del 1638, parla del corpo di Eufredo martire e riferisce che il santo era celebrato l'11 ottobre. Una seconda tradizione documentaria, invece, lo qualifica semplicemente come monaco benedettino senza menzionare il martirio.
Gli Acta Sanctorum confrontano proprio queste due testimonianze e ritengono più probabile che esse si riferiscano a un'unica persona, non a due diversi Eufredi. La stessa opera osserva però che la tradizione non presenta necessariamente Eufredo come martire nel senso stretto del termine: egli sarebbe stato ucciso ingiustamente dagli empi, senza che sia documentato che la morte sia avvenuta propriamente per odio della fede. Per questo i Bollandisti preferirono parlare di un santo venerato pro martyre, cioè come martire.
Non sono documentate la data, il luogo preciso, le modalità dell'uccisione o l'identità dei persecutori. L'attribuzione del martirio alle incursioni saracene appartiene alla tradizione successiva e non può essere assunta come dato biografico certo.

Cherasco e le tradizioni locali
La tradizione piemontese considera Eufredo originario di Cherasco. Tale attribuzione è problematica anche sul piano cronologico: la città di Cherasco nella sua forma comunale attuale fu fondata nel 1243, mentre la tradizione colloca Eufredo molti secoli prima. Nell'area esistevano tuttavia insediamenti anteriori, tra cui il borgo romano indicato come Clarascum. Perciò l'espressione tradizionale 'originario di Cherasco' non può essere assunta come indicazione certa della nascita del santo.
A Cherasco sorse una chiesa dedicata a Eufredo e il suo culto locale è attestato dalle fonti agiografiche. Gli Acta Sanctorum ricordano inoltre una chiesa dedicata al santo presso Cherasco e una tradizione secondo la quale vi si recavano persone affette da disturbi mentali per ottenere la sua intercessione.

La confusione con san Chiaffredo
Un ulteriore sviluppo della tradizione identificò Eufredo con un martire della legione tebana. Questa identificazione appartiene a una fase successiva e comporta una sovrapposizione con san Chiaffredo, figura venerata nel Piemonte occidentale e anch'essa collegata nelle tradizioni locali ai nomi Teofredo, Eufredo e forme affini. La confusione tra le diverse figure contribuì alla moltiplicazione delle versioni sulla sua identità e sul suo martirio.
La distinzione è particolarmente importante perché la documentazione relativa all'Eufredo venerato ad Alba non consente di trasformare queste tradizioni sulla legione tebana in una biografia storica.

Culto e reliquie
Il dato più solido relativo a Eufredo è l'esistenza di un culto ecclesiastico antico ad Alba. Gli Acta Sanctorum attestano che nel XVI secolo era ricordato in un catalogo delle reliquie della cattedrale albese, dove il suo corpo era venerato come quello di un martire e la sua festa era celebrata l'11 ottobre. I Bollandisti giudicarono certo il culto, pur considerando incerti quasi tutti gli altri elementi della sua storia.
Una documentazione liturgica della diocesi di Alba ricorda inoltre la traslazione, avvenuta il 27 aprile 1455 per opera del vescovo Alerino Rembaudi, delle reliquie di Frontiniano, Cassiano, Eufredo e Alessandro dalla soppressa abbazia di San Frontiniano alla cattedrale. I quattro santi sono indicati come santi tutelari della città e le loro reliquie sono conservate nell'urna collocata presso l'altare di San Teobaldo.
La tradizione delle reliquie è rimasta legata alla cattedrale albese. Una fonte relativa alla storia della cattedrale conferma la presenza delle reliquie di Eufredo insieme a quelle degli altri santi tutelari e la loro collocazione nella cappella dedicata ai santi protettori.
Il culto ebbe anche una dimensione iconografica. Un affresco del 1760 nella cappella di San Teobaldo della cattedrale di Alba raffigura Eufredo tra i santi tutelari della città, con abito nero benedettino e palma del martirio. L'immagine documenta la forma assunta dalla tradizione nel XVIII secolo, non costituisce una prova indipendente dell'identità storica del santo.

Cronologia
- 1243 - Fondazione della città di Cherasco; l'attribuzione di Eufredo a Cherasco appartiene a una tradizione posteriore e non consente di stabilirne l'origine.
- 1455 - Traslazione delle reliquie attribuite a Eufredo, insieme a quelle di Frontiniano, Cassiano e Alessandro, dalla soppressa abbazia di San Frontiniano alla cattedrale di Alba.
- 1457 - I beni piemontesi dell'abbazia di Caméry vengono aggregati a quelli di San Pietro di Savigliano; la tradizione successiva ha collegato questo passaggio alla trasformazione della memoria di Teofredo in quella di Eufredo.
- XVI secolo - Un catalogo delle reliquie della cattedrale di Alba attesta il corpo di Eufredo martire e la celebrazione della sua festa l'11 ottobre.
- 1638 - Il catalogo delle reliquie della cattedrale viene trasmesso nell'opera di Giacinto Baresiano dedicata alla vita di santa Margherita di Savoia.
- 1658 - Il vescovo Paolo Brizio promuove una nuova sistemazione delle reliquie dei santi tutelari nella cattedrale di Alba.
- 1760 - Michel Antonio Millocco raffigura Eufredo, in abito benedettino e con la palma del martirio, nell'affresco della Gloria dei santi tutelari di Alba.
- 1868 - Gli Acta Sanctorum dedicano a Eufredo una Sylloge e definiscono certo il culto ecclesiastico, mentre considerano incerta quasi tutta la restante tradizione.

Valutazione storico-critica
- Il dato storicamente più solido è l'esistenza di un culto antico di Eufredo ad Alba, accompagnato dalla venerazione di reliquie attribuitegli e dalla festa dell'11 ottobre.
- Non sono documentate con sicurezza nascita, origine familiare, attività, data della morte e circostanze del martirio.
- La qualifica di monaco benedettino è attestata dalla tradizione agiografica e da una delle antiche liste delle reliquie, ma non è sostenuta da una biografia contemporanea.
- L'identificazione di Eufredo con Teofredo, abate di Caméry, è una ricostruzione storiografica fondata soprattutto sui rapporti patrimoniali tra l'abbazia francese e il territorio albese. Non è dimostrata da una fonte antica che identifichi esplicitamente le due figure.
- L'origine a Cherasco appartiene alla tradizione e non può essere utilizzata come dato biografico certo; inoltre la fondazione della città nel 1243 rende impossibile intendere letteralmente l'attuale città come luogo di nascita di un personaggio collocato in epoca molto più antica.
- L'attribuzione del martirio alle incursioni saracene è tradizionale e non è accompagnata da una testimonianza contemporanea che ne stabilisca la data e le circostanze.
- La successiva identificazione con un martire della legione tebana appartiene a un processo di sovrapposizione agiografica e ha favorito la confusione con san Chiaffredo.
- Gli Acta Sanctorum rilevano una particolare difficoltà nella tradizione documentaria: due antichi cataloghi delle reliquie della cattedrale albese presentano Eufredo rispettivamente come martire e come monaco benedettino, ma entrambi sembrano riferirsi a un unico Eufredo.
- Il culto locale è invece ampiamente attestato: Eufredo figura tra i santi tutelari di Alba e le reliquie a lui attribuite sono state oggetto di traslazioni e di venerazione nella cattedrale.
- La documentazione non consente di ricostruire una biografia storica continua; la figura di Eufredo è conoscibile soprattutto attraverso la storia del suo culto.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, tomo relativo ai giorni 10 e 11 ottobre, Parigi-Roma, 1868, pp. 646-647: De S. Eufredo pro martyre culto Albae Pompeiae in Insubria. Sylloge. È la fonte storico-critica fondamentale per lo stato della documentazione e per la distinzione tra culto certo e biografia incerta.
- Francesco Agostino della Chiesa, Pedemontium sacrum sive chronologica S. R. E. regionis Pedemontanae... Historia, Torino, 1645: catalogazione delle persone e delle reliquie conservate nella cattedrale albese, utilizzata e discussa negli Acta Sanctorum.
- Giacinto Baresiano, Vita della beata Margherita di Savoia, edizione del 1638: trasmissione del catalogo delle reliquie della cattedrale di Alba comprendente Eufredo.
- Messale Romano, edizione per le diocesi italiane, sezione della diocesi di Alba: memoria della traslazione del 27 aprile 1455 delle reliquie di Frontiniano, Cassiano, Eufredo e Alessandro.
- Città e Cattedrali, scheda della chiesa di San Frontiniano di Arguello: tradizione delle reliquie dei santi tutelari albesi e loro trasferimento alla cattedrale.
- Gian Domenico Gordini, voce 'Sant'Eufredo', repertorio agiografico: ricostruzione della tradizione piemontese relativa al rapporto tra Eufredo, Teofredo di Caméry, Cherasco e Cervere.
- Centro Studi 'Beppe Fenoglio', documentazione sulla cattedrale di Alba e sull'affresco della Gloria dei santi tutelari, 1760.
- Archivio Casalis, voce Cherasco: documentazione storica sulla fondazione del nuovo insediamento di Cherasco nel 1243.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-23

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