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Sant' Ildegarda di Bingen
17 settembre
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Kreuznach, castello di Böckenheim (Germania), 1098 - Bingen (Germania), 17 settembre 1179
Nasce a Bermesheim nel 1098, ultima di dieci figli. Il suo nome di battesimo, tradotto letteralmente, significa «colei che è audace in battaglia». Tra il 1147 e il 1150, sul monte di San Ruperto vicino a Bingen, sul Reno, Ildegarda fonda il primo monastero e, nel 1165, il secondo, sulla sponda opposta del fiume. È una persona delicata e soggetta alle malattie, tuttavia, raggiunge l'età di 81 anni affrontando una vita piena di lavoro, lotte e contrasti spirituali, temprata da incarichi divini. Figura, intellettualmente lungimirante e spiritualmente forte, le sue visioni, trascritte in appunti e poi in libri organici, la rendono celebre. È interpellata per consigli e aiuto da personalità del tempo. Sono documentati i suoi contatti con Federico Barbarossa, Filippo d'Alsazia, san Bernardo, Eugenio III. Negli anni della maturità intraprende numerosi viaggi per visitare monasteri, che avevano chiesto il suo intervento e per predicare nelle piazze, come a Treviri, Metz e Colonia. Muore il 17 settembre 1179. (Avvenire)
Etimologia: Ildegarda = coraggiosa in battaglia, dal tedesco
Martirologio Romano: Nel monastero di Rupertsberg vicino a Bingen nell’Assia, in Germania, santa Ildegarda, vergine, che, esperta di scienze naturali, medicina e di musica, espose e descrisse piamente in alcuni libri le mistiche contemplazioni, di cui aveva avuto esperienza.
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Certi vescovi tedeschi non la sopportano. Ildegarda, decima figlia dei nobili Vermessheim, con la voce e con gli scritti s’immischia in problemi come la riforma della Chiesa e la moralità del clero. E poi ne discute pure con maestri di teologia. Ma sono cose da monaca? La sua risposta è sì. Sono cose da donna e da monaca. Nel monastero di Disinbodenberg i suoi l’hanno portata all’età di 8 anni, come scolara. Poi è rimasta lì, prendendo i voti con la guida della grande badessa Jutta di Spanheim; e nel 1136 l’hanno chiamata a succederle. Dal suo primo monastero ha poi diretto la fondazione di altri due nell’Assia-Palatinato; quello di Bingen (dove lei si trasferisce nel 1147) e quello vicino di Eibingen, fondato nel 1165. Questa è l’Ildegarda organizzatrice. Poi viene l’Ildegarda ispirata, la mistica, quella di tutte le sorprese. Ha visioni, riceve messaggi e li diffonde con gli scritti. Dopo le prime esperienze mistiche, ne ha scritto a Bernardo di Chiaravalle, e non poteva trovare miglior consigliere. Bernardo non s’inalbera, come quei vescovi tedeschi, di fronte a una donna che discorre del cielo e della terra. Anzi, la capisce e le fa coraggio, aiutandola pure a non perdere la testa: le vicende soprannaturali non dispensano dal realismo e dall’umiltà. ldegarda diffonde racconti delle sue visioni; e, in forma di visione, tratta argomenti di teologia, di dogmatica e di morale, aiutata da una piccola “redazione”. Esaltando le “opere di Dio”, include tra esse le piante, i frutti, le erbe: e la sua lode si traduce in un piccolo trattato di botanica. Ma soprattutto Ildegarda insegna a esprimere l’amore a Dio attraverso il canto. Con ogni probabilità è la prima donna musicista della storia cristiana. Suoi i versi, sua la melodia, prime esecutrici le monache di Bingen; poi quelle di Eibingen, e di tanti altri monasteri benedettini. Ma non stiamo raccontando qui una storia antica: la musica di Ildegarda, dopo novecento anni, si fa nuovamente sentire ai tempi nostri, ripresa e divulgata dall’industria discografica.Ildegarda vive e lavora fino alla sua età più tarda, sognando una Chiesa formata tutta di "corpi brillanti di purezza e anime di fuoco", come le sono apparsi in una visione; e liberata dall’inquinamento di altri cristiani che le sono pure apparsi: "corpi ripugnanti e anime infette". Tra i grandi artefici di purificazione nel mondo cristiano, bisogna mettere in primo piano anche questa donna appassionata. Dopo la morte si era avviato un processo di canonizzazione, che però è stato interrotto. Ma il culto è continuato. Ancora nel 1921 è nata in Germania la congregazione delle Suore di Santa Ildegarda.
Autore: Domenico Agasso
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Fonte:
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Spunti bibliografici su
Santa Ildegarda di Bingen a cura di
LibreriadelSanto.it
- Hertzka Gottfried, Strehlow Wighard,
Medicina delle pietre preziose di santa...,
Edizioni Segno, 2010 - 143 pagine
- Tancredi Lucia,
Ildegarda, la potenza e la grazia,
Città Nuova, 2009 - 256 pagine
- Dr. Godfried Hertzka,
Dio ci guarisce così,
Edizioni Segno, 2008 - 162 pagine
- King-Lenzmeier Anne H.,
Ildegarda di Bingen. La vita e l'opera,
Gribaudi, 2004 - 327 pagine
- Giovanna della Croce,
Scivias. Il nuovo cielo e la nuova terra....,
Libreria Editrice Vaticana, 2002 - 264 pagine
- Termolen Rosel,
Ildegarda di Bingen. Biografia,
Libreria Editrice Vaticana, 2001 - 312 pagine
- Maurin Daniel, Fournier Rosset J.,
Le ricette della gioia con santa Ildegarda....,
Edizioni Segno, 2000 - 204 pagine
- Ildegarda di Bingen (santa), Marbodo di Rennes,
Il libro delle gemme. I lapidari di...,
Il Leone Verde, 1998 - 96 pagine
- Ildegarda di Bingen (santa),
Il libro dei rimedi per l'anima e per il...,
Gribaudi, 1998 - 80 pagine
- Gronau Eduard,
Hildegard. Vita di una donna profetica alle...,
Ancora, 1996 - 624 pagine
Altri suggerimenti...
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Aggiunto il 2001-09-19
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