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Galles sud-orientale, circa 497 - Benevenna, Weedon, Northamptonshire, circa 570-580
E' una delle figure più importanti del cristianesimo celtico del Galles altomedievale. Vissuto tra V e VI secolo, è ricordato soprattutto come abate e fondatore della comunità monastica di Llancarfan, nel Glamorgan, destinata a diventare uno dei principali centri religiosi e culturali del Galles meridionale. Le notizie sulla sua vita provengono però da testi composti soltanto tra la fine dell'XI e la prima metà del XII secolo, quando erano ormai trascorsi diversi secoli dagli avvenimenti narrati. Le due principali Vitae, attribuite a Lifris e Caradoc di Llancarfan, conservano probabilmente tradizioni locali più antiche, ma mescolano elementi storici, genealogici, miracoli e racconti leggendari. La tradizione presenta Cadoc come figlio di Gwynllyw, principe del Galles sud-orientale, e di Gwladys, appartenente alla famiglia del re Brychan. Dopo una prima formazione presso maestri di origine irlandese, avrebbe scelto la vita religiosa e dato vita a Llancarfan, dove si sviluppò una comunità dedita alla preghiera, allo studio e all'insegnamento. I racconti medievali gli attribuiscono viaggi in Irlanda, Cornovaglia, Bretagna e in altre regioni, oltre a rapporti con figure come Finnian, David, Gildas e Illtud. Il dato più solido che emerge dalla tradizione e dalla documentazione del culto è la straordinaria diffusione della sua memoria nel Galles meridionale e nelle regioni celtiche dell'altra sponda della Manica.
Etimologia: Dal brittonico Catācos, probabilmente collegato alla radice cat-, 'battaglia'.
Emblema: Abate o vescovo, talvolta con un cervo o un topo.
Martirologio Romano: Nel monastero di Llandcarfan nel Galles meridionale, san Cadóco, abate, sotto il cui nome furono fondati molti monasteri anche in Cornovaglia e in Bretagna.
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Le origini familiari di Cadoc (Cadog, Cadocus, Catwg, Cattwg, Catawg, Cathmail) appartengono in larga misura alla genealogia tradizionale dei santi gallesi. Le sue Vitae lo presentano come figlio di Gwynllyw e Gwladys. Il padre è ricordato come principe o re di Gwynllwg, nel Galles sud-orientale, mentre la madre viene fatta discendere da Brychan di Brycheiniog. Questi legami genealogici sono importanti per comprendere la maniera in cui la memoria medievale costruiva una rete di rapporti fra le principali famiglie aristocratiche e le figure religiose del Galles, ma non possono essere considerati tutti storicamente verificabili. Secondo la Vita di Lifris, Cadoc ricevette la prima educazione da un eremita irlandese, Meuthi o Tatheus, e successivamente studiò presso la scuola monastica di Caerwent, nel Gwent. La tradizione gli attribuisce un lungo periodo di formazione, durante il quale avrebbe appreso le Scritture, il latino e le discipline proprie della cultura ecclesiastica del tempo. La presenza di maestri e monaci provenienti dall'Irlanda riflette comunque un elemento storicamente plausibile: i rapporti fra le comunità cristiane della Britannia occidentale e quelle irlandesi furono intensi nei secoli successivi alla fine dell'amministrazione romana. La scelta monastica rappresentò, secondo la tradizione, il rifiuto di una possibile carriera politica legata alle sue origini aristocratiche. Questo motivo narrativo ricorre frequentemente nelle vite dei santi celtici: il giovane destinato a un ruolo nella società dei potenti preferisce la formazione spirituale e la fondazione di una comunità religiosa.
Llancarfan, centro monastico e culturale Il nome di Cadoc è inseparabile da Llancarfan, nel Vale of Glamorgan. Qui si sviluppò la comunità che la tradizione considera la sua principale fondazione. Le fonti medievali e la toponomastica attestano l'importanza del luogo, mentre la moderna ricerca sul culto dei santi riconosce nell'area di Llancarfan un sito monastico altomedievale associato a Cadoc. La data tradizionale della fondazione, talvolta collocata intorno al 518, non può essere stabilita con sicurezza. Anche l'origine stessa della comunità è oggetto di una tradizione alternativa che attribuisce un ruolo a san Germano d'Auxerre e a san Dubricio. La Vita Cadoci, invece, presenta Cadoc come protagonista della fondazione e della crescita della comunità. La cautela è quindi necessaria: è più corretto parlare di Llancarfan come del monastero storicamente associato alla sua memoria e alla sua attività che attribuirgli senza riserve una precisa data di fondazione. Llancarfan divenne un importante centro di formazione religiosa. La tradizione medievale vi colloca numerosi discepoli e maestri, contribuendo alla fama del monastero come luogo di cultura. Tra i nomi collegati alla comunità compare anche Illtud, sebbene i rapporti cronologici fra i diversi personaggi del monachesimo gallese siano difficili da ricostruire con certezza. La memoria di Cadoc sopravvive soprattutto nella rete delle dedicazioni. Numerose chiese del Galles sud-orientale portano il suo nome, e la concentrazione geografica delle dediche costituisce un importante indizio della diffusione antica del suo culto. La documentazione moderna censisce inoltre dedicazioni in Cornovaglia e in Bretagna.
I rapporti con l'Irlanda Uno degli aspetti più caratteristici della tradizione di Cadoc è il rapporto con l'Irlanda. Secondo la Vita di Lifris, dopo la formazione nel Galles egli si recò in Irlanda, dove avrebbe trascorso circa tre anni studiando presso Lismore. Il racconto lo collega inoltre a importanti figure della spiritualità irlandese, fra cui Finnian. Le relazioni fra Cadoc e Finnian sono particolarmente interessanti perché compaiono non soltanto nella tradizione gallese, ma anche nelle Vitae di Finnian di Clonard. La ricerca storica considera quindi il materiale irlandese uno degli elementi che possono contenere tracce di tradizioni più antiche, pur richiedendo un'attenta valutazione critica. Il ritorno di Cadoc dal viaggio irlandese viene descritto come accompagnato da un gruppo di ecclesiastici irlandesi e britannici. Al di là dei particolari leggendari, il racconto riflette ancora una volta la fitta circolazione di persone, idee e pratiche monastiche fra Irlanda, Galles e altre regioni della Britannia.
La scuola e la cura dei poveri Le Vitae insistono sull'attività educativa di Cadoc. A lui viene attribuita una particolare attenzione allo studio e all'insegnamento, tanto che il suo monastero è presentato come una scuola capace di attirare persone desiderose di apprendere. Un racconto particolarmente noto riguarda una carestia. Secondo la tradizione, mentre Cadoc e i suoi compagni si trovavano nella regione di Brecknock, un topo avrebbe portato un chicco di grano davanti al santo. Seguendo l'animale, Cadoc avrebbe scoperto un deposito sotterraneo di cereali sufficiente a soccorrere la popolazione affamata. Il racconto ha una componente miracolosa evidente, ma possiede anche un interessante sfondo realistico: l'impiego di depositi sotterranei per conservare il grano era conosciuto nelle società celtiche della Britannia. La tradizione collega a questo episodio la fondazione di Llanspyddid, dove Cadoc avrebbe istituito un'altra comunità religiosa. Il racconto mostra un tratto che ritorna frequentemente nella sua agiografia: la santità non viene rappresentata soltanto attraverso la preghiera e i miracoli, ma anche attraverso la protezione della comunità e l'attenzione concreta verso chi soffre.
Viaggi, Bretagna e tradizione celtica Le fonti medievali attribuiscono a Cadoc numerosi viaggi. Viene ricordata la sua presenza in Cornovaglia, Irlanda, Scozia e Bretagna. Alcuni episodi sono difficili da verificare, ma la diffusione delle dedicazioni a Cadoc in queste regioni conferma almeno la vasta estensione geografica del culto. Particolarmente importante è il legame con la Bretagna. La tradizione racconta che Cadoc vi si sarebbe rifugiato durante le incursioni sassoni e avrebbe fondato una comunità monastica in un'isola del Morbihan. La sua memoria rimase profondamente radicata nella regione, dove il culto di san Cadoc o Cado è documentato in numerosi luoghi. La ricerca sul culto dei santi in Galles mostra che la distribuzione delle chiese dedicate a Cadog è concentrata soprattutto nel Galles sud-orientale, ma presenta anche significative proiezioni verso la Cornovaglia e la Bretagna. Questa geografia del culto costituisce una delle testimonianze più utili per comprendere la reale influenza della sua memoria, più di quanto possano fare i racconti tardivi delle sue Vitae.
Cadoc, Gildas e gli altri santi gallesi Le tradizioni medievali collegano Cadoc a numerosi protagonisti del cristianesimo britannico. Fra questi compare Gildas, autore della celebre De excidio Britanniae. La tradizione più tarda presenta Gildas come discepolo o collaboratore di Cadoc, ma la cronologia rende prudente parlare piuttosto di un rapporto fra le rispettive memorie monastiche. Le Vitae raccontano che Cadoc e Gildas si sarebbero ritirati temporaneamente su alcune isole per sottrarsi alla loro crescente fama. Anche questo particolare appartiene alla costruzione agiografica medievale e non può essere assunto come fatto biografico certo. Il dato più significativo rimane la funzione di Llancarfan come centro inserito nella rete delle grandi tradizioni monastiche gallesi.
La controversa fine di Cadoc La parte più problematica della biografia riguarda gli ultimi anni e il luogo della morte. Le due principali Vitae concordano nel collegare la fine di Cadoc a un luogo chiamato Beneventana o Benevenna, ma ne danno una lettura differente. La tradizione trasmessa da Caradoc parla di una morte naturale; quella di Lifris descrive invece la morte violenta del santo per mano di un soldato sassone. La successiva identificazione di questo luogo con Benevento, in Italia, diede origine a una leggenda ancora più elaborata. Secondo questa interpretazione Cadoc sarebbe stato trasportato miracolosamente in Italia, avrebbe assunto il nome di Sophias, sarebbe diventato vescovo di Benevento e sarebbe stato ucciso durante la celebrazione della Messa. Questa ricostruzione non è sostenuta dalla documentazione storica relativa ai vescovi di Benevento. Gli studiosi hanno quindi proposto altre identificazioni per Benevenna, fra cui Bannaventa, presso Weedon nel Northamptonshire. La presenza nella narrazione di elementi topografici e linguistici incompatibili con la Benevento italiana rende particolarmente problematica l'identificazione italiana. È dunque preferibile non presentare Cadoc come vescovo e martire di Benevento. Si tratta di una tradizione agiografica sviluppatasi attraverso l'interpretazione medievale di un toponimo, non di un fatto storicamente accertato.
Il culto e la diffusione della memoria La fama di Cadoc sopravvisse alla scomparsa della comunità medievale di Llancarfan. Il suo nome rimase legato a numerose chiese del Galles meridionale, mentre la sua venerazione si diffuse anche in Cornovaglia e Bretagna. Il progetto dell'Università del Galles dedicato al culto dei santi registra numerose dedicazioni medievali a Cadog e considera quella di Llancarfan collegata a un probabile sito monastico altomedievale. La tradizione delle reliquie è invece complessa. Un reliquiario era presente a Llancarfan già nell'XI secolo, mentre le Vitae sostengono che il corpo di Cadoc fosse stato miracolosamente trasferito a Benevenna. Glastonbury rivendicò inoltre una parte del cranio. Queste testimonianze mostrano come il possesso delle reliquie contribuisse alla competizione fra diversi centri religiosi medievali e non consentono di stabilire con certezza dove si trovasse il corpo del santo. Il culto ha lasciato tracce anche nell'arte. Nelle rappresentazioni moderne Cadoc compare talvolta insieme ai genitori Gwynllyw e Gwladys, mentre in altre immagini è associato a un cervo o a un topo. A Brecon è raffigurato anche nella scena della morte di santa Cain o Keyne; nella chiesa di San Cadoc a Caerleon una vetrata rappresenta invece il suo presunto martirio per mano dei Sassoni.
La memoria liturgica Il 21 settembre, indicato per Cadoc nella tradizione attualmente recepita dalla scheda, è anche il giorno della festa dell'apostolo san Matteo. Il Martyrologium Romanum del 2004 inserisce tuttavia Cadoc proprio in questa data, ricordandolo come abate del monastero di Llancarfan e collegandolo alla fondazione di monasteri in Cornovaglia e Bretagna. La tradizione liturgica gallese e quella di altre regioni hanno però conosciuto date differenti. I calendari medievali gallesi ricordano Cadog il 24 gennaio, mentre alcune fonti inglesi indicano il 23 gennaio; altre tradizioni riportano il 25 settembre. Il 21 settembre appartiene quindi alla tradizione liturgica recepita dal Martyrologium Romanum, mentre la storia del culto locale presenta una pluralità di date.
Il significato storico di Cadoc Al di là dei numerosi episodi leggendari, Cadoc occupa un posto importante nella storia del cristianesimo britannico per tre motivi. Il primo è il legame con Llancarfan, uno dei centri monastici più significativi del Galles meridionale. Il secondo è la rete di rapporti con l'Irlanda, la Cornovaglia e la Bretagna, che testimonia la forte mobilità del monachesimo celtico. Il terzo è la straordinaria persistenza del suo culto, documentata dalla presenza di numerose chiese a lui dedicate. La sua vicenda mostra inoltre quanto sia difficile ricostruire la storia dei santi britannici dei secoli V e VI. Le prime biografie furono scritte molti secoli dopo e trasformarono tradizioni locali, genealogie e memorie religiose in racconti organici. Per questo Cadoc può essere conosciuto con maggiore sicurezza attraverso la combinazione di fonti letterarie, archeologia, toponomastica e storia del culto piuttosto che attraverso una lettura letterale delle Vitae.
Curiosità - Cadoc è conosciuto anche con l'appellativo gallese Cattwg Ddoeth, 'Cadoc il Saggio'. L'appellativo appartiene però a una tradizione relativamente tarda. - La sua agiografia conserva un racconto nel quale un topo conduce Cadoc a una riserva di grano durante una carestia. La presenza di granai sotterranei nella Britannia celtica rende il contesto materiale del racconto particolarmente interessante, anche se l'episodio miracoloso non è verificabile. - Nella tradizione iconografica gallese il santo è talvolta rappresentato con un topo o un cervo. - Il culto di Cadoc è attestato non soltanto nel Galles, ma anche in Cornovaglia e Bretagna, confermando l'ampia circolazione delle tradizioni monastiche britanniche. - Le Vitae di Cadoc sono interessanti anche per gli studi sul ciclo arturiano, perché contengono riferimenti a re Artù indipendenti dalla successiva Historia Regum Britanniae di Geoffrey of Monmouth. Questo valore riguarda soprattutto la storia della tradizione letteraria e non costituisce una prova autonoma dell'esistenza storica di ogni episodio narrato.
Cronologia - Circa 497 - Tradizionale data di nascita di Cadoc nel Galles sud-orientale. - Prima metà del VI secolo - Formazione religiosa presso maestri legati alla tradizione irlandese e gallese. - Prima metà del VI secolo - Tradizionale fondazione o consolidamento della comunità monastica di Llancarfan. - VI secolo - Viaggio in Irlanda e rapporti con l'ambiente monastico irlandese, secondo le Vitae. - VI secolo - Tradizionali attività missionarie e monastiche in Cornovaglia e Bretagna. - Circa 570-580 - Data tradizionale della morte; luogo e modalità restano discussi. - Fine XI-inizio XII secolo - Composizione della Vita Cadoci di Lifris e della successiva versione attribuita a Caradoc di Llancarfan. - 2004 - Cadoc è inserito nel Martyrologium Romanum alla data del 21 settembre. Autore: Giampietro Cattini
La leggenda si è talmente impadronita delle vicende della vita di Cadoc, che appare quasi del tutto impossibile dire qualcosa di storicamente certo sulla figura di questo santo del Galles, cui è attribuita la fondazione del celebre monastero di Llancarfan (o Llancarvon; altri, tuttavia, danno come fondatori san Germano e san Dubricio). Ci sono pervenute due Vitae di Cadoc, redatte tra la fine del sec. XI e l'inizio del XII da due monaci di Llancarfan: Lifris e Caradoc.
Secondo quanto può ricavarsi da questi testi, Cadoc figlio primogenito di Gundleus (Gwynnlliw Filwr o Gundiou il Guerriero), re del Galles meridionale, e di Gladusa (Gwladys), figlia o nipote di san Brychan, nacque verso la fine del sec. V e fu battezzato col nome di Cathmail da un vecchio eremita irlandese, san Meuthi. A sette anni Cadoc ottenne dai genitori il permesso di porsi sotto la direzione di Meuthi, dal quale ebbe la prima istruzione, e poi abbracciò la vita religiosa, passando alla scuola aperta a Gwent (Monmouthshire) da Tathai, presso cui restò per dodici anni. Ben presto Cadoc fu in grado di aprire egli stesso una scuola e fondò, verso il 518 sembra, il monastero di Llancarfan («Chiesa dei Cervi»), al quale convennero molti desiderosi di seguire i suoi insegnamenti. Verso il 523 si recò in Irlanda con alcuni discepoli e, volendo apprendere le sette arti liberali, per tre anni soggiornò nel Lismore sotto la guida di Muchutu. Tornò poi in patria con molti compagni irlandesi e si recò nel Brecknock, ove era giunto dall'Italia Bachan, retore famoso, dal quale Cadoc volle apprendere il latino secondo il metodo romano.
A quei tempi nel paese infuriava una grave carestia e Cadoc un giorno, seguendo incuriosito un topo che aveva tra le zampe un chicco di grano, scoprì una grande casa sotterranea nella quale era un granaio ben fornito. L'episodio sembra verisimile perché i Celti usavano servirsi di granai sotterranei, alcuni dei quali, in rovina, sono visibili ancora nel Galles e nel Cornwall. Il grano servì a sfamare i poveri del distretto e il luogo dove era stato trovato, donato da Brychan a Cadoc, prese il nome di Llanspyddid. Cadoc vi edificò un monastero, che lasciò poi a Bachan, per tornare a Llancarfan il cui monastero, però, era stato distrutto. Cadoc ricostruì chiesa e monastero presso il Severn, a tre miglia da Cowbridge, e vi aprì una scuola alla quale, secondo Giovanni di Tynemouth, studiò anche il grande sant Illtyd. I monaci di Llancarfan, quando non lavoravano nei campi o nei boschi, trascrivevano le Sacre Scritture e altri testi. Per merito di Cadoc, che ebbe anche la gioia di convertire i suoi genitori, il monastero fu risparmiato dalle razzie più volte minacciate contro di esso per diversi motivi (tra l'altro, dai genitori di un giovane che vi era entrato contro la loro volontà).
Cadoc si sarebbe recato in Grecia e a Gerusalemme (544?) per tornare poi a Llancarfan dove, tra gli altri, si dice abbia avuto per discepolo anche Gildas che, però, probabilmente insegnò nel monastero e non vi fu scolaro.
Secondo Caradoc, Gildas e Cadoc si ritirarono nelle isole di Rouech e Echni per sfuggire i fastidi causati dalla loro popolarità; durante le invasioni sassoni i due si rifugiarono in Bretagna, dove Cadoc fondò un monastero in un'isola delle Morbihan: per facilitare l'afflusso dei discepoli Cadoc unì l'isola alla terraferma con un ponte in pietra. Lasciata poi sotto la guida di Katgwalader la comunità, già divenuta fiorente, tornò in Inghilterra. Ritiratosi a Benevenna (nome romano per Weedon, Northamptonshire), Cadoc vi morì di morte naturale, secondo Caradoc, ucciso da un soldato sassone, secondo Lifris. Colgan e Lanigan danno il 570 come data della morte.
E interessante notare che un ulteriore capitolo è stato aggiunto alle vicende di Cadoc da quanti hanno affrettatamente identificato Benevenna con Beneventum: secondo questi autori, dunque, Cadoc si sarebbe recato in Italia, sarebbe divenuto vescovo di Benevento e vi sarebbe stato martirizzato. A coronamento di queste fantastiche supposizioni, Cadoc viene identificato con Sophias, martire che figura tra i più antichi vescovi di Benevento.
Venerato in Bretagna, nel territorio di Vannes, nel Léon e nell'antica Cornovaglia, Cadoc è celebrato il 23 gennaio nel priorato di San Michele a Newport e nella cattedrale di Belmont nel Galles. Il 21 settembre ricorre la sua festa nella diocesi di Vannes, mentre i Bollandisti lo ricordano al 24 gennaio. Cadoc è patrono di Llanspyddid e di altre chiese del Galles e della Bretagna.
Autore: Faustino Mostardi
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