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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera E > Sant' Eusebio di Bologna Condividi su Facebook

Sant' Eusebio di Bologna Vescovo

Festa: 26 settembre

† Bologna, 390 (?)

Fu vescovo di Bologna nella seconda metà del IV secolo ed è una delle figure episcopali bolognesi meglio documentate dell'età tardoantica. La sua presenza è attestata con certezza al concilio di Aquileia del 381, dove compare negli atti come Eusebius episcopus Bononiensis e intervenne nella controversia contro i vescovi ariani Palladio di Ratiaria e Secondino di Singiduno. La sua importanza emerge anche dagli scritti di sant'Ambrogio di Milano, con il quale ebbe rapporti stretti e che lo presenta come collaboratore nell'opera pastorale rivolta alle giovani cristiane e alla promozione della verginità consacrata. L'episcopato di Eusebio viene generalmente collocato nella parte finale del IV secolo, ma non è possibile stabilirne con precisione l'inizio e la conclusione; la tradizione bolognese pone la sua morte intorno al 390. Molto più incerta è invece la storia del suo culto: le testimonianze antiche non permettono di dimostrare una venerazione immediatamente successiva alla sua morte, mentre la memoria liturgica si afferma in epoca molto più tarda e fu inserita nel Martirologio Romano al 26 settembre. La figura storicamente più sicura è dunque quella del vescovo impegnato nella vita ecclesiale dell'Italia settentrionale del IV secolo, mentre diversi particolari della sua santità e del suo culto appartengono a una tradizione posteriore.

Etimologia: Dal greco Eusebios, 'pio', 'devoto', 'religioso'.

Martirologio Romano: A Bologna, commemorazione di sant’Eusebio, vescovo, che lottò insieme a sant’Ambrogio per la fede cattolica contro l’arianesimo e si adoperò molto per promuovere tra le ragazze il valore della verginità.


Le informazioni sulla nascita, sulla famiglia e sulla formazione di Eusebio sono sconosciute. Non possediamo una Vita antica dedicata a lui e la sua biografia deve essere ricostruita attraverso fonti di natura diversa, soprattutto gli atti del concilio di Aquileia e alcune opere di sant'Ambrogio.
La principale testimonianza sulla sua posizione nella successione episcopale bolognese proviene dal cosiddetto Elenco Renano, un catalogo dei vescovi di Bologna conservato in una tradizione manoscritta medievale. Eusebio vi occupa il quinto posto. Sebbene il catalogo sia molto più tardo rispetto al personaggio, la sua successione per i vescovi dell'età tardoantica può essere confrontata con testimonianze contemporanee o quasi contemporanee. La presenza di Eusebio negli atti di Aquileia conferma infatti che egli fu realmente vescovo di Bologna nel 381.
Le fonti non consentono di fissare con precisione gli estremi dell'episcopato. Una tradizione storiografica lo colloca approssimativamente fra il 370 e il 390, mentre altre ricostruzioni, fondate soprattutto sui riferimenti ambrosiani, tendono a concentrare la sua attività episcopale negli ultimi decenni del IV secolo. È quindi preferibile non indicare come certe date che le fonti non permettono di stabilire.

Il concilio di Aquileia del 381
La testimonianza più importante è costituita dagli atti del concilio di Aquileia, riunito nel settembre del 381 sotto la presidenza del vescovo Valeriano. L'assemblea affrontò la posizione di Palladio di Ratiaria e Secondino, accusati di sostenere dottrine incompatibili con la fede nicena.
Nell'elenco dei partecipanti Eusebio compare esplicitamente come Eusebius episcopus Bononiensis, immediatamente dopo Valeriano di Aquileia e Ambrogio di Milano. La sua presenza non è quindi una semplice ricostruzione posteriore della tradizione bolognese, ma un dato documentario diretto.
Eusebio ebbe anche un ruolo attivo nella discussione. Gli atti conservano suoi interventi nel corso del dibattito e la sua firma compare tra quelle dei vescovi che approvarono la condanna di Palladio e Secondino. Palladio, dal canto suo, lo accusò polemicamente di agire come una sorta di assessor di Ambrogio, cioè come suo stretto collaboratore nell'assemblea. L'episodio costituisce una testimonianza significativa sia dell'impegno di Eusebio sia dei suoi rapporti con il potente vescovo milanese.
Il concilio si colloca nel momento in cui, dopo il concilio di Costantinopoli del 381, la controversia ariana continuava a essere un problema rilevante nelle Chiese dell'Occidente. La partecipazione di Eusebio mostra che la Chiesa bolognese era pienamente inserita nella rete ecclesiastica dell'Italia settentrionale e manteneva stretti rapporti con l'area milanese.

L'amicizia con sant'Ambrogio
La figura di Eusebio emerge soprattutto attraverso sant'Ambrogio. Il vescovo di Milano lo conosceva personalmente e ne apprezzava l'attività pastorale.
Nel De virginitate, parlando dell'opera di evangelizzazione e dell'educazione cristiana delle giovani, Ambrogio presenta Eusebio come un 'pescatore della Chiesa bolognese', particolarmente adatto a questo genere di pesca. L'immagine evangelica della pesca viene utilizzata per descrivere la capacità del vescovo di attirare le giovani verso la scelta della verginità consacrata.
La testimonianza è importante perché consente di cogliere un aspetto concreto dell'attività pastorale di Eusebio. A Bologna esisteva una comunità significativa di donne che sceglievano la vita verginale, e Ambrogio attribuisce al vescovo un ruolo importante nella promozione di questo ideale. Non si tratta quindi soltanto di un'immagine elogiativa: il passo lascia intravedere la presenza, nella Bologna del IV secolo, di forme organizzate di vita cristiana femminile ispirate all'ideale ascetico allora in forte sviluppo nell'Occidente latino.
L'episodio è particolarmente significativo anche nel quadro dei rapporti fra Bologna e Milano. Ambrogio aveva sviluppato una pastorale molto intensa sulla verginità e sulla consacrazione femminile, e la sua influenza raggiunse altre comunità dell'Italia settentrionale. Eusebio appare come uno dei vescovi che condivisero e applicarono questo orientamento nel proprio territorio.

Eusebio e la verginità consacrata
Alla figura di Eusebio è stata collegata anche l'opera ambrosiana De institutione virginis, tradizionalmente conosciuta come Ad Eusebium Institutio. Il testo fu composto probabilmente negli anni Novanta del IV secolo e riguarda la consacrazione di Ambrosia, giovane destinata alla vita verginale.
L'identificazione dell'Eusebio destinatario dell'opera con il vescovo di Bologna è stata sostenuta da diversi studiosi, ma non può essere considerata assolutamente certa. Le fonti che identificano i due personaggi non sono sufficientemente esplicite e la questione rimane discussa. Anche l'interpretazione delle lettere 54 e 55 di Ambrogio, che alcuni hanno attribuito allo stesso Eusebio bolognese, presenta difficoltà e non deve essere trasformata in un dato sicuro.
Il punto storicamente più solido rimane invece quello attestato direttamente dal De virginitate: Ambrogio conosceva Eusebio di Bologna e gli attribuiva una particolare capacità nell'incoraggiare le giovani alla consacrazione verginale. Questo elemento è sufficiente per riconoscere nel vescovo bolognese un protagonista della pastorale ascetica dell'Italia settentrionale tardoantica.

Le origini e la fine della vita
Nulla di sicuro può essere detto sulla nascita di Eusebio, sulla sua famiglia o sulla sua eventuale formazione ecclesiastica. Non conosciamo nemmeno le circostanze della sua morte.
La data intorno al 390, tradizionalmente riportata per la sua morte, deve essere considerata approssimativa. Essa deriva soprattutto dalla collocazione cronologica dell'episcopato e dalla successione dei vescovi bolognesi. L'Elenco Renano pone dopo Eusebio Eustasio, mentre altre testimonianze permettono di collocare un vescovo con questo nome nella sede bolognese negli anni immediatamente successivi. L'ipotesi di una morte intorno al 390 è quindi plausibile, ma non documentata da un atto di morte o da una fonte contemporanea.
Non sono documentati né un martirio né particolari circostanze prodigiose legate alla sua morte. Eusebio deve pertanto essere considerato, sul piano storico, un vescovo della seconda metà del IV secolo morto probabilmente alla fine di quel secolo.

La memoria nella Chiesa bolognese
Un problema particolarmente interessante riguarda la storia del suo culto. Le fonti antiche della Chiesa bolognese non forniscono una testimonianza sicura di una venerazione immediatamente successiva alla morte di Eusebio. La tradizione agiografica che lo presenta come santo è documentata in epoca molto più tarda rispetto alla sua vita.
Questo dato non mette in discussione l'esistenza storica del vescovo. Al contrario, la sua presenza ad Aquileia nel 381 e le testimonianze di Ambrogio sono sufficientemente solide. Ciò che rimane incerto è la continuità del culto fra il IV secolo e la sua successiva attestazione liturgica.
Il cardinale Cesare Baronio inserì Eusebio nel Martirologio Romano al 26 settembre. La memoria è conservata anche nell'attuale tradizione del Martirologio Romano, che ricorda a Bologna Eusebio come vescovo e ne sintetizza l'impegno nella difesa della fede cattolica insieme ad Ambrogio e nella promozione della verginità tra le giovani.
La Chiesa di Bologna continua a inserirlo nell'elenco dei propri santi vescovi e ne indica la memoria al 26 settembre. Tuttavia, nel calendario liturgico bolognese attuale, Eusebio appartiene anche al gruppo dei vescovi antichi oggi commemorati insieme al protovescovo Zama il 28 settembre.

Una memoria costruita soprattutto sulla documentazione episcopale
La figura di Eusebio presenta quindi una caratteristica particolare. Non possediamo una biografia antica che racconti la sua vita in forma narrativa, ma disponiamo di due nuclei documentari di grande valore: gli atti del concilio di Aquileia e le testimonianze di Ambrogio.
Da questi testi emerge un vescovo impegnato nella difesa della fede nicena e nella pastorale delle comunità cristiane, strettamente collegato all'ambiente ecclesiale milanese. La sua importanza storica non dipende da episodi miracolosi o da una tradizione leggendaria, ma dal ruolo concreto che esercitò nella Chiesa dell'Italia settentrionale del IV secolo.
La successiva memoria liturgica ha conservato soprattutto questi due aspetti: la difesa della fede contro l'arianesimo e l'impegno nella promozione della verginità consacrata. Sono precisamente gli elementi che il Martirologio Romano ha mantenuto nella commemorazione del 26 settembre.

Il problema dell'identificazione con Eusebio fratello di Cromazio
Una questione storiografica di particolare interesse riguarda la possibile identificazione del vescovo bolognese con Eusebio, fratello di san Cromazio di Aquileia.
Eusebio, fratello di Cromazio, è documentato negli anni Settanta del IV secolo come diacono della Chiesa di Aquileia. La cronologia ha portato alcuni studiosi, soprattutto in età moderna, a ipotizzare che egli sia successivamente divenuto vescovo di Bologna. L'ipotesi fu sostenuta anche da Prosper Lambertini, il futuro Benedetto XIV, e ripresa nella tradizione erudita bolognese.
L'identificazione, tuttavia, non è dimostrata. Le fonti che documentano Eusebio di Aquileia come fratello di Cromazio lo presentano ancora come diacono negli anni in cui la carriera episcopale del bolognese Eusebio appare già possibile. Inoltre, le informazioni di Ambrogio sulla condizione personale del destinatario delle sue opere sulla verginità hanno suscitato ulteriori difficoltà interpretative. La prudenza storica impone quindi di considerare l'identificazione come un'ipotesi, non come un fatto biografico acquisito.

Eusebio e la rete ecclesiale dell'Italia settentrionale
La partecipazione ad Aquileia dimostra che Bologna non era una sede isolata. Eusebio era inserito nella rete di rapporti che univa le Chiese dell'Italia settentrionale, con particolare intensità nei confronti di Milano.
La collaborazione con Ambrogio è significativa anche dal punto di vista storico-religioso: nella seconda metà del IV secolo i vescovi svolgevano un ruolo crescente non soltanto nella difesa dottrinale, ma anche nell'organizzazione della vita cristiana, nella formazione delle comunità e nella promozione dell'ascetismo. Eusebio rappresenta bene questa trasformazione della figura episcopale.

Curiosità
- Negli atti del concilio di Aquileia del 381 Eusebio compare con la denominazione esplicita di Eusebius episcopus Bononiensis, una delle testimonianze più antiche e sicure sull'esistenza della sede episcopale bolognese in età tardoantica.
- Sant'Ambrogio utilizza per Eusebio l'immagine del 'pescatore della Chiesa bolognese', riferendosi alla sua capacità di attirare le giovani verso l'ideale della verginità consacrata.
- La memoria liturgica del 26 settembre è oggi affiancata, nel calendario della Chiesa di Bologna, dalla commemorazione comune degli antichi vescovi bolognesi con san Zama il 28 settembre.

Cronologia
- IV secolo: nascita di Eusebio, in luogo e data non documentati.
- Seconda metà del IV secolo: Eusebio diviene vescovo di Bologna; gli estremi esatti dell'episcopato non sono noti.
- 381: partecipa al concilio di Aquileia come Eusebius episcopus Bononiensis e interviene nel dibattito contro Palladio e Secondino.
- Fine del IV secolo: Ambrogio ricorda l'attività pastorale di Eusebio nella promozione della verginità tra le giovani cristiane di Bologna.
- Probabilmente intorno al 390: morte di Eusebio, secondo la tradizionale ricostruzione cronologica, senza una testimonianza diretta che permetta di fissare la data.
- Fine del XVI secolo: compaiono le prime attestazioni tarde del culto di Eusebio come santo secondo la tradizione bolognese.
- 26 settembre: Cesare Baronio inserisce Eusebio nel Martirologio Romano.
- Età contemporanea: la Chiesa di Bologna conserva la memoria di Eusebio tra i propri santi vescovi e lo ricorda liturgicamente il 26 settembre.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Eusebio e il suo episcopato bolognese sono solidamente attestati dalla partecipazione al concilio di Aquileia del 381, dove gli atti lo identificano esplicitamente come vescovo di Bologna.
- La sua collaborazione con sant'Ambrogio e il suo impegno nella promozione della verginità consacrata sono documentati direttamente dalle opere ambrosiane, soprattutto dal De virginitate.
- L'inserimento di Eusebio al quinto posto dell'Elenco Renano conferma la sua collocazione nella successione episcopale bolognese, anche se il catalogo conservato è molto più tardo rispetto al IV secolo.
- L'episcopato viene generalmente collocato nella seconda metà del IV secolo e la morte intorno al 390, ma gli estremi cronologici non sono documentati con precisione.
- Non è storicamente dimostrato che Eusebio di Bologna sia lo stesso Eusebio, fratello di san Cromazio di Aquileia. L'identificazione è un'ipotesi erudita antica e moderna, ma rimane controversa.
- Anche l'identificazione dell'Eusebio destinatario del De institutione virginis con il vescovo bolognese è possibile, ma non sufficientemente certa da essere presentata come dato biografico acquisito.
- La documentazione antica non permette di ricostruire una continuità certa del culto immediatamente dopo la morte. La venerazione come santo è attestata con sicurezza in epoca molto più tarda e la sua presenza nel Martirologio Romano costituisce una tappa decisiva nella stabilizzazione della memoria liturgica.
- La figura storicamente più solida è quindi quella di un vescovo bolognese del IV secolo, vicino all'ambiente di Ambrogio, attivo nella difesa della fede nicena e nella pastorale ascetica. La successiva tradizione del culto deve essere distinta dalla documentazione relativa alla sua vita.

Fonti e bibliografia essenziale
- Ambrogio di Milano, De virginitate, 20, 129-130, per la testimonianza sull'attività di Eusebio nella Chiesa bolognese e sulla promozione della verginità.
- Ambrogio di Milano, Epistulae, atti del concilio di Aquileia del 381, in particolare la sezione contenente gli interventi e le sottoscrizioni dei vescovi, dove compare Eusebius episcopus Bononiensis.
- Acta Concilii Aquileiensis del 381, per la partecipazione di Eusebio alla controversia contro Palladio di Ratiaria e Secondino.
- Elenco Renano dei vescovi di Bologna, tradizione manoscritta medievale, per la successione episcopale e la collocazione di Eusebio al quinto posto.
- Martyrologium Romanum, 26 settembre, per la memoria liturgica di sant'Eusebio vescovo di Bologna.
- Prosper Lambertini, Annotazioni sopra gli Atti d'alcuni Santi, de' quali si celebra l'Offizio e la Messa, per lo più senza le Lezioni proprie, nella diocesi di Bologna, Bologna, 1740, per la discussione erudita sulla tradizione bolognese relativa a Eusebio.
- Angelo Di Berardino, 'Eusebio, santo', in Enciclopedia dei Papi, Treccani, 2000, per il quadro storico-critico delle fonti relative agli Eusebi della tarda antichità e per la valutazione delle identificazioni controverse.
- G. Spinelli, studio sui rapporti fra Eusebio di Bologna, Cromazio e l'ambiente ecclesiale aquileiese, per la discussione moderna dell'ipotesi di identificazione con il fratello di Cromazio.
- Chiesa di Bologna, elenco ufficiale dei santi e beati dell'arcidiocesi, per la memoria liturgica attuale di Eusebio e la commemorazione comune degli antichi vescovi bolognesi.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-15

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