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† Massa Martana, Umbria, III-IV sec.
La tradizione agiografica li presenta come due cristiani provenienti dall’Oriente, giunti a Roma durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiano e successivamente trasferitisi verso l’Umbria, dove sarebbero stati arrestati e decapitati nella Civitas Martana, presso Todi. La loro Passio, conservata in due redazioni e classificata nella Bibliotheca Hagiographica Latina, contiene tuttavia numerosi elementi meravigliosi e presenta caratteristiche che hanno portato gli studiosi a considerarla una composizione agiografica tarda, probabilmente del IX secolo, costruita sul modello di altre narrazioni di martiri orientali. Per questo motivo i particolari relativi alla loro origine, ai viaggi, agli interrogatori, ai supplizi e alle circostanze della morte non possono essere trattati come dati biografici sicuramente storici. Più consistente è invece la documentazione relativa alla memoria cultuale dei due martiri nel territorio tudertino. L’abbazia a loro dedicata presso Massa Martana conserva infatti un’antica tradizione sepolcrale e una testimonianza epigrafica che ricorda Fidenzio e Terenzio come persone sepolte nel luogo. La loro memoria si sviluppò inoltre a Bassano in Teverina, dove le reliquie attribuite ai due martiri furono trasferite nel XVII secolo.
Etimologia: Dal latino Fidentius, collegato a fidens, ‘fiducioso’, oppure a fidentia, ‘fiducia’, ‘sicurezza’; dal latino Terentius, nome personale romano collegato alla gens Terentia
Emblema: Palma
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Le notizie sulla vita di Fidenzio e Terenzio sono estremamente scarse e dipendono in larga misura dalla tradizione agiografica. La fonte principale è costituita da due redazioni della loro Passio, oggi catalogate nella Bibliotheca Hagiographica Latina con le sigle BHL 2927b e BHL 2927c. La presenza di due recensioni mostra che la tradizione narrativa ebbe una propria trasmissione testuale, ma non rende automaticamente storici gli episodi che esse raccontano. Secondo la Passio, Fidenzio e Terenzio sarebbero giunti a Roma dall’Oriente durante il regno congiunto di Diocleziano e Massimiano. Le fonti tarde li presentano come provenienti da Calcedonia, indicata nel testo agiografico come parte della Siria, oppure più genericamente dalla Siria o dalla Cappadocia nelle tradizioni successive. Già questa oscillazione geografica costituisce un elemento di cautela, perché la narrazione non offre una base sufficientemente solida per ricostruire l’origine dei due martiri. La Passio attribuisce ai due uomini il desiderio di affrontare il martirio. Arrestati dalle autorità imperiali, sarebbero stati sottoposti a torture e al supplizio del fuoco, dal quale sarebbero usciti miracolosamente illesi. In seguito sarebbero stati condotti fuori Roma per essere decapitati.
Gli episodi meravigliosi della Passio Il racconto prosegue con una serie di episodi apertamente agiografici. Mentre Fidenzio e Terenzio erano condotti verso il luogo dell’esecuzione, alcuni orsi avrebbero aggredito e ucciso i soldati incaricati della loro custodia. Un angelo avrebbe quindi nascosto i due martiri in una grotta o cripta, permettendo loro di sfuggire alla cattura. Successivamente essi sarebbero stati guidati verso l’Umbria. Questi episodi appartengono chiaramente alla costruzione narrativa della Passio e non possono essere utilizzati come testimonianze indipendenti sugli avvenimenti. La loro struttura presenta infatti significative analogie con altre passioni di martiri, nelle quali il prodigioso intervento divino protegge il protagonista fino al momento stabilito per il martirio. Gli studi storico-agiografici hanno osservato in particolare la somiglianza della Passio di Fidenzio e Terenzio con narrazioni relative ai Dodici fratelli siri e ai santi Mauro e Felice. La tradizione della Passio è stata quindi considerata una composizione agiografica tarda, riconducibile probabilmente al IX secolo.
Il martirio nella Civitas Martana Dopo la fuga da Roma, secondo il racconto, Fidenzio e Terenzio sarebbero stati nuovamente catturati nei pressi di Todi. La Passio colloca il martirio in civitate Martana, località identificata dalla tradizione con il territorio dell’attuale Massa Martana. La data indicata è il 27 settembre. I due sarebbero stati decapitati e sepolti nel luogo del martirio. Anche questo particolare deve essere distinto dalla documentazione storica: la data del 27 settembre è anticamente entrata nella tradizione liturgica dei due martiri, mentre le circostanze precise dell’esecuzione dipendono dalla Passio. Il Martyrologium Romanum ricorda infatti Fidenzio e Terenzio come martiri di Todi sotto Diocleziano e ne celebra la memoria il 27 settembre. La presenza nel Martirologio conferma la continuità della loro memoria liturgica, ma non costituisce una verifica indipendente degli episodi narrati nella Passio.
La memoria presso Massa Martana Il legame fra Fidenzio e Terenzio e il territorio di Massa Martana è particolarmente importante per la storia del loro culto. Presso l’attuale abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio esiste una cripta di origine altomedievale e nella chiesa è conservata un’iscrizione che recita ‘+ BEATUS FIDENTIUS ET TERENTIUS HIC REQUIESCUNT’, cioè ‘il beato Fidenzio e Terenzio qui riposano’. L’iscrizione è stata generalmente riferita all’alto Medioevo, anche se la sua precisa datazione deve essere trattata con prudenza. Questa testimonianza non permette di ricostruire la vita dei due martiri, ma è importante per la storia della loro memoria. Dimostra infatti che il luogo associato alla loro sepoltura era già caratterizzato dalla venerazione dei due santi in epoca medievale. L’edificio attuale dell’abbazia è il risultato di diverse fasi costruttive. Una prima struttura cultuale sembra essere stata collegata al luogo considerato sepolcro dei martiri; il complesso monastico ebbe poi una presenza benedettina e divenne una delle istituzioni religiose del territorio tudertino. La diocesi di Todi ricorda l’abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio fra gli antichi insediamenti benedettini della zona. La chiesa fu successivamente trasformata e ampliata. La costruzione conserva importanti elementi altomedievali reimpiegati nelle strutture posteriori, mentre la cripta rappresenta una delle testimonianze più significative della fase antica del complesso. L’altare, secondo la tradizione locale, è collegato al sarcofago dei due martiri.
Le reliquie e il culto a Bassano in Teverina Un’importante fase della storia del culto si verificò nel XVII secolo. Il cardinale Francesco Boncompagni, abate dell’abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio, ottenne nel 1629 la possibilità di estrarre reliquie attribuite ai due martiri. Le reliquie furono quindi trasferite a Bassano, presso l’attuale Bassano in Teverina. La tradizione locale collega a questo trasferimento la successiva affermazione dei due santi come patroni della comunità. La documentazione relativa al trasferimento presenta però alcune divergenze cronologiche nelle ricostruzioni moderne. Le fonti più attendibili consultate indicano il 1629 per l’estrazione e la traslazione delle reliquie, mentre una tradizione locale collega al 1625 un decreto del vescovo di Civita Castellana-Orte Angelo Gozzadini relativo alla celebrazione del 27 settembre. È quindi opportuno non confondere i due eventi. A Bassano in Teverina il culto dei due martiri si consolidò nei secoli successivi. Le reliquie attribuite a Fidenzio e Terenzio sono conservate nella chiesa dell’Immacolata Concezione, mentre una chiesa dedicata ai due santi documenta la continuità della loro devozione locale. Il patrimonio artistico della comunità comprende inoltre raffigurazioni dei due martiri e una tela del 1875 di Antonio Petriglia raffigurante il loro martirio.
La questione dell’identità di Terenzio Uno dei principali problemi storico-critici riguarda l’identità di Terenzio. Il nome era infatti molto diffuso nell’antichità cristiana e numerosi santi chiamati Terenzio sono attestati in differenti località. Nel caso del martire venerato con Fidenzio a Todi è stata avanzata l’ipotesi che egli possa essere identificato con Terenziano, figura venerata a Todi il 1° settembre. Questa proposta non può tuttavia essere considerata dimostrata. La documentazione disponibile non permette di stabilire con certezza che Terenzio del 27 settembre e Terenziano di Todi siano la stessa persona. Al contrario, la possibilità che tradizioni diverse siano state successivamente sovrapposte rappresenta uno degli aspetti da tenere presenti nell’interpretazione della Passio. Anche Fidenzio presenta un problema di omonimia. Esiste infatti un altro san Fidenzio, tradizionalmente identificato come vescovo di Padova e celebrato il 16 novembre. Non vi sono elementi sufficienti per collegare le due figure. La distinzione è quindi necessaria per evitare contaminazioni fra tradizioni agiografiche differenti.
La Passio e la critica agiografica La Passio di Fidenzio e Terenzio rappresenta un caso significativo di come la tradizione agiografica possa conservare la memoria di un culto antico senza fornire necessariamente una biografia storicamente affidabile. Le due redazioni note sono registrate nella Bibliotheca Hagiographica Latina come BHL 2927b e BHL 2927c. Il racconto contiene numerosi motivi convenzionali delle passioni dei martiri e la critica agiografica lo considera una composizione tarda, probabilmente del IX secolo. La presenza di una Passio tarda non significa necessariamente che il culto sia stato inventato nello stesso periodo. Al contrario, la tradizione locale presenta elementi che possono essere anteriori alla redazione della Passio, soprattutto per quanto riguarda la memoria sepolcrale presso Massa Martana. È quindi necessario distinguere tra la possibile antichità del culto e la tarda elaborazione narrativa della vita dei due martiri.
Il complesso cultuale di Massa Martana L’abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio costituisce uno degli elementi più importanti per comprendere la storia della loro memoria. La presenza di una cripta, di materiali altomedievali e dell’iscrizione relativa ai due santi mostra come il luogo sia stato stabilmente associato alla loro venerazione. Il complesso ebbe inoltre una funzione ecclesiastica significativa nel territorio tudertino e fu sede di una comunità benedettina. La documentazione architettonica è dunque particolarmente importante perché consente di studiare il culto indipendentemente dai dettagli narrativi della Passio. La storia dell’edificio non dimostra le circostanze del martirio, ma documenta la persistenza della memoria dei due santi nel territorio.
Il culto a Bassano in Teverina Il trasferimento delle reliquie attribuite ai due martiri nel XVII secolo contribuì alla formazione di un secondo importante centro cultuale. A Bassano in Teverina Fidenzio e Terenzio divennero patroni della comunità e la loro festa assunse una forte dimensione religiosa e civile. La chiesa dedicata ai due martiri conserva testimonianze artistiche della devozione locale, mentre nella chiesa dell’Immacolata Concezione sono conservate le reliquie attribuite ai patroni. Il culto è documentato ancora oggi nella celebrazione annuale della festa del 27 settembre.
Curiosità - La Passio contiene l’episodio singolare degli orsi che avrebbero aggredito i soldati incaricati di condurre Fidenzio e Terenzio al supplizio. Si tratta di un elemento narrativo agiografico e non di un fatto storicamente verificabile. - Nella cripta dell’abbazia presso Massa Martana è conservata l’iscrizione ‘+ BEATUS FIDENTIUS ET TERENTIUS HIC REQUIESCUNT’, una delle testimonianze più significative della tradizione sepolcrale legata ai due santi. - La tradizione relativa all’origine orientale dei due martiri presenta formulazioni differenti: alcune fonti parlano di Siria, altre di Cappadocia, mentre la Passio è stata trasmessa con il riferimento a Calcedonia. Questa variabilità rende prudente qualsiasi ricostruzione della loro provenienza geografica. - I due santi sono rappresentati come soldati romani nell’iconografia di Bassano in Teverina. Fidenzio porta generalmente la palma del martirio, mentre Terenzio è rappresentato con un vessillo. - Una tela del 1875 raffigurante il Martirio dei Santi Fidenzio e Terenzio, opera di Antonio Petriglia, fu commissionata dalla confraternita dei due santi di Bassano in Teverina.
Cronologia - III-IV secolo: epoca tradizionalmente attribuita alla vita e al martirio di Fidenzio e Terenzio sotto Diocleziano; la cronologia non è verificabile nei dettagli. - IX secolo circa: probabile epoca di composizione della Passio secondo la critica storico-agiografica. - Alto Medioevo: testimonianza della memoria sepolcrale dei due martiri presso l’attuale abbazia di Massa Martana, documentata anche dall’iscrizione della cripta. - Medioevo: sviluppo dell’abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio e della relativa memoria cultuale nel territorio tudertino. - 27 settembre: data tradizionale del martirio e memoria liturgica dei due santi. - 1629: estrazione e trasferimento di reliquie attribuite ai due martiri verso Bassano, secondo la documentazione locale e regionale. - XVII secolo: consolidamento del culto di Fidenzio e Terenzio a Bassano in Teverina. - 1875: Antonio Petriglia realizza per la confraternita di Bassano in Teverina la tela raffigurante il Martirio dei Santi Fidenzio e Terenzio. - Età contemporanea: Fidenzio e Terenzio continuano a essere venerati come patroni di Bassano in Teverina.
Valutazione storico-critica - La documentazione biografica diretta è molto scarsa. I principali particolari della vita e del martirio dipendono dalla Passio, trasmessa in due redazioni e considerata dalla critica una composizione agiografica tarda, probabilmente del IX secolo. - Non è storicamente verificabile l’origine orientale dei due martiri, né è possibile stabilire con certezza se provenissero dalla Siria, dalla Cappadocia o da Calcedonia. Le diverse formulazioni della tradizione suggeriscono cautela. - Gli episodi del fuoco, degli orsi, dell’intervento angelico e delle successive catture appartengono alla struttura narrativa della Passio e non possono essere utilizzati come dati biografici documentati. - La tradizione del martirio a Todi o nel territorio della Civitas Martana è antica nella memoria locale, ma le circostanze precise della morte e la data del 27 settembre dipendono dalla tradizione agiografica. La data è tuttavia stabilmente conservata dalla memoria liturgica e dal Martyrologium Romanum. - Particolarmente importante è la tradizione sepolcrale presso Massa Martana. L’iscrizione della cripta che nomina Fidenzio e Terenzio costituisce una testimonianza della memoria cultuale e sepolcrale, ma non consente da sola di ricostruire la loro biografia. - L’identificazione di Terenzio con Terenziano, venerato a Todi il 1° settembre, è un’ipotesi storiografica non dimostrata. Deve pertanto essere mantenuta distinta dal dato liturgico relativo ai due martiri del 27 settembre. - Anche Fidenzio deve essere distinto dall’omonimo vescovo di Padova, celebrato il 16 novembre. Non esistono elementi sufficienti per considerare le due figure una sola persona. - Il dato storicamente più consistente riguarda quindi la continuità del culto: la memoria dei due martiri è attestata nel territorio di Massa Martana e successivamente a Bassano in Teverina, dove le reliquie attribuite a Fidenzio e Terenzio alimentarono un culto patronale ancora vivo. - Nel complesso, Fidenzio e Terenzio possono essere considerati figure della tradizione martiriale tudertina la cui memoria cultuale è meglio documentata della biografia. La distinzione fra persona storica e costruzione agiografica è pertanto essenziale per una loro corretta presentazione.
Fonti e bibliografia essenziale - Bibliotheca Hagiographica Latina, BHL 2927b, Passio sanctorum Fidentii et Terentii. - Bibliotheca Hagiographica Latina, BHL 2927c, Passio sanctorum Fidentii et Terentii. - Martyrologium Romanum, memoria di Fidentius et Terentius, martiri di Todi, 27 settembre. - F. Carafa, ‘Fidenzio e Terenzio’, in Bibliotheca Sanctorum, vol. V, Roma, 1964, p. 678. - F. Carafa, voce relativa a Terenzio, in Bibliotheca Sanctorum, vol. XII, Roma, 1969, p. 378. - S. Boesch Gaiano, L. Pani Ermini (a cura di), I santi patroni del Lazio. IV. La Provincia di Viterbo, tomo I, Roma, 2008, pp. 47-53. - Francesco Campagnani, studi sulla storia dell’abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio e del culto dei due martiri nel territorio di Massa Martana e di Bassano in Teverina. - Dizionario Storico Biografico della Tuscia, voci Fidenzio e Terenzio, a cura di Luciano Osbat, Cersal. - Institut de Recherche et d’Histoire des Textes, Légendiers latins, dossier BHL relativo a Fidentius et Terentius. - Regione Umbria, documentazione storico-turistica sull’abbazia dei Santi Fidenzio e Terenzio di Massa Martana. - Diocesi di Orvieto-Todi, documentazione storica relativa al territorio e alle antiche istituzioni ecclesiastiche della diocesi. Autore: Giampietro Cattini
Esistono due recensioni della passio di Fidenzio e Terenzio secondo la quale essi sarebbero venuti a Roma ex Calced ona Syriae, per desiderio del martirio, durante l'impero di Diocleziano e Massimiano. Arrestati e sottoposti a tormenti e al supplizio del fuoco, ne uscirono illesi. Mentre venivano condotti fuori Roma per esser decapitati in luogo a tutti ignoto, alcuni orsi sbranarono i soldati ed essi furono da un angelo nascosti in una cripta, donde poi furono guidati verso l'Umbria. Ripresi presso Todi in civitate Martana furono decapitati un 27 settembre. Sul loro sepolcro fu eretta una chiesa che ancora si vede presso Massa Martana.
Questa passio non è che una favola redatta verso il sec. IX sulla falsariga di quella dei dodici fratelli siri e di quella dei ss. Mauro e Felice.
Il Lanzoni fa presente che il Terenzio di Todi potrebbe essere il medesimo santo omonimo di Luni e di Pesaro. Il Delehaye, dopo aver osservato che di questi santi non si hanno notizie, all'infuori di quelle forniteci dalla favolosa passio, fa osservare come il 1 settembre a Todi si commemora Terenziano, avanzando l'ipotesi che il Terenzio del 27 settembre non sia altro che uno sdoppiamento del vescovo tudertino.
Le relique dei due santi sarebbero state asportate da Teodorico di Metz, nel 970, come narra Sigeberto di Gembloux nella sua Vita. Fidenzio e Terenzio sono ricordati nel Martirologio Romano alla data del 27 settembre.
Autore: Filippo Caraffa
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