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† Auxerre, Francia, tradizionalmente il 29 settembre, nel V sec.
Fu vescovo di Auxerre nella seconda metà del V secolo ed è una delle figure più enigmatiche dell'antica successione episcopale della città. La sua esistenza è però sostenuta da testimonianze indipendenti dalla tarda narrazione agiografica: il suo nome compare infatti nel Martyrologium Hieronymianum alla data del 29 settembre con l'indicazione della sua depositio, mentre la lista degli antichi vescovi di Auxerre lo colloca tra Alodio e Censurio. Questi dati permettono di considerarlo un personaggio storico, ma non consentono di ricostruirne una biografia vera e propria. Una fonte medievale, la Gesta episcoporum Autissiodorensium, racconta che Fraterno sarebbe stato consacrato vescovo e ucciso dai barbari nello stesso giorno, identificando così la sua morte con un martirio. Questo particolare, tuttavia, non è confermato dalle testimonianze più antiche e deve essere considerato con prudenza. Anche la data della morte rimane incerta: il 29 settembre è solidamente attestato come giorno della sua memoria e della depositio, ma non permette da solo di stabilire l'anno. La tradizione successiva collegò inoltre Fraterno al presbitero Saturno ricordato nella memoria di san Germano, identificazione che non può essere considerata certa.
Martirologio Romano: A Auxerre nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Fraterno, vescovo.
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La prima difficoltà nello studio di Fraterno (in latino Fraternus, in francese Fraterne) riguarda la cronologia. San Germano di Auxerre morì nel 448 e gli succedette Alodio. Fraterno compare nella successione episcopale immediatamente dopo Alodio e prima di Censurio. La documentazione disponibile non permette tuttavia di stabilire con precisione gli anni del suo episcopato. L'antica lista episcopale conservata nelle Gesta episcoporum Autissiodorensium gli dedica appena poche righe, mentre per altri vescovi della stessa successione fornisce informazioni molto più ampie. Il dato più importante per la cronologia successiva è costituito da Censurio. Il vescovo di Auxerre è attestato in rapporto con il sacerdote Costanzo di Lione, autore della Vita Germani, e compare nella corrispondenza di Sidonio Apollinare negli anni Settanta del V secolo. Una lettera di Sidonio a Censurio è generalmente utilizzata per collocare il suo episcopato intorno al 475. Ne consegue che Fraterno dovette precederlo nella sede di Auxerre e che la datazione proposta talvolta per la morte di Fraterno intorno al 450 o al 451 non può essere considerata sicura. La stessa successione episcopale è confermata dalla tradizione locale: Fraterno è posto tra Alodio e Censurio sia nelle Gesta sia nei repertori storici della diocesi. La sua collocazione nella lista, dunque, è molto più sicura delle date precise generalmente attribuitegli.
La testimonianza del Martyrologium Hieronymianum La testimonianza più importante per la memoria antica di Fraterno si trova nel Martyrologium Hieronymianum. Alla voce del 29 settembre compare la formula: 'Antissiodoro depositio Fraterni episcopi'. Il testo non racconta la sua vita, non descrive il modo della morte e non parla di persecuzioni. Attesta invece che ad Auxerre, il 29 settembre, si commemorava la depositio del vescovo Fraterno. La formula è significativa perché mostra che la memoria liturgica di Fraterno è antica e strettamente legata alla città episcopale di Auxerre. Anche i martirologi medievali derivati o collegati alla tradizione geronimiana conservarono questa memoria. Rabanus Maurus, nel suo Martyrologium, registra al 29 settembre la depositio di Fraterno ad Auxerre. La sua testimonianza, pur essendo posteriore al Martyrologium Hieronymianum, conferma la continuità della memoria liturgica.
Il racconto delle Gesta Molto più particolareggiato, ma anche molto più problematico, è il racconto delle Gesta episcoporum Autissiodorensium. L'opera, nella forma trasmessa dalla tradizione manoscritta e pubblicata nella Patrologia Latina, appartiene alla storiografia episcopale medievale e non è una testimonianza contemporanea a Fraterno. La sezione dedicata al santo è estremamente breve: afferma che Fraterno 'sedit die 1', cioè rimase alla guida della diocesi un solo giorno, e che proprio nel giorno della sua ordinazione episcopale fu ucciso dai barbari. La morte viene collocata al 29 settembre e la sepoltura nella chiesa di San Germano. Il racconto deve però essere utilizzato criticamente. La stessa opera attribuisce ad Alodio un episcopato di oltre trent'anni e aggiunge poi dieci anni durante i quali Auxerre sarebbe rimasta senza vescovo a causa delle incursioni barbariche. Questi dati generano una cronologia difficilmente conciliabile con le testimonianze esterne relative a Censurio. La narrazione delle Gesta conserva quindi una tradizione locale importante per la storia della memoria episcopale di Auxerre, ma non può essere utilizzata senza riserve per ricostruire la cronologia effettiva di Fraterno.
Il presunto martirio La tradizione medievale presenta Fraterno come vittima dei barbari. Secondo le Gesta, sarebbe stato ucciso proprio nel giorno della consacrazione episcopale. Non sono però disponibili, allo stato della documentazione esaminata, fonti contemporanee che descrivano l'episodio. Questo punto è particolarmente importante perché la qualifica di martire non compare nella breve formula del Martyrologium Hieronymianum, che si limita a ricordare la depositio del vescovo. La tradizione del martirio è dunque documentata in una fonte medievale, mentre la testimonianza liturgica più antica disponibile attesta semplicemente il vescovo e la sua commemorazione. Anche la formulazione attuale della memoria liturgica italiana è significativa. La CEI, nel riportare il Martirologio Romano per il 29 settembre, presenta infatti 'A Auxerre nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Fraterno, vescovo', senza aggiungere il titolo di martire. Alcune edizioni e tradizioni precedenti del Martirologio Romano lo qualificavano invece come vescovo e martire. La differenza riflette il diverso grado di cautela con cui la tradizione del martirio è stata recepita.
Fraterno e Saturno Una tradizione più recente ha identificato Fraterno con Saturno, il sacerdote che secondo la Vita Germani e la tradizione di Auxerre era stato associato a san Germano e aveva esercitato funzioni di governo della comunità durante l'assenza del vescovo. L'identificazione è stata proposta perché Saturno apparteneva alla cerchia di Germano e, secondo la tradizione locale, avrebbe avuto un ruolo nella continuità della Chiesa di Auxerre. Tuttavia, non esiste una testimonianza antica che chiami esplicitamente Saturno 'Fraternus'. La stessa tradizione moderna presenta quindi l'identificazione come una possibilità, non come un dato acquisito. È pertanto preferibile mantenere distinti i due nomi nella ricostruzione storica e ricordare l'identificazione soltanto come ipotesi della tradizione.
La sepoltura nella basilica di Saint-Germain La memoria di Fraterno rimase strettamente collegata alla basilica di Saint-Germain d'Auxerre. Le Gesta affermano che fu sepolto nella chiesa di san Germano insieme ad altri vescovi della diocesi. La tradizione della presenza delle sue reliquie nella basilica è ulteriormente attestata dalla documentazione medievale relativa alla sistemazione della cripta. Nel racconto di Erico di Auxerre, relativo alla sistemazione delle reliquie dei santi della chiesa di Saint-Germain, Fraterno compare tra i vescovi le cui reliquie furono riunite attorno alla tomba di Germano. È ricordato esplicitamente come 'Fraternus', vescovo e martire. La testimonianza dimostra soprattutto l'inserimento di Fraterno nella memoria cultuale della comunità di Saint-Germain in età carolingia. La storia delle reliquie non permette però di ricostruire con certezza le vicende materiali del corpo dal V al IX secolo. È quindi opportuno distinguere la tradizione della sepoltura ad Auxerre, ben radicata nella memoria locale, dalle informazioni precise sui trasferimenti e sull'identificazione dei resti.
La memoria nella Chiesa di Auxerre Fraterno occupa così una posizione particolare nella memoria episcopale di Auxerre. La sua figura non è accompagnata da una Vita antica e autonoma, né sono noti scritti attribuibili a lui. La sua importanza storica deriva principalmente da tre elementi convergenti: la presenza nella successione episcopale di Auxerre, la memoria liturgica del 29 settembre e la successiva tradizione cultuale legata alla basilica di Saint-Germain. La documentazione relativa agli altri vescovi della stessa Chiesa mostra inoltre come la sede di Auxerre possedesse una forte coscienza della propria successione episcopale. Le Gesta episcoporum Autissiodorensium, pur contenendo elementi cronologicamente problematici, conservano per Fraterno una memoria che si integra nella serie dei vescovi venerati nella basilica di Saint-Germain.
La crisi della Gallia nel V secolo Fraterno appartiene alla generazione di vescovi che guidarono le Chiese della Gallia durante la progressiva trasformazione dell'ordine romano. Auxerre si trovava in una regione attraversata dalle profonde trasformazioni politiche e militari del V secolo, quando il controllo imperiale sull'Occidente si indebolì e diversi gruppi barbarici acquisirono un ruolo crescente. La tradizione delle Gesta inserisce esplicitamente la morte di Fraterno nel quadro delle incursioni barbariche. Il riferimento è storicamente plausibile nel contesto generale del periodo, ma non permette di attribuire con certezza l'uccisione di Fraterno a un particolare popolo o a una specifica spedizione militare. In particolare, l'associazione con gli Unni guidati da Attila, presente in alcune ricostruzioni moderne e divulgative, non è sufficientemente documentata per essere presentata come fatto storico.
La Vita Germani e l'ambiente episcopale di Auxerre Un'importante testimonianza indiretta sull'ambiente ecclesiastico nel quale si colloca Fraterno è la Vita Germani di Costanzo di Lione. L'opera fu composta nella seconda metà del V secolo e fu dedicata inizialmente a Patiens, vescovo di Lione; una seconda lettera di Costanzo la collega a Censurio, vescovo di Auxerre. La presenza di Censurio nella trasmissione della Vita costituisce una testimonianza contemporanea molto più vicina alla realtà storica della diocesi rispetto alle Gesta medievali. Proprio questo dato è utile per collocare Fraterno nella successione: Censurio era già attivo come vescovo negli anni Settanta del V secolo, mentre Fraterno lo precedeva nella sede. La sua attività episcopale deve pertanto essere collocata prima di quella di Censurio, anche se non è possibile stabilire un intervallo preciso.
Curiosità - Il nome latino Fraternus significa 'fraterno', 'che appartiene al fratello' o 'caratterizzato da fraternità'. - Fraterno è ricordato nel Martyrologium Hieronymianum non attraverso un racconto della sua morte, ma semplicemente attraverso la formula della sua depositio, cioè della commemorazione legata alla sepoltura. - La sua memoria è rimasta legata alla basilica di Saint-Germain d'Auxerre, dove la tradizione medievale collocava anche le reliquie di numerosi altri vescovi della diocesi. - L'identificazione con il sacerdote Saturno, benché ripresa da fonti moderne, rimane un'ipotesi e non un dato storicamente dimostrato.
Cronologia - 448: muore san Germano di Auxerre, termine cronologico fondamentale per la successione episcopale successiva. - Seconda metà del V secolo: deve essere collocato l'episcopato di Fraterno, prima di Censurio. - 29 settembre: il Martyrologium Hieronymianum registra ad Auxerre la depositio del vescovo Fraterno. - Intorno al 475: Censurio è già documentato come vescovo di Auxerre nei rapporti con Sidonio Apollinare e con Costanzo di Lione. - IX-X secolo: le Gesta episcoporum Autissiodorensium conservano la tradizione secondo cui Fraterno sarebbe stato ucciso dai barbari nello stesso giorno della sua consacrazione episcopale. - Età carolingia: la memoria di Fraterno è collegata alle reliquie dei vescovi di Auxerre conservate nella basilica di Saint-Germain.
Valutazione storico-critica - Esistenza storica: solida. Fraterno appartiene alla successione dei vescovi di Auxerre ed è attestato dalla tradizione episcopale locale e dal Martyrologium Hieronymianum. - Episcopato: certo nella sua realtà generale, ma non databile con precisione. La sua posizione tra Alodio e Censurio è meglio documentata delle date tradizionalmente proposte. - 29 settembre: il dato è molto antico e sicuro come giorno della memoria e della depositio; non consente però di determinare da solo l'anno della morte. - Martirio: la tradizione del martirio è attestata chiaramente nelle Gesta episcoporum Autissiodorensium, ma la fonte è molto posteriore e non fornisce una conferma contemporanea. Deve quindi essere presentata come tradizione agiografica, non come fatto definitivamente dimostrato. - Data della morte: le indicazioni oscillanti presenti nella tradizione moderna non consentono di fissare un anno preciso. La collocazione nella successione episcopale rende comunque problematica una morte già nel 450-451. - Attila e gli Unni: l'associazione del martirio di Fraterno con il passaggio degli Unni ad Auxerre non è sufficientemente documentata nelle fonti esaminate e non deve essere presentata come fatto certo. - Identificazione con Saturno: possibile secondo una tradizione moderna, ma non dimostrata dalle fonti antiche. - Culto: antico e storicamente documentato. La presenza del nome nel Martyrologium Hieronymianum e la successiva conservazione della memoria nella basilica di Saint-Germain mostrano una tradizione cultuale consolidata. - Reliquie: la tradizione di Auxerre le collega alla basilica di Saint-Germain, ma le diverse fasi della loro traslazione e identificazione non sono tutte documentabili con lo stesso grado di certezza. - Giudizio complessivo: la figura storica di Fraterno è meglio attestata della sua biografia. Sono solidi la sua esistenza come vescovo di Auxerre, il posto nella successione episcopale e la memoria liturgica del 29 settembre; restano invece problematici l'anno della morte, le circostanze precise del decesso e il carattere propriamente martiriale della sua morte.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Hieronymianum, ad diem 29 Septembris: 'Antissiodoro depositio Fraterni episcopi'. L'edizione e la tradizione del testo sono state utilizzate per verificare l'antica attestazione liturgica del santo. - Auctor incertus, De gestis episcoporum Antissiodorensium, cap. IX, in J.-P. Migne, Patrologia Latina, t. 138, col. 229: testimonianza medievale sulla successione episcopale, sulla morte e sulla sepoltura di Fraterno. - Constantius Lugdunensis, Vita Germani episcopi Autissiodorensis, nella tradizione edita da Wilhelm Levison, MGH, Scriptores rerum Merovingicarum, VII: fonte fondamentale per il contesto della Chiesa di Auxerre e per il rapporto tra Censurio e la Vita Germani. - Sidonius Apollinaris, Epistulae, in particolare la documentazione relativa a Censurio e alla Chiesa di Auxerre negli anni Settanta del V secolo. - Heiricus Autissiodorensis, Miracula sancti Germani, libro II, cap. XV: testimonianza medievale sulla sistemazione delle reliquie dei vescovi di Auxerre nella basilica di Saint-Germain, comprendente Fraterno. - Steffen Patzold, Episcopus: Wissen über Bischöfe im Frankenreich des späten 8. bis frühen 10. Jahrhunderts, Ostfildern, 2008: repertorio storico relativo alle Gesta pontificum Autissiodorensium e alla successione dei vescovi di Auxerre. - Levison, Wilhelm, studi sulla Vita Germani e sulle fonti relative a san Germano di Auxerre: utili per la cronologia di Censurio e per la valutazione della documentazione del V secolo. - Conférence des évêques de France, Nominis, voce 'Saint Fraterne': utile soprattutto per la tradizione francese relativa all'identificazione con Saturno e per la memoria liturgica.
Autore: Giampietro Cattini
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