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Roma, VI sec. - Canterbury, Kent, Inghilterra, 30 settembre 653
Sant’Onorio fu il quinto arcivescovo di Canterbury e uno degli ultimi protagonisti della prima generazione della missione romana inviata in Inghilterra da papa Gregorio Magno. Le informazioni sulla sua vita precedente all’episcopato sono molto scarse: le fonti medievali lo collegano all’ambiente romano e alla missione gregoriana, ma non consentono di ricostruirne con sicurezza né la data di nascita né il momento preciso dell’arrivo in Britannia. Dopo la morte di san Giusto, Onorio fu scelto per la sede di Canterbury e consacrato a Lincoln da san Paolino di York. Il suo episcopato, durato fino al 653, ebbe un ruolo importante nel consolidamento delle strutture ecclesiastiche sorte dalla missione romana. Favorì in particolare l’evangelizzazione dell’Anglia orientale attraverso san Felice di Dunwich e nel 644 consacrò sant’Ithamar, primo vescovo di Rochester di origine anglosassone. Accolse inoltre Paolino dopo il crollo della missione cristiana in Northumbria seguito alla morte di re Edwin. La sua figura è conosciuta soprattutto attraverso la Storia ecclesiastica di Beda, mentre una Vita agiografica più tarda, composta da Goscelino nell’ambiente dell’abbazia di Sant’Agostino, appartiene alla storia successiva del suo culto più che alla documentazione contemporanea alla sua vita.
Etimologia: Onorio = stimato, glorioso, dal latino
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: A Canterbury nel Kent in Inghilterra, sant’Onorio, vescovo, che, monaco romano, fu mandato dal papa san Gregorio Magno ad evangelizzare l’Inghilterra come compagno di sant’Agostino, al quale succedette poi nell’episcopato.
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Le fonti non permettono di stabilire con precisione quando e dove nacque Onorio. La tradizione lo considera romano e lo presenta come monaco prima della partenza per l’Inghilterra. La sua partecipazione alla missione promossa da Gregorio Magno è invece strettamente legata alla tradizione medievale e alla ricostruzione successiva della missione gregoriana. Non è possibile stabilire con sicurezza se Onorio facesse parte del primo gruppo guidato da Agostino nel 597 oppure della seconda spedizione inviata da Roma nel 601. La documentazione più antica che permette di seguire concretamente la sua attività è costituita soprattutto dalla Storia ecclesiastica del popolo inglese di Beda, composta nella prima metà dell’VIII secolo. Beda conosce Onorio come il successore di Giusto sulla sede di Canterbury e ne conserva alcune notizie fondamentali, ma non offre una vera biografia dell’arcivescovo.
La successione a Giusto Giusto, quarto arcivescovo di Canterbury, morì il 10 novembre 627 secondo Beda. Onorio fu scelto come suo successore e raggiunse Paolino di York a Lincoln per ricevere la consacrazione episcopale. Beda lo presenta come il quinto titolare della sede di Canterbury dopo Agostino. La cronologia esatta dell’elezione e della consacrazione presenta tuttavia una difficoltà. La tradizione storiografica colloca normalmente la consacrazione nel 627 o nel 628. Beda collega l’elezione alla morte di Giusto nel novembre 627, mentre la documentazione pontificia conservata nella sua opera mostra che Onorio ricevette il pallio da papa Onorio I nel 634. La distanza cronologica fra questi avvenimenti ha indotto alcuni studiosi moderni a riesaminare la data tradizionale della consacrazione. È quindi più prudente non presentare il 627 come una data assolutamente certa per l’ordinazione episcopale.
Il pallio e i rapporti con Roma Nel 634 papa Onorio I inviò il pallio ad Onorio e a Paolino di York. La lettera pontificia, conservata da Beda, è una delle testimonianze più importanti per comprendere l’organizzazione della Chiesa anglosassone nel periodo. Onorio e Paolino avevano chiesto a Roma di evitare, in occasione della morte di uno dei due metropoliti, il lungo e difficile viaggio necessario per ottenere personalmente la consacrazione del successore. Il papa concesse che l’arcivescovo superstite potesse procedere alla consacrazione del nuovo titolare dell’altra sede metropolitana. Il provvedimento mostra le difficoltà pratiche dei collegamenti tra l’Inghilterra e Roma e, nello stesso tempo, il crescente consolidamento delle strutture ecclesiastiche locali.
La crisi della Chiesa in Northumbria L’episcopato di Onorio si svolse durante una fase politicamente instabile. La morte di re Edwin di Northumbria provocò il crollo della struttura cristiana che Paolino aveva contribuito a costruire nel regno. Paolino abbandonò la Northumbria e trovò accoglienza presso Onorio. Con l’appoggio del re di Kent Eadbald, Paolino divenne quindi vescovo di Rochester. L’episodio mostra il ruolo esercitato da Canterbury nel mantenimento dei rapporti tra le diverse comunità cristiane dell’Inghilterra meridionale. Nel frattempo la situazione religiosa della Northumbria cambiò nuovamente. Nel 635 re Oswald favorì la ripresa della cristianizzazione del regno attraverso la missione proveniente da Iona e affidata ad Aidan. Beda ricorda che Onorio, pur non condividendo alcune pratiche ecclesiastiche dei missionari di tradizione insulare, nutriva grande rispetto per Aidan e per la sua attività pastorale.
L’evangelizzazione dell’Anglia orientale Uno dei principali risultati dell’episcopato di Onorio fu il sostegno alla missione in Anglia orientale. Beda racconta che Felice, originario della Borgogna e già ordinato vescovo, si rivolse a Onorio manifestando il desiderio di evangelizzare quella regione. Onorio lo inviò quindi presso il re Sigeberto e gli affidò la missione nell’Anglia orientale. Felice stabilì la sede episcopale a Dommoc, generalmente identificata con Dunwich, e guidò la comunità cristiana per diciassette anni. L’iniziativa è importante perché mostra che l’evangelizzazione dell’Inghilterra non procedeva attraverso una sola sede o un unico gruppo missionario. La Chiesa di Canterbury partecipava alla costruzione di una rete di sedi episcopali e di missioni distribuite nei diversi regni anglosassoni. Alla morte di Felice, Onorio provvide alla successione nominando Thomas, suo diacono. Dopo la morte di Thomas, gli succedette Bertgils, detto Bonifacio, originario del Kent.
Ithamar e la crescita di un episcopato locale Un altro momento significativo dell’episcopato di Onorio fu la consacrazione di Ithamar come vescovo di Rochester nel 644. Beda sottolinea l’origine kentiana di Ithamar, che apparteneva quindi alla popolazione locale e non alla prima generazione di missionari provenienti dal continente. La sua nomina rappresenta un passaggio importante nella progressiva integrazione degli anglosassoni nella gerarchia ecclesiastica. La consacrazione di Ithamar mostra che, a meno di mezzo secolo dall’arrivo di Agostino, la Chiesa cristiana dei regni meridionali disponeva già di personale ecclesiastico originario dell’Inghilterra. Il processo di radicamento locale della nuova organizzazione ecclesiastica era quindi già in corso durante l’episcopato di Onorio.
Gli ultimi anni Le notizie relative agli ultimi anni di Onorio sono scarse. Beda lo inserisce nel quadro più ampio dell’espansione e della trasformazione della Chiesa inglese durante il VII secolo. Il suo episcopato attraversò il passaggio dalla prima generazione di missionari romani a una Chiesa nella quale assumevano progressivamente un ruolo maggiore anche ecclesiastici formatisi localmente. Onorio morì a Canterbury il 30 settembre 653. Beda fornisce esplicitamente questa data e registra che la sede rimase vacante per un anno e mezzo, prima che fosse scelto Deusdedit come sesto arcivescovo di Canterbury. Onorio fu sepolto nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il complesso monastico fondato nell’area di Canterbury e successivamente conosciuto come abbazia di Sant’Agostino. La sua sepoltura accanto ai primi arcivescovi della sede contribuì alla formazione della memoria cultuale della prima Chiesa di Canterbury.
La memoria di Onorio nell’abbazia di Sant’Agostino La documentazione relativa al culto di Onorio diventa più consistente molti secoli dopo la sua morte. L’abbazia di Sant’Agostino di Canterbury conservò le sepolture di numerosi protagonisti della prima Chiesa inglese. Nel 1091 le reliquie degli antichi arcivescovi sepolti nel complesso furono oggetto di una grande traslazione nell’ambito della riorganizzazione del monastero. Anche le reliquie di Onorio furono trasferite. Nell’ambiente dell’abbazia, dopo la traslazione, il monaco Goscelino compose una Vita di Onorio. La fonte è importante per la storia della memoria del santo, ma la sua redazione, collocabile dopo il 1091, avviene circa quattro secoli e mezzo dopo la morte dell’arcivescovo. Per la ricostruzione della vita storica di Onorio rimane quindi molto più importante la testimonianza di Beda. La Vita di Goscelino appartiene invece alla fase medievale di elaborazione del culto degli antichi arcivescovi di Canterbury. Il suo valore principale consiste nel documentare come la comunità monastica ricordava Onorio e come il suo culto veniva inserito nella memoria complessiva dei primi evangelizzatori dell’Inghilterra.
Onorio e il processo di radicamento della Chiesa inglese La figura di Onorio è particolarmente significativa per comprendere il passaggio dalla missione alla stabilizzazione istituzionale. Egli apparteneva ancora alla generazione collegata alla missione romana, ma durante il suo episcopato compaiono con maggiore evidenza figure provenienti dalle popolazioni anglosassoni. La consacrazione di Ithamar è il caso più evidente. Parallelamente, l’attività missionaria di Felice nell’Anglia orientale mostra che Canterbury era ormai inserita in una rete di rapporti ecclesiastici che superava i confini del Kent. Onorio non fu quindi soltanto un successore amministrativo di Agostino e dei primi arcivescovi. Il suo episcopato costituisce una fase di consolidamento e di progressiva localizzazione della struttura ecclesiastica nata dalla missione gregoriana.
Curiosità - Onorio fu l’ultimo dei missionari della prima generazione legata alla missione gregoriana a morire, secondo la tradizione storiografica basata sulle fonti altomedievali. - Beda conserva una delle più importanti testimonianze documentarie sul suo episcopato attraverso la lettera di papa Onorio I relativa al pallio e alla successione nelle sedi di Canterbury e York. - Il suo culto rimase legato all’abbazia di Sant’Agostino di Canterbury, dove fu sepolto e dove le sue reliquie furono traslate nel 1091.
Cronologia - VI secolo - Nascita di Onorio, tradizionalmente collocata a Roma; data non documentata. - 597 o 601 - Possibile partecipazione alla missione romana in Inghilterra; la data e le circostanze del suo arrivo non sono certe. - 10 novembre 627 - Morte di san Giusto, predecessore di Onorio, secondo Beda. - 627-628 circa - Elezione e consacrazione di Onorio come quinto arcivescovo di Canterbury; la data precisa della consacrazione è discussa. - 634 - Papa Onorio I invia il pallio a Onorio e a Paolino di York e concede loro la facoltà di provvedere alla successione dell’altro metropolita. - 634 circa - Paolino, dopo la crisi della Chiesa di Northumbria, trova accoglienza presso Onorio e assume la sede di Rochester. - VII secolo, prima metà - Onorio sostiene la missione di san Felice nell’Anglia orientale. - 644 - Onorio consacra Ithamar, vescovo di Rochester, primo vescovo inglese originario del Kent. - 30 settembre 653 - Onorio muore a Canterbury. - 653-655 - La sede di Canterbury rimane vacante per circa un anno e mezzo; Deusdedit viene scelto come successore. - 1091 - Le reliquie di Onorio vengono traslate nell’ambito della riorganizzazione delle sepolture dell’abbazia di Sant’Agostino. - Dopo il 1091 - Goscelino compone una Vita di sant’Onorio nell’ambiente dell’abbazia di Sant’Agostino.
Valutazione storico-critica - La fonte fondamentale per la ricostruzione dell’episcopato di Onorio è la Storia ecclesiastica del popolo inglese di Beda. La sua testimonianza è relativamente vicina agli eventi e consente di stabilire con buona sicurezza la successione episcopale, la morte nel 653, i rapporti con Roma, l’attività di Felice e la consacrazione di Ithamar. - Le notizie sulla vita di Onorio prima dell’episcopato sono molto meno sicure. La sua origine romana e il suo collegamento con la missione gregoriana appartengono a una tradizione consolidata, ma non permettono di ricostruire con precisione la sua biografia giovanile. - La data del 30 settembre 653 per la morte è solidamente attestata da Beda ed è quella accolta dalla tradizione liturgica. Sono invece meno sicure le date precise dell’elezione e della consacrazione episcopale, generalmente collocate nel 627-628. - La documentazione contemporanea o quasi contemporanea non permette di attribuire a Onorio una biografia ricca di episodi personali. Molti dettagli presenti nelle agiografie tarde devono essere considerati soprattutto testimonianze dello sviluppo del suo culto. - La Vita composta da Goscelino dopo la traslazione delle reliquie del 1091 è importante per la storia della memoria medievale di Onorio, ma non può essere utilizzata senza un esame critico come fonte diretta per gli eventi del VII secolo. - La figura storicamente meglio documentata è quella dell’arcivescovo impegnato nel consolidamento della Chiesa anglosassone. Il sostegno alla missione di Felice e la consacrazione di Ithamar mostrano concretamente il progressivo passaggio da una Chiesa dipendente dai missionari continentali a una struttura ecclesiastica capace di integrare personale locale. - Il culto di Onorio è strettamente collegato alla memoria degli inizi della Chiesa di Canterbury. La conservazione delle sue reliquie nell’abbazia di Sant’Agostino e la loro traslazione nel 1091 costituiscono elementi importanti per la storia della sua venerazione.
Fonti e bibliografia essenziale - Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, libro II, capp. 18-20; libro III, capp. 14 e 20; libro V, cap. 19. È la fonte narrativa principale per la vita e l’episcopato di Onorio. - Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, libro II, cap. 18, per la consacrazione di Onorio a Lincoln e la lettera di papa Onorio I relativa al pallio e alla successione delle sedi metropolitane. - Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, libro II, cap. 15, per la missione di Felice nell’Anglia orientale. - Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, libro III, cap. 20, per la morte di Onorio il 30 settembre 653 e la successione di Deusdedit. - Goscelino di Saint-Bertin, Vita sancti Honorii, XI secolo, composta nell’ambiente dell’abbazia di Sant’Agostino di Canterbury dopo la traslazione delle reliquie del 1091. Fonte fondamentale per la storia medievale del culto, ma tarda rispetto agli avvenimenti narrati. - Nicholas Brooks, The Early History of the Church of Canterbury: Christ Church from 597 to 1066, Leicester University Press, Leicester, 1984, pp. 65-67. - Peter Hunter Blair, The World of Bede, Cambridge University Press, Cambridge, 1990. - John Blair, A Handlist of Anglo-Saxon Saints, Oxford University Press, Oxford, 2002, voce Honorius. - David Farmer, The Oxford Dictionary of Saints, Oxford University Press, Oxford, voce Honorius of Canterbury. - F. M. Stenton, Anglo-Saxon England, Oxford University Press, Oxford, 2ª ed., 1947. - Henry Wace e William Smith, Dictionary of Christian Biography, Literature, Sects and Doctrines, voce Honorius of Canterbury. - Haddan e Stubbs, Councils and Ecclesiastical Documents Relating to Great Britain and Ireland, vol. III, Oxford, 1869-1878, pp. 82-98. - Martyrologium Romanum, memoria di sant’Onorio, vescovo di Canterbury, 30 settembre. Autore: Giampietro Cattini
Monaco del monastero di S. Andrea al Celio a Roma, Onorio fu inviato da papa Gregorio Magno (590-604) come missionario in Inghilterra, ma non si sa se vi andò con s. Agostino o con il secondo gruppo di missionari italiani (Mellito, Giusto, ecc.). Dopo la morte di Giusto (10 novembre 627), fu consacrato quinto vescovo di Canterbury a Lincoln da s. Paolino vescovo di York, il quale aveva di recente convertito la Northumbria. Nel 633 quando Paolino dovette fuggire dopo la vittoria (12 ottobre) a Hatfield (presso Doncaster) del re pagano Panda e del suo alleato re Cadwalla del Galles, su Edvino, re di Northumbria, Onorio gli diede rifugio a Canterbury; più tardi gli chiese di assumere la sede di Rochester, allora vacante, dove Paolino morì nel 644.
Contemporaneamente, e su richiesta di re Edvino, papa Onorio 1 (625-638), aveva concesso il pallio nel 634 "ai due metropoliti Onorio e Paolino"; ed in una lettera dell'11 giugno 644 ad Onorio il papa ripeteva ciò che aveva già scritto a Edvino e cioè che gli arcivescovi di Canterbury e di York dovevano essere uguali e che "qualora la misericordia di Dio" chiamerà a sé uno di voi, colui che sopravviverà avrà l'autorità di nominare un vescovo al suo posto".
Quando Paolino morì nel 644, quindi, s. Itmaro (il primo anglosassone ad essere fatto vescovo) fu regolarmente consacrato da Onorio.
Della vita privata di Onorio si sa ben poco; l'avvenimento píú importante del suo episcopato fu, forse, l'invio di s. Felice di Dunwich a predicare il Vangelo nell'Estanglia dove Felice stabili la sua sede a Dunwich sulla costa del Suffolk nel 631. Quando Felice mori nel 648 Onorio consacrò il suo successore Tommaso.
Morì il 30 aprile e la sua festa si celebra il 30 settembre; egli ha avuto un culto almeno dall'anno 1000 quando il suo nome appare nei Calendari della Christ Church e di S. Agostino a Canterbury.
Autore: Leonard Boyle
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