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San Cipriano di Tolone Vescovo

3 ottobre

Martirologio Romano: A Toulon nella Provenza in Francia, san Cipriano, vescovo, che, discepolo di san Cesario di Arles, difese in molti concili la retta fede sulla grazia, sostenendo che nessun beneficio si può di per sé trarre dalle realtà divine, se non prima invocato dalla grazia preveniente di Dio.


Ad Arles o a Marsiglia nacque Cipriano uno dei discepoli prediletti del grande san Cesario, dal quale ricevette la sua formazione letteraria e dottrinale. In un brano della sua Vita Caesarii, Cipriano si rammarica umilmente di non aver profittato appieno della familiarità col maestro: «Vae mihi misero Cypriano, qui tam tepidus in discendo extiti, ut modo cognoscam et poeniteam. Quare de tanti fontis fluentis non tantum hausi, quantum mea indigebat ariditas?». Ordinato diacono nel 506 da san Cesario stesso, fu da questi consacrato vescovo di Tolone verso il 515; la data di consacrazione non si può determinare con certezza ma, poiché tra i firmatari del concilio provinciale di Arles del 524 Cipriano precede alcuni vescovi che già nel 517 avevano partecipato al concilio di Epaona, si può ritenere che il suo episcopato sia iniziato qualche tempo prima del 517.
Cipriano prese parte a numerosi concili sostenendo Cesario nella lotta contro il semipelagianesimo.
Nel 529, i vescovi della provincia di Vienne si riunirono a Valence per esaminare con spirito critico le definizioni del celebre concilio di Orange «de gratia et libero arbitrio», nel quale la dottrina cattolica era stata espressa con particolare chiarezza e decisione: san Cesario, non potendo intervenire di persona a causa di una indisposizione, inviò Cipriano il quale, con le sue argomentazioni, riuscì a convincere quei vescovi a far proprie le definizioni di Orange, riconoscendo in esse la retta dottrina cattolica. Quando la Provenza fu incorporata al regno dei Franchi, Cipriano prese parte al concilio nazionale di Orléans del 541, dal quale la dottrina ortodossa, propugnata da san Cesario e dai suoi seguaci, fu diffusa in tutta la Francia. Nel suo testamento san Cesario lasciò a Cipriano il suo «mantum et cinctorium meliorem».
Su richiesta di santa Cesaria la Giovane, badessa del monastero di Arles, alla morte del grande arcivescovo (543), Cipriano ne compose la Vita che resta una delle migliori opere biografiche del sec. VI. Collaborarono a tale opera i vescovi Firmino e Vivenzio, il presbitero Messiano e il diacono Stefano. Di Cipriano è pervenuta anche una lettera sulla dottrina dell'Incarnazione indirizzata a Massimo, vescovo di Ginevra . Cipriano morì prima del 549 (anno in cui al concilio nazionale di Orléans partecipò il suo successore, Palladio), forse verso il 546.
Sul principio del sec. XIII si trovarono le sue reliquie che furono poste in onore nella cattedrae di Tolone, in una cappella a lui dedicata: il capo, invece, fu conservato a parte.
In epoca che non è possibile precisare. Cipriano fu proclamato compatrono della città di Tolone e contitolare della cattedrale. Fin dal sec. XVI la sua festa viene solennemente celebrata il 3 ottobre con Messa e Ufficio proprio: forse a questa data si ricorda una traslazione. Lo stesso giorno egli è celebrato a Marsiglia.


Autore:
Gian Michele Fusconi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2011-09-13

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