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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera C > San Caio di Corinto Condividi su Facebook

San Caio di Corinto Discepolo di san Paolo

Festa: 4 ottobre

Corinto, Grecia, I sec.

E' un cristiano della prima generazione ricordato nel Nuovo Testamento e venerato dalla tradizione cristiana come discepolo di san Paolo. La sua esistenza è attestata direttamente dalla Prima lettera ai Corinzi, nella quale Paolo afferma di aver battezzato personalmente Caio a Corinto, insieme a Crispo e alla famiglia di Stefana. In una successiva lettera ai Romani compare inoltre un Caio che ospita Paolo e l'intera comunità cristiana; l'identificazione di quest'ultimo con il Caio battezzato a Corinto è antica e largamente accolta, anche se il testo biblico non la formula esplicitamente. La tradizione liturgica occidentale lo celebra il 4 ottobre insieme a san Crispo, fondandone la memoria essenzialmente sulle testimonianze paoline. Non sono documentati con certezza né la sua nascita, né la morte, né un eventuale martirio. Alcune tradizioni antiche gli attribuirono incarichi episcopali, soprattutto a Tessalonica, ma tali identificazioni non hanno trovato sufficiente conferma e non sono accolte dal Martirologio Romano, che si limita a ricordarlo come discepolo degli Apostoli a Corinto.

Etimologia: Caio = lieto, felice, dal latino


La testimonianza più antica su Caio (Gaio, Gaius, Caius) proviene dalla Prima lettera ai Corinzi. Affrontando le divisioni sorte nella comunità, Paolo ricorda di avere battezzato personalmente soltanto poche persone e nomina tra esse Crispo e Caio. Il riferimento colloca Caio nella comunità cristiana di Corinto e mostra un rapporto diretto con l'Apostolo. Il battesimo personale amministrato da Paolo rappresenta un dato esplicito della fonte paolina, mentre non sono conservate informazioni sulla famiglia, sulla nascita, sull'origine geografica o sulla precedente condizione religiosa di Caio.
Gli Atti degli Apostoli descrivono l'attività di Paolo a Corinto e riferiscono la conversione di Crispo, capo della sinagoga, ma non nominano Caio in quel contesto. Perciò non è possibile ricostruire con sicurezza le circostanze personali della conversione di Caio né stabilire se appartenesse originariamente al giudaismo o al mondo pagano.
La permanenza di Paolo a Corinto costituisce comunque il contesto storico nel quale Caio appare nella documentazione più antica. La cronologia precisa del soggiorno paolino dipende dalla ricostruzione generale della vita dell'Apostolo e viene collocata dagli studi moderni intorno alla metà del I secolo.

L'ospitalità verso Paolo
Nella Lettera ai Romani Paolo trasmette i saluti di Caio, definendolo suo ospite e ospite dell'intera comunità. La lettera è generalmente collocata a Corinto, o nella sua immediata area, durante l'ultima parte del terzo viaggio missionario. Il collegamento con il Caio della Prima lettera ai Corinzi è quindi storicamente plausibile: il medesimo cristiano avrebbe accolto Paolo a Corinto alcuni anni dopo il proprio battesimo.
L'espressione paolina mostra inoltre che Caio occupava una posizione riconosciuta nella comunità cristiana. Il termine greco utilizzato per indicare l'ospite può riferirsi a colui che accoglie nella propria casa. Non è invece possibile stabilire con certezza se l'intera comunità si riunisse abitualmente nella sua abitazione oppure se Paolo intendesse sottolinearne soprattutto la generosa ospitalità verso i cristiani. Le due interpretazioni sono entrambe presenti nella tradizione esegetica.
La testimonianza paolina permette dunque di riconoscere in Caio un membro di rilievo della comunità di Corinto, dotato di una casa nella quale Paolo trovò ospitalità. Non autorizza invece a ricostruire il suo patrimonio, la sua professione o una precisa posizione sociale.

L'identificazione dei due Caio
L'identificazione tra il Caio battezzato da Paolo e il Caio che lo ospitò quando fu scritta la Lettera ai Romani è antica e molto probabile. Già la tradizione esegetica antica e medievale collegò i due riferimenti paolini, e i Bollandisti considerarono altamente verosimile che si trattasse della stessa persona.
Il nome Caio era però estremamente comune nel mondo romano. Il Nuovo Testamento menziona infatti altri uomini chiamati Caio: un Macedone coinvolto negli incidenti di Efeso, un Caio di Derbe compagno di Paolo e il Caio destinatario della Terza lettera di Giovanni. Non esistono elementi sufficienti per identificarli con il Caio di Corinto. La distinzione è particolarmente importante perché alcune tradizioni successive attribuirono a un Caio incarichi episcopali sulla base di identificazioni non dimostrate.

Le tradizioni episcopali
Una tradizione antica, attestata da Origene secondo la testimonianza tramandata dagli autori successivi, identificava il Caio battezzato da Paolo con un primo vescovo di Tessalonica. La tradizione fu ripresa in epoche successive, ma venne giudicata dubbia dai Bollandisti e da altri studiosi della tradizione agiografica, proprio a causa della frequenza del nome Caio e della possibilità di una sovrapposizione tra persone differenti.
Altre tradizioni orientali collegarono un Caio al ministero episcopale di Efeso. Anche questa attribuzione non può essere trasferita automaticamente al Caio di Corinto. Il Martirologio Romano evita infatti di attribuirgli una sede episcopale e lo ricorda semplicemente come discepolo degli Apostoli a Corinto.

Morte e martirio
Non sono note la data, il luogo e le circostanze della morte di Caio. Non esiste una testimonianza antica sufficientemente sicura che descriva un suo martirio, né il Martirologio Romano lo qualifica come martire nella memoria del 4 ottobre. Le ricostruzioni che gli attribuiscono una morte violenta o una specifica persecuzione non trovano quindi una base documentaria sufficiente.
Anche la data del 4 ottobre non può essere considerata la data storica della morte. La memoria liturgica deriva dalla tradizione martirologica e non conserva una testimonianza attendibile sul giorno del decesso. I Bollandisti sottolineavano già che né il giorno né l'anno della morte erano conosciuti.

La memoria nel Martirologio
La memoria di Caio e Crispo il 4 ottobre appartiene a una tradizione martirologica antica. Il Martirologio di Adone registra ad Corinthum Crispi et Caii, collegando esplicitamente i due nomi alla testimonianza di Paolo. La tradizione fu ripresa da Usuardo e da altri martirologi medievali. Il Martirologio Romano conserva la stessa memoria, ricordando a Corinto Caio e Crispo come coloro dei quali Paolo parla nella Prima lettera ai Corinzi.
I Bollandisti considerarono particolarmente significativo il fatto che la memoria fosse fondata direttamente sulla testimonianza scritturistica e non su una successiva narrazione della vita o del martirio. La sobrietà dell'attuale tradizione liturgica evita infatti di attribuire a Caio una sede episcopale o una forma di morte che non siano documentate.

Caio e la Terza lettera di Giovanni
La tradizione medievale identificò talvolta il Caio di Corinto con il destinatario della Terza lettera di Giovanni, lodato dal Presbitero per la sua fedeltà e ospitalità. L'identificazione non è però storicamente dimostrabile. Il nome era comune e il testo della lettera non fornisce elementi sufficienti per collegare il destinatario al cristiano di Corinto ricordato da Paolo. I Bollandisti ricordano esplicitamente che Beda sostenne questa identificazione, ma la considerano erronea.

Curiosità
Il nome Caio deriva dalla forma latina Gaius, mentre Caius rappresenta una grafia antica conservatasi per tradizione. Il nome era uno dei più comuni prenomi romani e veniva normalmente abbreviato con la lettera C.

Cronologia
- 50-52 circa - Paolo soggiorna a Corinto durante il secondo viaggio missionario; in questo contesto si colloca la conversione di Caio secondo la testimonianza della Prima lettera ai Corinzi.
- 50-54 circa - Caio viene battezzato personalmente da Paolo a Corinto, insieme a Crispo e alla famiglia di Stefana.
- 56-57 circa - Paolo scrive la Lettera ai Romani durante il soggiorno in Grecia, generalmente identificato con Corinto; Caio è ricordato come suo ospite e come ospite dell'intera comunità.
- Età apostolica - La tradizione cristiana conserva la memoria di Caio come discepolo degli Apostoli a Corinto.
- Medioevo - I martirologi latini consolidano la memoria congiunta di Caio e Crispo il 4 ottobre.
- Età moderna - La tradizione che identifica Caio con un vescovo di Tessalonica viene sottoposta a critica dai Bollandisti e da altri studiosi.

Valutazione storico-critica
- Caio è una figura storicamente attestata dal Nuovo Testamento. La Prima lettera ai Corinzi documenta direttamente il suo battesimo amministrato da Paolo a Corinto.
- L'identificazione del Caio di 1 Corinzi 1,14 con il Caio di Romani 16,23 è altamente probabile, poiché entrambi sono collegati a Corinto e a Paolo; essa rimane tuttavia un'identificazione ricostruita, non una dichiarazione esplicita delle lettere paoline.
- Il nome Caio compare nel Nuovo Testamento riferito a più persone. Il Caio macedone di Atti 19,29, il Caio di Derbe di Atti 20,4 e il destinatario della Terza lettera di Giovanni non possono essere identificati automaticamente con il Caio di Corinto.
- La tradizione che attribuisce a Caio la sede episcopale di Tessalonica risale almeno a Origene, ma la sua identificazione con il cristiano di Corinto è discussa e fu respinta come non sufficientemente fondata dai Bollandisti e da altri studiosi.
- Non risultano documentati una data o un luogo della morte, né una descrizione attendibile del modo in cui Caio sarebbe morto. Il titolo di martire non è attribuito alla memoria del 4 ottobre nel Martirologio Romano.
- Il 4 ottobre è una data liturgica, non una data storicamente accertata della morte. I Bollandisti rilevavano l'assenza di informazioni antiche sufficienti per stabilire giorno e anno del decesso.
- Il culto occidentale di Caio e Crispo è antico e deriva direttamente dalla memoria dei due cristiani nelle lettere paoline. Adone, Usuardo e il Martirologio Romano ne conservano la commemorazione a Corinto.
- L'etimologia di Gaius non è certa. Il collegamento con gaudere e quindi con l'idea di gioia o felicità è antico, ma l'origine del prenome rimane discussa.

Fonti e bibliografia essenziale
- Prima lettera ai Corinzi 1,14 - testimonianza diretta di Paolo sul battesimo di Caio a Corinto.
- Lettera ai Romani 16,23 - testimonianza paolina su Caio come ospite di Paolo e dell'intera comunità cristiana.
- Atti degli Apostoli 18,1-17; 19,29; 20,4 - quadro del ministero di Paolo a Corinto e attestazioni di altri personaggi chiamati Caio, rilevanti per la disambiguazione.
- Adone di Vienne, Martyrologium, IV Nonas Octobris - antica testimonianza della commemorazione di Caio e Crispo a Corinto.
- Acta Sanctorum, 4 ottobre, De SS. Crispo et Caio Corinthi, Sylloge - analisi critica delle testimonianze martirologiche, dell'identificazione del Caio paolino e delle tradizioni episcopali.
- Fitzmyer, Joseph A., Romans: A New Translation with Introduction and Commentary, Doubleday, 1993 - studio esegetico e cronologico della Lettera ai Romani e del contesto paolino.
- Harvey, John D., Romans - studio sulla provenienza e cronologia della Lettera ai Romani e sul rapporto tra il Caio di Romani 16,23 e quello di 1 Corinzi 1,14.
- Lewis, Charlton T. - Short, Charles, A Latin Dictionary, voce Gaius - documentazione linguistica sul prenome latino Gaius/Caius.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Personaggio del N.T., ospite di s. Paolo durante il soggiorno dell'apostolo a Corinto nel 57 o 58 d.C., da lui battezzato personalmente in segno di distinzione, è venerato il 4 ottobre nel Martirologio Romano insieme con s. Crispo archisinagogo di Corinto.
Universalmente ammessa è l'identità fra il Caio delle due epistole paoline citt.: in I Cor. 1, 14 si ricorda la distinzione del battesimo che s. Paolo concesse, a Corinto, soltanto a Caio, a Crispo, e alla famiglia di Stefana; in Rom. 16, 23 si loda l'ospitalità concessa da Caio all'apostolo e "a tutta la chiesa" (la Volgata, invece, e alcuni codd. della Vetus latina portano "salutat vos Caius hospes meus et universa ecclesia"), e s'inviano i suoi saluti ai fedeli di Roma, che evidentemente conoscevano Caio come persona facoltosa e virtuosa. Meno pacifica è l'identità fra il Caio "macedone" di Atti 19, 29, rapito e malmenato a Efeso a causa di Paolo da furibondi dimostranti capeggiati dalI'argentiere Demetrio, e il Caio di Derbe (in Licaonia) ricordato in Act. 20, 4 fra i compagni di Paolo nel viaggio a Gerusalemme del 58. Certamente diverso da tutti gli omonimi biblici è il Caio destinatario della lettera e discepolo dell'evangelista, che ne loda l'ospitalità (di qui l'erronea identificazione avanzata da Beda, in PL, XCIII, coll. 121 sg., col Caio di Corinto).
Per quanto riguarda la celebrazione dei santi di nome Caio nei martirologi, il comportamento delle Chiese orientali merita qualche attenzione. I menologi greci, tacendo di Crispo, celebrano un s. C. il 4 (o 5) novembre nonché il 30 giugno, nella festa comune a tutti i santi del N.T.; il Martirologio di Rabban Slibà ricorda Caio il 5 novembre semplicemente come "discepolo di s. Paolo". L'indeterminatezza potrebbe essere intenzionale, dato l'incrociarsi di varie tradizioni relative a Caio: infatti i menologi greci lo indicano come apostolo o come uno dei settanta discepoli del Signore secondo il canone dello Ps. Ippolito, nonché come vescovo di Efeso, successore immediato di s. Timoteo: invece, secondo una tradizione risalente a Origene, Caio sarebbe stato il primo vescovo di Tessalonica. Quest'ultima tradizione appare assai dubbia ai Bollandisti, a Tillemont é a Bardy, i quali la attribuiscono alla confusione di Caio di Corinto con Caio il macedone, peraltro assai difficilmente imputabile a Origene che, commentando Rom. 16, 23, non può aver avuto in mente che Caio di Corinto. Non si può non lodare, anche in questo caso, la sobrietà del Martirologio Romano che, in assenza di dati certi, si astiene dall'assegnare a Caio una determinata sede vescovile e non festeggia che Caio di Corinto, sulla base di I Cor. 1,14, senza neppure accennare all'ovvia identificazione col Caio di Rom. 16, 23.


Autore:
Teofilo Garcia de Orbiso


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-17

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