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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera P > Beato Pietro Pattarini da Imola Condividi su Facebook

Beato Pietro Pattarini da Imola Cavaliere di Malta

Festa: 5 ottobre

Linaro, Imola, Bologna, metà del XIII sec. - Firenze, 5 ottobre 1320

Appartenne alla società comunale della Romagna del tardo Duecento e del primo Trecento, in un'epoca segnata dalle contrapposizioni tra guelfi e ghibellini. Giureconsulto e magistrato, fu coinvolto nella vita politica della sua città e partecipò alle trattative per la pacificazione delle fazioni romagnole. L'esilio seguito agli sconvolgimenti politici del 1311 lo condusse a Firenze, dove la sua esistenza assunse un orientamento legato all'assistenza dei malati e alle opere di carità. Entrato nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, raggiunse la carica di Gran Priore di Roma e tornò successivamente a Firenze, dove fu associato alla commenda di San Jacopo in Campo Corbolini e all'attività ospedaliera dell'Ordine. Morì il 5 ottobre 1320. Il Martirologio Romano lo ricorda a Firenze come cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che si distinse nella cura caritatevole degli infermi. Il suo culto, oggi riconosciuto dall'Ordine di Malta, rimane legato soprattutto a Firenze e alla memoria dell'attività assistenziale svolta presso la commenda gerosolimitana.

Etimologia: Dal greco Petros, attraverso il latino Petrus, e significa 'roccia', 'pietra'.

Martirologio Romano: A Firenze, beato Pietro da Imola, che, cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, si prese con pia carità cura degli infermi.


Pietro nacque verso la metà del XIII secolo nell'area di Imola, nella famiglia dei Pattarini, appartenente alla parte ghibellina della società cittadina. Le fonti lo collegano a Giacomo di Antonio Pattarini e alla signoria di Linaro, località oggi compresa nel territorio imolese. La sua formazione giuridica gli procurò una posizione di rilievo nella vita pubblica della città.
La sua presenza è attestata nella documentazione imolese con il titolo di giureconsulto. Nel 1289 ricoprì un incarico magistratuale nel Comune di Imola. La sua competenza giuridica e la sua appartenenza a una famiglia politicamente inserita nella fazione ghibellina lo collocarono al centro delle vicende comunali della Romagna.

L'attività politica e le trattative di pace
Pietro non fu soltanto un professionista del diritto, ma partecipò anche alla vita politica romagnola. Nel 1299 ebbe un ruolo nelle trattative volte a comporre il conflitto tra guelfi e ghibellini. Le fonti dell'Ordine di Malta lo ricordano proprio per questa attività di mediazione, associandola alla sua successiva figura di uomo impegnato nella cura degli infermi.
La documentazione relativa alla sua attività politica non consente tuttavia di ricostruire nei particolari ogni fase della sua azione diplomatica. È quindi preferibile attribuirgli un ruolo nelle trattative di pace piuttosto che costruire intorno a questo episodio una biografia politica più ampia di quanto attestato.

L'esilio e il trasferimento a Firenze
Nel 1311 la situazione politica di Imola cambiò profondamente e Pietro lasciò la città. Le fonti tradizionali collegano il suo trasferimento a Firenze alla sconfitta della parte alla quale apparteneva. Nella città toscana iniziò la fase della sua vita maggiormente legata all'assistenza dei poveri e degli infermi.
Il passaggio dalla vita pubblica imolese all'attività assistenziale fiorentina costituisce l'elemento centrale della memoria agiografica di Pietro. Il Martirologio Romano, infatti, non conserva il ricordo della sua carriera politica, ma lo presenta essenzialmente come cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dedito con carità alla cura degli infermi.

L'ingresso nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme
Dopo il trasferimento a Firenze, Pietro entrò nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, l'istituzione ospedaliera e religiosa dalla quale sarebbe derivato l'attuale Ordine di Malta. Le fonti concordano sul suo legame con l'Ordine e sulla successiva nomina a Gran Priore di Roma.
La sua presenza nell'Ordine è importante anche per comprendere la particolare caratterizzazione della sua memoria: Pietro è ricordato non per una carriera militare, né per un martirio, ma per l'associazione tra la sua condizione di cavaliere gerosolimitano e il servizio agli infermi. L'attuale Ordine di Malta lo inserisce ufficialmente tra i propri santi e beati e celebra la sua memoria il 5 ottobre.

Il Gran Priorato di Roma
Pietro fu Gran Priore di Roma. La sua presenza nella successione dei Gran Priori romani dell'Ordine di San Giovanni è attestata da repertori dedicati alla storia dell'Ordine e dalle pubblicazioni dello stesso Ordine di Malta.
La cronologia precisa del suo priorato presenta però una difficoltà: alcune ricostruzioni moderne riportano per il suo incarico un'estensione fino agli anni successivi alla morte attribuitagli, dato evidentemente incompatibile con la data del 5 ottobre 1320. La tradizione biografica e la memoria liturgica convergono invece sulla sua morte nel 1320. Per questo la durata esatta del priorato non può essere ricostruita con sicurezza sulla sola base dei repertori moderni.

San Jacopo in Campo Corbolini
Dopo l'esperienza romana, Pietro tornò a Firenze. La sua memoria è strettamente collegata alla chiesa e alla commenda di San Jacopo in Campo Corbolini, nell'area dell'attuale via Faenza. Qui fu associato all'attività assistenziale dell'Ordine e alla cura degli infermi.
La tradizione fiorentina conserva il ricordo di Pietro come responsabile della commenda e dell'ospedale annesso. Il suo ruolo è presentato dalle fonti dell'Ordine soprattutto in relazione al servizio dei malati e dei poveri.

La morte
Pietro morì a Firenze il 5 ottobre 1320. La data è conservata nella tradizione liturgica e nella memoria storica del personaggio. La Diocesi di Imola lo ricorda espressamente come giureconsulto e cavaliere gerosolimitano morto a Firenze il 5 ottobre 1320.
Fu sepolto presso San Jacopo in Campo Corbolini. La sua antica sepoltura era accompagnata da una lastra tombale con un'immagine del beato e un'iscrizione latina che lo identifica come Pietro da Imola, professore di diritto e priore. La lastra costituisce una delle testimonianze materiali più significative della memoria storica del personaggio.

La tradizione dei miracoli
Alla sua tomba furono successivamente associate narrazioni miracolose. Una tradizione riferisce che, mentre nella chiesa si preparavano le celebrazioni della festa di san Giacomo, un sacerdote che lavorava su una scala rischiò di cadere e che dal sepolcro di Pietro sarebbe emerso un braccio capace di trattenere la scala. Il racconto fu collegato alla successiva traslazione delle reliquie sotto l'altare maggiore.
Si tratta di un episodio appartenente alla tradizione agiografica e non di un fatto biografico contemporaneo a Pietro. La stessa tradizione riferisce inoltre che le reliquie furono preservate durante l'alluvione dell'Arno del 1557. Questi elementi appartengono alla storia del culto e devono essere distinti dalla ricostruzione documentaria della sua vita.

La memoria del beato e le reliquie
Per lungo tempo la tomba e le reliquie rimasero presso l'antica chiesa di San Jacopo in Campo Corbolini. Nel 2016 l'urna con le spoglie fu trasferita nella Basilica di San Lorenzo a Firenze. L'operazione fu accompagnata dall'apposizione dei sigilli e da un procedimento amministrativo-canonico; le reliquie furono collocate sotto l'altare della Madonna.
La Basilica di San Lorenzo continua a essere il principale luogo fiorentino associato alla venerazione del beato. Nel 2025 l'Ordine di Malta ha nuovamente indicato la cappella che custodisce le sue reliquie come luogo di memoria del beato.
La tradizione cultuale collega inoltre Pietro alla sua città d'origine. La Diocesi di Imola lo annovera tra i propri beati e lo presenta come una figura significativa della storia religiosa imolese.

Il culto nell'Ordine di Malta
Pietro Pattarini figura oggi nell'elenco ufficiale dei santi e beati membri dell'Ordine di Malta, con memoria il 5 ottobre. Il Martirologio Romano lo ricorda nello stesso giorno come cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dedito alla cura degli infermi.
Il riconoscimento moderno del culto risale al 4 luglio 1987, quando fu concessa la celebrazione della Messa e dell'Ufficio per l'Ordine di Malta con approvazione di papa Giovanni Paolo II. Questo riconoscimento appartiene alla disciplina ecclesiastica relativa al culto e non equivale a una canonizzazione.

Una questione storico-critica sul culto
La figura di Pietro presenta anche un problema storiografico rilevante. Lo storico Jonathan Riley-Smith, nel saggio Hospitaller spirituality in the middle ages pubblicato nel 2002 nei Journals of Spirituality dell'Ordine di Malta, osservò che alcuni culti di membri medievali dell'Ordine presentavano problemi documentari e incluse quello di Pietro Pattarini tra i culti che potevano essere il risultato di una costruzione agiografica. Riley-Smith collegava questa difficoltà alla formazione relativamente tarda del calendario agiografico dell'Ordine e alla sua trasmissione tra Cinquecento e Seicento.
Questa posizione critica non elimina il fatto che Pietro Pattarini sia oggi ufficialmente venerato come beato dall'Ordine di Malta e sia ricordato nel Martirologio Romano. Essa riguarda invece la consistenza e l'antichità della documentazione disponibile per ricostruire la sua santità medievale e lo sviluppo originario del suo culto. La ricostruzione biografica deve pertanto distinguere i dati documentari relativi alla sua attività civile e al suo rapporto con l'Ordine dalle tradizioni miracolose e cultuali sviluppatesi posteriormente.

Curiosità
- Il nome Pietro deriva dal greco Petros attraverso il latino Petrus e significa 'roccia' o 'pietra'.
- La memoria liturgica del beato è fissata il 5 ottobre, giorno della sua morte nel 1320.
- L'attuale Ordine di Malta lo ricorda come Beato Pietro Pattarini da Imola e lo inserisce nel proprio calendario dei santi e beati.
- La sua antica sepoltura a San Jacopo in Campo Corbolini era accompagnata da una lastra con iscrizione latina che lo qualificava come Pietro da Imola, professore di diritto e priore.

Cronologia
- metà XIII secolo - Nascita di Pietro Pattarini nell'area di Imola, nella famiglia dei Pattarini.
- 1289 - Pietro ricopre un incarico magistratuale nel Comune di Imola.
- 1299 - Partecipa alle trattative di pace tra guelfi e ghibellini in Romagna.
- 1311 - Lascia Imola in seguito agli sconvolgimenti politici cittadini e si trasferisce a Firenze.
- dopo il 1311 - Entra nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e avvia la fase della sua vita legata all'assistenza degli infermi.
- primi decenni del XIV secolo - È nominato Gran Priore di Roma dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.
- prima del 5 ottobre 1320 - Torna a Firenze e viene associato alla commenda di San Jacopo in Campo Corbolini e alla cura degli infermi.
- 5 ottobre 1320 - Muore a Firenze.
- 4 luglio 1987 - Viene approvata la celebrazione della Messa e dell'Ufficio in onore di Pietro Pattarini per l'Ordine di Malta, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.
- 10 giugno 2016 - L'urna con le spoglie del beato viene trasferita nella Basilica di San Lorenzo a Firenze e collocata sotto l'altare della Madonna.
- 5 ottobre 2025 - La Basilica di San Lorenzo continua a essere indicata come luogo di conservazione e venerazione delle reliquie del beato.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Pietro Pattarini da Imola è sufficientemente distinta nella tradizione storica e cultuale dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e della città di Imola.
- Sono ben attestati il suo legame con Imola, la professione giuridica, l'attività magistratuale e la partecipazione alle vicende politiche romagnole del tardo XIII secolo.
- La data del 5 ottobre 1320 per la morte è concordemente conservata nelle principali tradizioni moderne e nella memoria ecclesiale locale.
- La nascita verso la metà del XIII secolo è tradizionale e non consente di stabilire con precisione l'anno. Anche l'indicazione di Linaro come luogo di nascita appartiene a una ricostruzione tradizionale che non deve essere trasformata in una datazione più precisa.
- Il ruolo di Gran Priore di Roma è attestato dalla tradizione dell'Ordine, ma le ricostruzioni moderne della cronologia del priorato non sono perfettamente concordi. Alcune liste presentano infatti estremi cronologici incompatibili con la morte del beato nel 1320.
- Il racconto del miracolo della scala appartiene alla tradizione agiografica e non costituisce una testimonianza contemporanea della vita di Pietro.
- La storia delle reliquie è meglio documentata per l'età moderna e contemporanea che per i secoli immediatamente successivi alla morte. Il trasferimento dell'urna nella Basilica di San Lorenzo nel 2016 è documentato dall'Ordine di Malta.
- La ricostruzione della sua santità presenta una significativa questione storiografica. Jonathan Riley-Smith ha espresso nel 2002 forti riserve sull'attendibilità di alcuni culti medievali dell'Ordine, includendo quello di Pietro Pattarini tra quelli potenzialmente costruiti in epoca successiva.
- Il riconoscimento ecclesiastico del culto nel 1987 e l'attuale inserimento di Pietro nel calendario dei santi e beati dell'Ordine di Malta costituiscono invece dati documentati della storia moderna del suo culto.
- La memoria liturgica del Martirologio Romano concentra il profilo del beato sull'appartenenza all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e sulla cura degli infermi, senza conservare i dettagli delle tradizioni miracolose successive.

Fonti e bibliografia essenziale
- Martirologium Romanum, memoria del 5 ottobre: beato Pietro da Imola, cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, ricordato per la carità nella cura degli infermi.
- Sovereign Military Order of Malta, Santi e Beati, elenco ufficiale dei membri dell'Ordine venerati come santi e beati, con Pietro Pattarini da Imola al 5 ottobre.
- Ordine di Malta, Pellegrinaggio a Firenze in onore del Beato Pietro Pattarini da Imola, 9 ottobre 2023.
- Diocesi di Imola, Santi e Beati imolesi, voce dedicata al beato Pietro Pattarini.
- Riley-Smith, Jonathan, Hospitaller spirituality in the middle ages, in Journals of Spirituality, n. 2, Sovereign Military Hospitaller Order of Saint John of Jerusalem of Rhodes and of Malta, Roma, 2002, pp. 19-26.
- Brocchi, Giuseppe Maria, Vite de' Santi e Beati fiorentini, opera agiografica fiorentina di riferimento per la tradizione relativa al beato Pietro Pattarini.
- Ducaud-Bourget, François, The Spiritual Heritage of the Sovereign Military Order of Malta, Vatican, 1958, fonte utilizzata nella tradizione dell'Ordine per il profilo spirituale e cultuale di Pietro Pattarini.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il beato Pietro nacque verso la metà del sec. XIII da un Giacomo di Antonio, appartenente alla nobile famiglia ghibellina dei Pattarmi, signori di Linaro dal 1137. Valentissimo giureconsulto (l'Imolensis), il suo nome compare in svariati documenti imolesi: nel 1289 come index, cioè magistrato, e nel 1299 come artefice principale delle trattative di pace tra guelfi e ghibellini in Romagna; una carta del 1310 fu redatta “in domo ser Petri de Patarenis”, casa poi meglio identificata con quella dei conti Zampieri. Nel 1311, quando i ghibellini furono banditi dalla Romagna, Pietro trovò rifugio a Firenze, dove non mancò di impegnarsi in opere di carità negli ospedali. Si fece cavaliere dell'ordine militare di San Giovanni di Gerusalemme, oggi noto come Ordine di Malta. Eletto Gran Priore di Roma, fece poi ritorno a Firenze dove diresse la Commenda di San Giacomo in Corbolino, una piccola chiesetta che ancora oggi si affaccia su via Faenza, interamente dedito alle opere di carità e all'assistenza degli infermi. Nel capoluogo toscano concluse la sua vita terrena il 5 ottobre 1320. Proprio a tale secolo risale la pietra tombale posta in San Giacomo recante un'immagine del Beato e l'iscrizione “B. Petrus de Imola Requiescat in pace” e attorno “Hic Iacet D. Fr. Petrus de Imola I. U. Professor Ven. Prior Priorat. Urbis anno DNI MCCCXX qnto Octob. Requievit in Domino”. In epoca indeterminata, le sue reliquie furono esumate da quella tomba e riposte sotto l'altare maggiore, in seguito ad un miracolo attribuito alla sua intercessione. Reliquie del Beato Pietro sono venerate anche nella cattedrale di Imola, sua città d’origine, dove è anche raffigurato in un quadro e due affreschi. Nell’anniversario della nascita al Cielo, così il Martirologio Romano commemora la festa di questo esemplare testimone di Cristo: “A Firenze, beato Pietro da Imola, che, cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, si prese con pia carità cura degli infermi”.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2026-09-18

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