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San Guntero Eremita

9 ottobre

Kaefernburg, Arnstadt 955 circa - 9 ottobre 1045

Martirologio Romano: A Břevnov in Boemia, deposizione di san Guntero, eremita, che, rigettati i piaceri mondani, si ritiṛ dapprima nel rifugio della vita monastica e in seguito anche nel profondo isolamento delle foreste tra la Baviera e la Boemia, dove visse e moŕ tanto unito a Dio quanto lontano dagli uomini.


Nacque intorno al 955 da una nobile famiglia della Turingia, probabilmente a Kaefernburg, presso Arnstadt. Dei primi cinquantanni della sua vita si sa ben poco, comunque era illetterato e si era dato alla vita militare. Nel febbraio o marzo del 1006, di ritorno da un pellegrinaggio di penitenza a Roma, si fa converso nel monastero benedettino di Niederaltaich, rinunciando ai suoi beni in favore del monastero di Goellingen, filiale di Hersfeld. L’avvenimento suscitò grande sorpresa, ed è registrato anche da Lamberto di Hersfeld: «1006 Guntherus, nobili vir de Thuringia, monachus factus est Herveldiae, sed postea ad Altaha transivit consilio Gotehardi abbatis».

Guntero da Niederaltaich si trasferì per poco tempo a Goellingen, ma la vita cenobitica non lo soddisfece, sì che nel 1008 scelse quella eremitica, ritirandosi nelle foreste bavaresi. Nel 1011 si stabilì in vicinanza di Rinchnach, dove nel 1012 venne raggiunto da altri monaci di Niederaltaich, coi quali formò una comunità. La loro chiesa fu benedetta dal vescovo di Passau, il 29 agosto 1019. Ogni monaco viveva in una cella propria, ma pregavano e mangiavano in comune. La vita della comunità è descritta da Arnoldo da Regensburg nel II volume della Vita Emmerami, composta intorno al 1036, e da Wolfher da Hildesheim, nelle due redazioni della sua Vita Godehardi episcopi, rispettivamente del 1034 e del 1054.
Il 1° gennaio 1029, l’imperatore Corrado II fece una donazione alla chiesa di Rinchnach «a Guntherio monacho inibi primitus heremiticam vitam ducente constructam in honore victoriosissimae crucis sanctaeque Dei Genitricis Mariae necnon b. Iohannis Baptisiae in usum fratrum ibi Deo sub regula S. Benedicti servientium...».

Guntero svolse anche un’attività missionaria tra gli Ungheresi, Slavi e Boemi; essendo parente della regina Gisella d’Ungheria, fu probabilmente per l’intervento di questa che re Stefano, il santo, lo invitò in Ungheria a prender parte nell’opera della conversione degli Ungheresi. Il primo viaggio di Guntero in Ungheria ebbe luogo nel 1015 o 1016, ma secondo la Vita S. Stephani regis Ungarorum di Hartwick, Guntero vi soggiornò varie volte. Per sua iniziativa il re fondò l’eremo di Bakonybél, dove visse ritirato per un certo periodo anche Gerardo, vescovo di Csanàd.
Guntero funse da consigliere di Corrado II nelle sue imprese dirette alla conquista della Borgogna; nel gennaio del 1040 partecipò al placito di Augusta; Enrico III, che si dice legato a Guntero da rapporti di amicizia, in quello stesso mese donò la difesa di Rinchnach con tutti i suoi beni al monastero di Niederaltaich. Sempre nel 1040 Guntero funse da legato dell’imperatore nella guerra da questi sostenuta contro il duca di Boemia è secondo l’«Annalista Sassone», il ristabilimento della pace spetta in parte al suo intervento.

Guntero lasciò Rinchnach nel 1040 e si ritirò in solitudine per gli ultimi cinque anni della sua vita. Morì novantenne, il 9 ottobre 1045 e fu sepolto nel monastero di Brevnov, presso Praga. Fu ben presto onorato di pubblico culto assai vivo nel secolo XIII. Benché il processo di canonizzazione non sia mai giunto ad una conclusione, si possono tuttavia citare delle testimonianze indirette di una conferma del culto. A Niederaltaich se ne celebra la festa il 9 ottobre col rito di seconda classe, mentre a Passau con rito di terza. Immagini del santo si trovano a Rinchnach e a Dobravada dove morì. Le sue reliquie si dispersero nel 1420 nella devastazione ussita.
La fonte principale della storia di Guntero è la Vita Guntheri Eremitae auctore anonimo.
 


Autore:
Edith Pasztor


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-09

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