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† Jouarre, Francia, 10 ottobre 667 (?)
Fu la prima badessa della comunità femminile sorta a Jouarre, nell'attuale dipartimento francese della Seine-et-Marne, nel contesto della fioritura del monachesimo della Gallia del VII secolo. Di nobile origine e appartenente all'ambiente aristocratico franco dal quale provennero anche importanti figure ecclesiastiche, è ricordata soprattutto per il ruolo esercitato nella formazione della comunità monastica femminile di Jouarre. Le fonti non consentono di ricostruirne con precisione la nascita, la formazione religiosa e le diverse tappe della vita. La tradizione la collega alla comunità di Faremoutiers prima del trasferimento a Jouarre, ma anche i rapporti di parentela con il vescovo Agilberto e con la famiglia del fondatore Adone presentano nelle fonti antiche alcune varianti. La memoria della badessa si conserva in modo particolare attraverso il sarcofago e il cenotafio presenti nella cripta di Jouarre, monumenti di eccezionale rilievo per la conoscenza dell'arte funeraria dell'età merovingia. Il suo culto è attestato nella tradizione liturgica locale ed è recepito dal Martirologio Romano al 10 ottobre.
Etimologia: Il nome germanico Théodechilde è generalmente ricondotto agli elementi *þeudō, popolo, gente, e *hildiz, battaglia; la forma può essere quindi interpretata come nome composto germanico riferito al popolo e alla battaglia.
Martirologio Romano: Nel monastero di Jouarre nel territorio di Meaux in Francia, santa Telchilde, badessa, che, di nobile origine, fulgida di meriti e salda nei costumi, insegnò alle vergini consacrate ad uscire incontro a Cristo con le lampade accese.
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La nascita di Teodechilde (Telchilde, Theodechilde, Theodechildis, Telchildis) non è documentata. Le fonti agiografiche e storiche la presentano come appartenente a una famiglia aristocratica franca, ma divergono sui particolari della sua parentela. Una tradizione la considera sorella del vescovo Agilberto, futuro vescovo di Parigi, e cugina di Audoeno, vescovo di Rouen, e di Adone, fondatore di Jouarre. Altre ricostruzioni genealogiche la collegano invece alla famiglia di Adone attraverso rapporti di parentela più complessi. La parentela con Agilberto è comunque ampiamente attestata nella tradizione storica di Jouarre e nella letteratura relativa alle sue cripte. La sua appartenenza a una famiglia di alto rango spiega il rilievo assunto dalla sua figura nella comunità monastica, ma non sono documentati né l'anno di nascita né i nomi dei genitori con sufficiente certezza.
Faremoutiers e Jouarre Jouarre fu fondata da Adone, appartenente alla famiglia aristocratica degli Authari, intorno al 632-635. Il monastero ebbe fin dall'origine carattere duplice, con una comunità maschile e una femminile, separate nella vita quotidiana ma collegate nella struttura religiosa. La fondazione si inseriva nella diffusione della tradizione monastica legata a san Colombano. Una tradizione consolidata riferisce che Teodechilde provenisse dal monastero di Faremoutiers e che la badessa Burgondofara l'avesse destinata alla nuova comunità di Jouarre. La notizia è attestata nella storiografia monastica, ma la ricostruzione dettagliata del suo trasferimento non è documentata da una fonte contemporanea. Teodechilde divenne la prima responsabile della comunità femminile di Jouarre. Il suo ruolo fu quindi strettamente legato alla fase di formazione e consolidamento del monastero.
La comunità femminile di Jouarre Sotto la sua guida la comunità femminile acquistò progressivamente importanza. Jouarre divenne uno dei centri monastici femminili più significativi della regione e mantenne rapporti con altre fondazioni religiose. La tradizione monastica collega direttamente alla comunità di Jouarre la formazione di religiose destinate a nuove fondazioni. Tra queste vi fu Bertilla, che divenne la prima badessa di Chelles per volontà della regina Batilde. Anche l'ambiente di Jouarre è collegato alla fondazione del monastero femminile di Soissons. Questi rapporti mostrano la funzione esercitata da Jouarre nella diffusione del monachesimo femminile nella Gallia settentrionale. Non sono invece documentati in modo sufficientemente preciso gli incarichi quotidiani esercitati da Teodechilde, la durata esatta del suo governo e le norme concrete adottate dalla comunità durante il suo abbaziato.
La morte e la sepoltura La data della morte è incerta. La tradizione liturgica la colloca al 10 ottobre, mentre l'anno viene generalmente posto intorno al 660-667. Fonti moderne e repertori storici oscillano infatti tra date differenti, fra cui circa 660, 662 e 667. La base ufficiale francese relativa al monumento funerario indica una morte intorno al 662, mentre la tradizione agiografica più diffusa propone il 667. Teodechilde fu sepolta a Jouarre. Il suo sarcofago, conservato nella cripta, costituisce una delle più importanti testimonianze funerarie dell'arte dell'età merovingia. Il monumento è formato da un sarcofago sormontato da un cenotafio decorato con motivi ornamentali e accompagnato da un'iscrizione latina celebrativa. L'iscrizione presenta Teodechilde come vergine di nobile origine e madre della comunità monastica. Il testo sottolinea il suo ruolo nell'educazione delle consacrate e utilizza l'immagine evangelica delle vergini prudenti che vanno incontro allo sposo con le lampade accese. L'epigrafe costituisce una testimonianza particolarmente importante per la memoria che la comunità volle conservare della prima badessa.
Il sepolcro e la memoria La cripta funeraria di Jouarre fu organizzata in relazione alla memoria della famiglia fondatrice. Agilberto, vescovo di Parigi e tradizionalmente considerato fratello di Teodechilde, fu collegato alla costruzione della cripta dedicata a san Paolo. Le strutture funerarie di Jouarre subirono successivamente modifiche e restauri, e la cronologia precisa di alcune parti del monumento è stata discussa dagli studiosi. Il sepolcro di Teodechilde rimase comunque il centro materiale della sua memoria cultuale. La continuità della venerazione è documentata dalla tradizione liturgica locale e dalla conservazione del monumento funerario.
Il sarcofago di Teodechilde Il sarcofago di Teodechilde appartiene al complesso funerario della cripta di Jouarre ed è costituito da una struttura in pietra sormontata da un cenotafio. La decorazione comprende motivi vegetali e ornamentali caratteristici della produzione funeraria altomedievale. La datazione architettonica e scultorea del complesso è stata discussa nella storiografia, con proposte che hanno collocato alcune parti anche oltre l'epoca immediatamente successiva alla morte della badessa. L'iscrizione funeraria costituisce il principale documento diretto relativo alla memoria di Teodechilde. La presenta come vergine, di origine nobile, madre del cenobio e guida delle consacrate. Il riferimento alle vergini prudenti del Vangelo mostra come la memoria della badessa fosse stata formulata in termini biblici e monastici.
La tradizione monastica colombaniana Jouarre nacque nel quadro del monachesimo di tradizione colombaniana, particolarmente diffuso nella Gallia del VII secolo. Il monastero fu organizzato come comunità duplice, con uomini e donne residenti nello stesso complesso ma in comunità distinte. La presenza di una badessa alla guida della comunità femminile costituisce uno degli elementi caratteristici di questo modello monastico.
Iconografia L'iconografia storica di Teodechilde è legata soprattutto alla sua identificazione come prima badessa di Jouarre. Le raffigurazioni moderne la presentano con attributi propri della dignità abbaziale, in particolare il pastorale, e talvolta con il modello della chiesa o del monastero. Questi attributi appartengono alla tradizione figurativa successiva e non costituiscono testimonianze dirette dell'iconografia del VII secolo.
Curiosità - Il sepolcro di Teodechilde costituisce una delle testimonianze più note dell'arte funeraria dell'età merovingia conservate a Jouarre. - Nel 1627 le reliquie attribuite a Teodechilde furono estratte dal sepolcro insieme a quelle di Agilberta e trasferite in una cassa reliquiaria destinata alla venerazione nella chiesa di Jouarre. - Una tradizione locale collega la venerazione delle reliquie di Teodechilde e Agilberta al martedì successivo alla Pentecoste.
Cronologia - circa 632-635 - Fondazione del monastero di Jouarre da parte di Adone. - VII secolo - Teodechilde entra nella vita monastica; la tradizione la collega al monastero di Faremoutiers. - VII secolo - Teodechilde diviene prima badessa della comunità femminile di Jouarre. - 657-664 - Dalla comunità di Jouarre provengono religiose destinate a nuove fondazioni monastiche, secondo la tradizione agiografica. - circa 660-667 - Morte di Teodechilde a Jouarre; l'anno preciso rimane incerto. - 10 ottobre - Memoria liturgica tradizionale di Teodechilde. - circa 680 - Sistemazione della cripta funeraria di Jouarre nel quadro della memoria della famiglia fondatrice e realizzazione del monumento funerario legato a Teodechilde. - 1627 - Esumazione delle reliquie attribuite a Teodechilde e Agilberta e loro trasferimento nella chiesa parrocchiale di Jouarre.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di Teodechilde come prima badessa della comunità femminile di Jouarre è sostenuta dalla tradizione storica del monastero, dalla memoria epigrafica e dalla continuità del culto. - La data di nascita è sconosciuta e non è possibile ricostruire con certezza la sua età. - La parentela con Agilberto è ampiamente attestata nella tradizione relativa a Jouarre, mentre i particolari della genealogia e il rapporto preciso con Adone presentano varianti nelle fonti. - Il passaggio da Faremoutiers a Jouarre è una tradizione storica consolidata, ma non dispone di una testimonianza contemporanea che permetta di ricostruirne con certezza le circostanze. - L'anno della morte rimane incerto. Le diverse attestazioni oscillano intorno alla metà o alla seconda metà del VII secolo; la data del 10 ottobre appartiene alla tradizione liturgica, mentre l'anno 667 è una ricostruzione tradizionale e non un dato definitivamente accertato. - Il sarcofago e il cenotafio costituiscono testimonianze materiali di primaria importanza per la storia della memoria di Teodechilde. La cronologia esatta del complesso funerario, tuttavia, è stata discussa dagli studiosi e non tutte le sue parti possono essere attribuite con sicurezza al momento immediatamente successivo alla morte della badessa. - Il culto di Teodechilde è documentato dalla tradizione liturgica di Jouarre e dalla sua presenza nel Martirologio Romano al 10 ottobre. Non risulta una procedura moderna di canonizzazione o beatificazione separata paragonabile alle cause canoniche contemporanee. - La figura di Teodechilde deve essere distinta dalle altre donne altomedievali omonime, in particolare dalla Théodechilde collegata alla fondazione di Saint-Pierre-le-Vif presso Sens e dalle altre donne franche chiamate Théodechilde. La coincidenza del nome ha prodotto confusioni nella tradizione agiografica e storiografica. - La biografia di Teodechilde rimane quindi molto più scarna della memoria cultuale e monumentale che la circonda. Le informazioni più solide riguardano il suo ruolo di prima badessa di Jouarre, l'appartenenza a un ambiente aristocratico franco, la sepoltura nel complesso funerario di Jouarre e la successiva continuità del culto.
Fonti e bibliografia essenziale - Martirologio Romano, memoria di santa Telchilde al 10 ottobre: nel monastero di Jouarre, nel territorio di Meaux, badessa di nobile origine, ricordata per la guida delle vergini consacrate. - Philippe Rouillard, voce Théodechilde, in Bibliotheca Sanctorum, vol. XII, Istituto Giovanni XXIII della Pontificia Università Lateranense, Roma, 1969, coll. 211-213. - Acta Sanctorum, documentazione relativa alle fondazioni e ai personaggi della famiglia monastica di Jouarre. - Archives départementales de Seine-et-Marne, documentazione storica sulla fondazione di Notre-Dame-de-Jouarre e sulla prima badessa Théodechilde. - Ministère de la Culture, Base Palissy, notice PM77000865, tombeau de l'abbesse Théodechilde, Jouarre, cripta dell'abbazia. - C. Heitz, Jouarre, in Encyclopédie de l'Art médiéval, 1996, per la storia del complesso monastico e delle cripte. - Marquise de Maillé, Les cryptes de Jouarre, in Bulletin Monumental, 1973, per la ricostruzione archeologica delle cripte e la posizione storica di Teodechilde nel complesso funerario. - Bailey K. Young, Exemple aristocratique et mode funéraire dans la Gaule mérovingienne, Annales, 41/2, 1986, per il contesto funerario aristocratico e il ritrovamento relativo alla sepoltura di Teodechilde. Autore: Giampietro Cattini
Santa Teodechilde (Telchilde) è la prima badessa del monastero femminile di Jouerre. Anche se non conosciamo la data della sua nascita, sappiamo solo che era di nobile famiglia, sorella di Agilberto, vescovo di Parigi, e cugina di Audoeno, vescovo di Rouen, e di suo fratello Adone, che fondò nel 635 un monastero posto sotto la regola di San Colombano a Jouarre. Accanto a questo monastero, il giovane Adone aveva costruito alcuni stabili e una chiesa, dove la popolazione si recava ad ascoltare la celebrazione eucaristica. Ben presto un gruppo di vergini venne a stabilirsi nei fabbricati adiacenti alla chiesa, e seguendo la tradizione gallese voluta da San Colombano, sorse una comunità femminile gemella, per così dire, a quella guidata da Adone.
Alla guida di questa comunità di vergini c’era la nobile Teodechilde.
Non sappiamo quale fu la sua formazione religiosa, anche se riteniamo che avesse condotto una vita religiosa alla stregua di sua zia Balda che viveva in famiglia da “reclusa”.
La comunità religiosa di Jouerre ebbe uno sviluppo molto maggiore rispetto a quella maschile di Adone, visto che, la potente famiglia di Teodechilde né favorì lo sviluppo.
Sotto la guida di Teodechilde, che resse le sorti della comunità dal 620 al 667, il ramo femminile del monastero si sviluppò rapidamente, tanto che da quella comunità di Jouarre tra gli anni 657 e 664, un gruppo di monache, sotto la guida di Santa Bertilla fu mandato nell'abbazia fondata dalla regina Batilde a Chelles vicino a Parigi e un altro gruppo fu inviato nel monastero di Notre Dame fondato da Ebronio a Soissoins.
La tradizione ha tramandato che Santa Teodechilde sia morta un 10 ottobre, probabilmente nell'anno 667, e fu sepolta in un semplice sarcofago nella cripta della chiesa abbaziale di Jouarre.
Nel 680, suo fratello Agilberto, vescovo di Parigi, decise di dedicare la cripta della chiesa abbaziale di Jouarre a San Paolo, primo eremita, e di farne una sorta di mausoleo per la sua famiglia. E in quell’occasione fece erigere sul sepolcro di sua sorella Teodechilde un cenotafio con un'iscrizione celebrativa, ornato da conchiglie intervallate da colonnine, conservatosi fino ai nostri giorni. Nel sarcofago fu scritta un’iscrizione latina che si conserva, riportata da Philippe Rouillard in Bss, che dice: “Questo sepolcro protegge gli ultimi resti della beata Teodechilde. Vergine senza macchia, di nobile origine, luminosa di meriti, esemplare nei suoi costumi, essa ardeva per la verità che vivifica. Madre di questo monastero, insegnò alle sue figlie consacrate al Signore a correre verso Cristo, loro Sposo, come le vergini sagge con le loro lampade fornite di olio. Morta finalmente esulta nel trionfo del Paradiso”.
Nel 1627, i suoi resti furono esumati e uniti a quelli di Santa Agilberta, e successivamente, traslati nella chiesa parrocchiale di Jouarre. Esiste una tradizione che fa onorare le reliquie di queste due badesse, sante e vergini, il martedì dopo la Pentecoste, insieme ad altri santi i cui resti si trovano nella parrocchiale, tra cui il vescovo Potenziano e la martire Giulia.
Il culto della fondatrice fu sempre vivo tra le monache di Jouarre, che ne celebravano la festa nell'anniversario della morte.
La ricorrenza di Santa Teodichilde è stata inserita nel Martirologio romano nel giorno 10 ottobre.
Autore: Mauro Bonato
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