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IV sec.
E' venerato come primo vescovo di Verdun e come uno dei primi evangelizzatori della città nell'area della Gallia Belgica. Il suo nome appartiene alla storia delle origini cristiane di Verdun, ma la ricostruzione della sua vita è resa difficile dalla scarsità di testimonianze antiche e dalla sovrapposizione di tradizioni relative a un omonimo associato alla sede di Meaux. Il Martyrologium Romanum lo ricorda l'11 ottobre a Verdun come vescovo e attribuisce a lui, in forma prudente, la prima predicazione del Vangelo nella città. La tradizione medievale lo presentò invece come discepolo di san Dionigi di Parigi e collegò la sua attività anche a Meaux, ma queste informazioni appartengono a una costruzione agiografica posteriore e non possono essere assunte senza riserve come dati biografici del IV secolo.
Etimologia: Forma latina derivata da Sanctus, 'santo', mediante il suffisso -inus.
Martirologio Romano: A Verdun sempre in Francia, san Santino, vescovo, che si ritiene abbia per primo predicato il Vangelo in questo territorio.
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Non sono noti il luogo e la data di nascita di Santino. Anche il periodo preciso della sua attività episcopale non può essere stabilito con sicurezza. Le fonti liturgiche moderne lo collocano nel IV secolo e lo identificano come vescovo di Verdun. Il Martyrologium Romanum non fornisce una cronologia biografica dettagliata, ma afferma che egli fu il primo a predicare il Vangelo nella città. La tradizione che lo presenta come discepolo di san Dionigi di Parigi è attestata in testi medievali, ma la sua origine è relativamente tarda. Nel IX secolo Icmaro di Reims presentò una narrazione nella quale Santino e Antonino erano discepoli di Dionigi e avevano ricevuto da lui incarichi missionari. Auguste Molinier considerò questa costruzione una leggenda priva di fondamento storico, osservando che essa fu trasmessa da Icmaro in una lettera indirizzata a Carlo il Calvo negli anni 876-877.
Santino e la Chiesa di Verdun Il primo storico della Chiesa di Verdun a fornire una notizia relativamente articolata su Santino fu Bertario, canonico della città, autore dei Gesta episcoporum Virdunensium all'inizio del X secolo. Bertario afferma che Santino era il primo dei vescovi di Verdun e riferisce una tradizione secondo la quale Dionigi avrebbe inviato a Roma Santino, allora vescovo di Meaux, insieme al presbitero Antonino. Secondo il racconto, il viaggio avrebbe attraversato Verdun e Santino avrebbe predicato il Vangelo nella città sia all'andata sia al ritorno. La stessa opera riferisce inoltre una seconda tradizione, secondo cui una Vita di san Servazio ricordava un certo Santino come vescovo della civitas Clavorum. Bertario non riuscì tuttavia a stabilire dove fosse stato sepolto questo Santino e affermò di trovare l'unica indicazione a Meaux. La tradizione ecclesiastica di Verdun lo considera pertanto il primo vescovo della sede. L'IRHT segnala Santino come il primo vescovo attestato nella tradizione episcopale di Verdun e collega la sua presenza alla metà del IV secolo.
Il presunto concilio di Colonia Un elemento importante, ma problematico, della ricostruzione riguarda un presunto concilio di Colonia del 346. Nella documentazione attribuita a quel concilio compare un vescovo chiamato Sanctinus Articlavorum, che alcuni autori hanno identificato con il vescovo di Verdun. La presenza di Santino in questa documentazione è stata utilizzata per collocarlo nel IV secolo. Gli atti del concilio sono però considerati da una parte significativa della storiografia una falsificazione medievale. Uno studio filologico recente ha sottolineato che termini e formulazioni presenti negli atti non risultano compatibili con un documento autentico del IV secolo e indicano una composizione molto più tarda. Anche gli studi storici sulla diocesi di Verdun sottolineano quindi che l'identificazione di Sanctinus Articlavorum con Santino di Verdun non può essere utilizzata come una testimonianza contemporanea sicura.
L'attività missionaria La tradizione ecclesiastica considera Santino il primo evangelizzatore di Verdun. Questo dato è stato recepito dal Martyrologium Romanum, che usa una formulazione prudente: Santino è il vescovo che si ritiene abbia per primo predicato il Vangelo a Verdun. Sono invece molto più tarde e scarsamente verificabili le notizie secondo cui egli avrebbe fondato personalmente un oratorio dedicato ai santi Pietro e Paolo nel luogo successivamente occupato dall'abbazia di Saint-Vanne, oppure avrebbe organizzato stabilmente la comunità cristiana locale. Queste attribuzioni appartengono alla tradizione della Chiesa di Verdun e non sono documentate da fonti contemporanee al IV secolo. La storiografia sulla cattedrale rileva inoltre la perdita di gran parte della documentazione antica a causa di incendi verificatisi nei secoli VIII e IX.
Il rapporto con Meaux La tradizione di Meaux identifica Santino come primo vescovo della città e lo collega a Dionigi di Parigi. Questa tradizione è documentata soprattutto da fonti medievali. La sede di Meaux, secondo la ricostruzione critica di Louis Duchesne e di altri studiosi, non dispone di una successione episcopale sufficientemente documentata per collocare Santino tra i suoi primi vescovi storici. Il primo vescovo di Meaux conosciuto con certezza attraverso fonti conciliari è Medovechus, presente ai concili del 549 e del 552. La sovrapposizione tra il Santino di Verdun e il Santino di Meaux è stata discussa già negli Acta Sanctorum. I Bollandisti considerarono plausibile distinguere due figure omonime: un Santino vescovo di Verdun e un Santino vescovo di Meaux. La questione rimase tuttavia legata a tradizioni tarde e alla controversa storia delle reliquie.
Morte Non è possibile stabilire con certezza la data e il luogo della morte di Santino di Verdun. Alcune tradizioni attribuiscono a un Santino di Meaux una morte a Meaux e un carattere martiriale, ma tale racconto non può essere trasferito automaticamente al vescovo di Verdun. La tradizione di Verdun lo considera invece vescovo e confessore. Anche la data 356, frequentemente riportata nelle opere divulgative, non dispone di una base documentaria sufficientemente solida per essere assunta come data certa della morte. La memoria liturgica dell'11 ottobre non costituisce da sola una prova della data del decesso.
Il culto e le reliquie Il culto di Santino è particolarmente legato a Verdun. La sua memoria è attestata nella tradizione liturgica locale e il suo nome compare nella documentazione medievale relativa alla successione dei vescovi della città. Le tradizioni sulle reliquie collegano invece Verdun e Meaux. Secondo la tradizione storica di Verdun, le reliquie attribuite a Santino furono trasferite da Meaux e conservate nell'abbazia di Saint-Vanne. Nel 1044 il vescovo Riccardo I ne avrebbe disposto la ricognizione e la sistemazione in una nuova arca; nel 1132 il vescovo Alberone avrebbe fatto realizzare un nuovo reliquiario. Nel 1477 fu realizzata un'ulteriore urna. Questi episodi appartengono alla storia medievale del culto e non costituiscono una prova indipendente dell'identità del corpo venerato. Nella cattedrale di Verdun è documentato un reliquiario della dentatura attribuita a Santino. Il reliquiario, risalente all'ultimo quarto del XVI secolo, contiene una reliquia che fu separata dalla grande urna durante una ricognizione del 30 marzo 1598. L'oggetto è oggi tutelato come bene del patrimonio storico francese.
Memoria liturgica Il Martyrologium Romanum attuale commemora Santino l'11 ottobre a Verdun, definendolo vescovo e attribuendogli la prima predicazione del Vangelo nella città. La tradizione liturgica più antica presentava invece Santino di Meaux il 22 settembre. Biblissima registra la distinzione delle memorie: 22 settembre per il vescovo di Meaux e 11 ottobre per quello di Verdun.
Cronologia - IV secolo - Santino è collocato dalla tradizione ecclesiastica tra i primi evangelizzatori e vescovi di Verdun. - metà del IV secolo - La tradizione episcopale di Verdun colloca l'episcopato di Santino in questo periodo, ma la cronologia precisa non è documentata. - 346 - Gli atti del presunto concilio di Colonia menzionano un Sanctinus Articlavorum; gli atti sono oggi considerati da numerosi studiosi una falsificazione medievale e l'identificazione con Santino di Verdun rimane discussa. - 876-877 - Icmaro di Reims presenta a Carlo il Calvo una tradizione che collega Santino e Antonino a Dionigi di Parigi e alla sede di Meaux. - 916-917 - Un incendio distrugge gran parte degli antichi libri e delle memorie della Chiesa di Verdun; poco dopo Bertario compone i Gesta episcoporum Virdunensium. - 1044 - Secondo la tradizione relativa alle reliquie, il vescovo Riccardo I fa collocare le reliquie attribuite a Santino in una nuova arca a Verdun. - 1132 - Il vescovo Alberone fa realizzare una nuova urna e vi trasferisce le reliquie attribuite a Santino. - 1477 - L'abate Matteo di Saint-Vanne fa realizzare un nuovo reliquiario per Santino. - 1598-03-30 - Una ricognizione delle reliquie attribuite a Santino porta alla separazione di una dentatura, conservata successivamente in uno specifico reliquiario.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di un antico vescovo venerato dalla Chiesa di Verdun con il nome di Santino è radicata nella tradizione episcopale locale e nel culto, ma la sua biografia individuale è scarsamente documentata. - La prima testimonianza narrativa specificamente legata a Verdun è quella di Bertario, composta all'inizio del X secolo, molti secoli dopo l'epoca attribuita a Santino. Bertario presenta inoltre tradizioni differenti e ammette di non conoscere il luogo della sua sepoltura se non attraverso il riferimento a Meaux. - La presunta partecipazione al concilio di Colonia del 346 non costituisce una testimonianza sicura, perché gli atti del concilio sono stati sottoposti a una forte critica di autenticità. - L'identificazione di Santino come discepolo di Dionigi di Parigi deriva da tradizioni medievali sviluppatesi soprattutto nel IX secolo. L'antica identificazione con Dionigi l'Areopagita appartiene a una fase ancora più problematica della tradizione agiografica. - Il rapporto tra il Santino di Verdun e il Santino di Meaux è controverso. Gli Acta Sanctorum considerarono possibile la distinzione di due omonimi, mentre altre tradizioni li hanno identificati in un'unica persona. - La qualifica di primo vescovo di Verdun appartiene alla tradizione ecclesiastica locale ed è recepita dal Martyrologium Romanum. La formula liturgica moderna è prudente e afferma che Santino si ritiene essere stato il primo predicatore del Vangelo nella città. - Le date 332-356, spesso riportate per il suo episcopato, non possono essere considerate certe. La cronologia più prudente colloca Santino nel IV secolo, senza fissare con sicurezza né l'inizio né la fine dell'episcopato. - Il martirio attribuito dalla tradizione al Santino di Meaux non è trasferibile automaticamente al Santino di Verdun. Per quest'ultimo il Martyrologium Romanum lo presenta semplicemente come vescovo e non come martire. - Le reliquie venerate a Verdun hanno una storia medievale documentata, ma la loro attribuzione al Santino storico del IV secolo non può essere dimostrata con certezza sulla base delle fonti conservate. Il reliquiario della dentatura costituisce invece un'attestazione concreta della continuità del culto a Verdun.
Fonti e bibliografia essenziale - Bertarius Virdunensis, Gesta episcoporum Virdunensium, inizi X secolo. L'opera costituisce la prima fonte narrativa conservata della tradizione episcopale di Verdun relativa a Santino. - Acta Sanctorum, tomo di ottobre, commento a san Santino. L'edizione bollandista discute espressamente la possibilità di distinguere il Santino di Verdun dal Santino di Meaux e analizza criticamente la tradizione delle origini. - Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, Paris, 1907-1915. Studio fondamentale sulla successione dei vescovi delle antiche sedi galliche e sulla tradizione episcopale di Verdun. - Auguste Molinier, Les Sources de l'histoire de France. Époque primitive, mérovingiens et carolingiens, Paris, 1901, p. 33. Analisi critica della tradizione che presenta Santino come vescovo di Meaux e discepolo di Dionigi. - Biblissima, scheda di autorità relativa a Saintin, con le varianti onomastiche, le diverse memorie liturgiche e il riferimento alla Bibliotheca hagiographica latina. - Ministère de la Culture, base Palissy, Reliquaire de la dent de saint Saintin, cattedrale Notre-Dame di Verdun, notice PM55000800.
Autore: Giampietro Cattini
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