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† Tebaide, Egitto, 357
Fu un monaco della Tebaide, ricordato soprattutto come discepolo di sant'Antonio abate e come martire ucciso da gruppi indicati dalle fonti occidentali come Saraceni. La sua figura emerge da una documentazione relativamente ristretta ma significativa: il Chronicon di san Girolamo registra sotto il regno di Costanzo II l'uccisione di Sarmata nel monastero di Antonio, mentre la tradizione ascetica greca conserva sotto il nome di Sarmata alcune brevi sentenze attribuite a un monaco egiziano. La coincidenza tra i due personaggi è però soltanto probabile e non può essere dimostrata in modo definitivo. La memoria liturgica occidentale si è consolidata l'11 ottobre e il Martyrologium Romanum lo presenta come abate della Tebaide e discepolo di Antonio, morto nel 357. Nella tradizione greca la memoria di Sarmata ricorre invece il 30 agosto, come asceta del deserto egiziano. La sua importanza storica risiede quindi soprattutto nella testimonianza sulla prima generazione del monachesimo egiziano e nella precoce tradizione del martirio di un discepolo di Antonio.
Etimologia: Sarmatas/Sarmata corrisponde al nome greco Σαρματᾶς e latino Sarmata, collegato all'antico etnonimo dei Sarmati, di origine iranica.
Martirologio Romano: Commemorazione di san Sármata, abate nella Tebaide, in Egitto, che, discepolo di sant’Antonio, fu ucciso dai Saraceni.
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Sarmatas appartiene alla prima generazione del monachesimo egiziano sviluppatosi attorno alla figura di sant'Antonio abate. Il Chronicon di Girolamo, nella sezione relativa agli anni del regno di Costanzo II, presenta Sarmata insieme ad Amata e Macario come uno degli insigni discepoli di Antonio. La notizia è particolarmente importante perché proviene da una fonte del IV secolo e colloca Sarmata direttamente nell'ambiente monastico antoniano. Non sono conservate informazioni attendibili sulla sua nascita, sulla famiglia, sulla formazione precedente all'ingresso nella vita ascetica o sulle circostanze precise della sua permanenza presso Antonio. Anche il luogo esatto del monastero nel quale visse non è identificabile con certezza sulla base delle fonti relative a Sarmata. La tradizione successiva lo colloca nella Tebaide, regione dell'Alto Egitto caratterizzata da una intensa presenza monastica.
La tradizione ascetica Il nome di Sarmata compare anche nella raccolta greca degli Apophthegmata Patrum, la tradizione dei detti dei Padri del deserto. L'edizione di riferimento nella Patrologia Graeca conserva quattro brevi racconti relativi ad abba Sarmata. In uno di essi viene ricordata la sua rigorosa pratica ascetica: dopo quaranta giorni di digiuno e silenzio, interrogato da abba Poemen, riferì di avere ricevuto il dono di dominare i sogni. Altri detti attribuiti a Sarmata riguardano il discernimento ascetico, la moderazione e la resistenza ai pensieri tentatori. Questa tradizione presenta Sarmata come un autorevole asceta della scuola del deserto egiziano. Tuttavia, l'identificazione dell'abba Sarmata degli Apophthegmata Patrum con il Sarmata discepolo di Antonio ricordato da Girolamo non è certa. La raccolta dei detti ha avuto una lunga storia di formazione e trasmissione, e la presenza dello stesso nome non costituisce da sola una prova sufficiente dell'identità personale. La moderna Pravoslavnaja Enciklopedija considera possibile la coincidenza, senza presentarla come definitivamente dimostrata.
Il martirio La testimonianza fondamentale sul martirio proviene dal Chronicon di Girolamo. Nel 357, secondo la cronologia tradizionale ricavata dal testo, gruppi chiamati Saraceni penetrarono nel monastero di sant'Antonio e uccisero Sarmata. Girolamo non fornisce ulteriori particolari sulla modalità dell'uccisione, sulle circostanze dell'attacco o sulle motivazioni immediate degli aggressori. La notizia è quindi molto più sobria rispetto alle elaborazioni agiografiche posteriori. La tradizione liturgica occidentale recepì questa testimonianza come un vero martirio cristiano. Il Martyrologium Romanum ricorda Sarmata l'11 ottobre come discepolo di sant'Antonio, ucciso dai Saraceni per Cristo; nell'attuale formulazione è qualificato anche come abate della Tebaide. La data del 357 deriva dalla collocazione cronologica della notizia di Girolamo e non da una testimonianza che indichi il giorno preciso della morte. Il termine Saraceni appartiene alla terminologia utilizzata dalle fonti tardoantiche e non consente, da solo, di ricostruire con precisione l'identità etnica o politica degli aggressori. Non sono documentati né un luogo più preciso dell'uccisione né particolari sulle modalità del martirio.
La memoria liturgica La memoria occidentale di Sarmata è attestata l'11 ottobre. La sua presenza nel Martyrologium Romanum deriva dalla tradizione consolidata in età moderna, mentre la fonte più antica per il racconto del martirio rimane il Chronicon di Girolamo. I Bollandisti dedicarono a Sarmata un commento negli Acta Sanctorum, sotto l'11 ottobre, nel quale viene esaminata la notizia del martirio nella Tebaide e il rapporto con la tradizione antoniana. Nella tradizione greca Sarmata è ricordato il 30 agosto come asceta del deserto egiziano. La Pravoslavnaja Enciklopedija identifica questa memoria con il medesimo Sarmata e registra la forma greca Σαρματᾶς. La differenza tra le due date liturgiche appartiene dunque alla storia delle diverse tradizioni calendariologiche e non implica necessariamente l'esistenza di due santi distinti.
Una possibile attestazione nella corrispondenza di Serapione È stata inoltre proposta l'identificazione di Sarmata con uno dei discepoli di Antonio destinatari di una lettera attribuita a Serapione di Tmuis, datata al 356 e indirizzata a Sarmata e a suo fratello Isacco. L'ipotesi è stata discussa da René Draguet sulla base delle versioni siriaca e armena della lettera. L'identificazione rimane tuttavia una proposta interpretativa e non costituisce una certezza biografica.
Cronologia - IV secolo - Sarmata è ricordato nella tradizione monastica egiziana come discepolo di sant'Antonio abate. - IV secolo - Il nome di Sarmata compare negli Apophthegmata Patrum tra gli asceti del deserto egiziano. - 357 - Girolamo registra l'incursione di gruppi chiamati Saraceni nel monastero di sant'Antonio e l'uccisione di Sarmata. - Età moderna - La memoria di Sarmata viene inserita nel Martyrologium Romanum l'11 ottobre. - 30 agosto - La tradizione liturgica greca celebra Sarmata come asceta del deserto egiziano. - 11 ottobre - La tradizione liturgica occidentale celebra san Sarmatas come martire della Tebaide.
Valutazione storico-critica - La testimonianza più antica e significativa sul personaggio è quella di Girolamo, che nel Chronicon presenta Sarmata come discepolo di sant'Antonio e registra la sua uccisione nel monastero antoniano. - La data 357 è ricavata dalla cronologia del Chronicon e costituisce la data tradizionale del martirio; il giorno preciso della morte non è documentato. - Il carattere storico del martirio dispone di una testimonianza tardoantica diretta nella sua formulazione essenziale, mentre i particolari sulle circostanze dell'uccisione non sono conservati. - L'appellativo di abate è attestato nella tradizione liturgica occidentale più tarda e nell'attuale Martyrologium Romanum, ma la testimonianza di Girolamo definisce Sarmata anzitutto come discepolo di Antonio. - L'identificazione tra il Sarmata martire di Girolamo e l'abba Sarmata degli Apophthegmata Patrum è possibile ma non dimostrabile con certezza. Le due tradizioni appartengono a percorsi documentari differenti. - La tradizione relativa al 30 agosto e quella occidentale dell'11 ottobre sembrano riferirsi allo stesso Sarmata, ma la documentazione non permette di ricostruire con precisione il processo storico attraverso il quale le due memorie liturgiche si sono formate. - La proposta di identificare Sarmata con il destinatario della lettera di Serapione di Tmuis del 356 resta un'ipotesi storiografica e non può essere trasformata in un dato biografico certo. - Non sono documentate con sufficiente certezza la nascita, la famiglia, la formazione, la data precisa della morte, le modalità del martirio, la localizzazione esatta del monastero e l'eventuale conservazione di reliquie. - Il culto di Sarmata è attestato sia nella tradizione occidentale, con memoria l'11 ottobre, sia in quella greca, con memoria il 30 agosto.
Fonti e bibliografia essenziale - Hieronymus Stridonensis, Chronicon, anno 357, ed. R. Helm, Eusebius Werke, Band 7, Berlin, Akademie-Verlag, 1956, p. 240. La cronaca registra l'uccisione di Sarmata nel monastero di sant'Antonio. - Apophthegmata Patrum, Collectio alphabetica, De abbate Sarmata, in Patrologia Graeca, vol. 65, col. 413. La raccolta conserva quattro brevi tradizioni relative ad abba Sarmata. - Acta Sanctorum, Octobris, tomus V, pp. 603-605, commento De S. Sarmata martyre in Thebaide. - Martyrologium Romanum, editio typica 2004, 11 ottobre. La memoria recita: Commemoratio sancti Sarmatae, abbatis in Thebaide, qui discipulus sancti Antonii a Saracenis necatus est. - Draguet, René, Une lettre de Sérapion de Thmuis aux disciples d'Antoine (A. D. 356) en version syriaque et arménienne, in Le Muséon, 64, 1951, pp. 1-25. - Sauget, Jean-Marie, 'Sarmatas', in Bibliotheca Sanctorum, vol. 11, coll. 659-660.
Autore: Giampietro Cattini
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