|
† Bordeaux, Gironda, Nuova Aquitania, Francia, prima metà del V sec.
Fu un vescovo vissuto all'inizio del V secolo e divenuto una delle principali figure del culto cristiano della città. La fonte narrativa più antica che ne descrive la presenza a Bordeaux è Gregorio di Tours, che nella seconda metà del VI secolo riferisce, sulla base della tradizione dei chierici bordolesi, che Severino proveniva dalle regioni dell'Oriente e che il vescovo Amando gli cedette il governo della Chiesa di Bordeaux, tornando alla propria sede dopo la sua morte. La durata esatta dell'episcopato di Severino e la sua origine geografica rimangono sconosciute. Una tradizione successiva lo identificò con il vescovo Severino di Colonia e gli attribuì anche un precedente episcopato a Treviri, ma l'identificazione dei due Severini è oggi generalmente respinta dagli studi storico-agiografici. Il suo culto era già consolidato a Bordeaux alla fine del VI secolo, quando Gregorio di Tours lo presenta come patrono della città e ricorda la basilica edificata presso il luogo della sua sepoltura. La memoria liturgica è celebrata il 21 ottobre. Il Martyrologium Romanum moderno distingue espressamente il Severino di Bordeaux dal Severino di Colonia, commemorato il 23 ottobre.
Patronato: Bordeaux
Etimologia: Dal latino Severinus, derivato da Severus, con il significato di 'severo', 'rigoroso'.
Emblema: Abiti episcopali, pastorale, mitra.
Martirologio Romano: A Bordeaux in Aquitania, ora in Francia, san Severino, vescovo, che, venuto dall’Oriente, fu accolto con onore dal vescovo sant’Amando, che lo volle suo successore.
|
Le notizie sulla nascita e sulla formazione di Severino (in francese Séverin o Seurin, in latino Severinus) sono ignote. La fonte fondamentale, Gregorio di Tours, afferma soltanto che egli proveniva 'dalle regioni dell'Oriente'. L'espressione latina de partibus Orientis non consente di individuare una città, una provincia o un preciso territorio di provenienza. Non è quindi documentato che fosse originario della Grecia, della Siria, dell'Asia Minore o di un'altra regione determinata. Le tradizioni posteriori ampliarono considerevolmente questo dato. Un testo tramandato da un manoscritto del IX secolo, attribuito in passato a Venanzio Fortunato, presenta Severino come vescovo di Treviri prima del suo arrivo a Bordeaux. L'attribuzione del testo a Fortunato è stata discussa e il racconto presenta elementi incompatibili con la più antica testimonianza di Gregorio di Tours.
Arrivo a Bordeaux Secondo Gregorio di Tours, mentre Severino si dirigeva verso Bordeaux, il vescovo Amando ricevette in sogno l'ordine di andargli incontro e di accoglierlo con onore. Amando incontrò quindi Severino e, dopo averlo accolto, lo introdusse nella chiesa insieme a lui. Il racconto appartiene alla letteratura agiografica di Gregorio e contiene una componente soprannaturale evidente nel sogno di Amando; il dato storico centrale, cioè la presenza a Bordeaux di un vescovo chiamato Severino e il rapporto con Amando, costituisce invece il nucleo della tradizione più antica conservata sulla sua figura. Gregorio afferma inoltre che Amando ammirò a tal punto Severino da sostituirlo a sé nel governo della Chiesa di Bordeaux, mentre egli stesso assunse una posizione subordinata. Dopo alcuni anni Severino morì e Amando riprese il governo della diocesi. Il racconto presuppone quindi un effettivo episcopato di Severino a Bordeaux, anche se non permette di stabilirne con precisione la durata.
Il contesto storico L'episodio si colloca nella prima metà del V secolo, in una fase di profonde trasformazioni politiche e religiose della Gallia romana. Bordeaux apparteneva all'Aquitania e possedeva già una comunità cristiana consolidata. Il vescovo Amando è storicamente attestato e il suo episcopato viene generalmente collocato negli anni successivi al vescovo Delfino, morto all'inizio del V secolo. La cronologia tradizionale colloca quindi l'arrivo di Severino a Bordeaux nei primi decenni del V secolo, ma non esiste una testimonianza contemporanea che consenta di fissarne l'anno.
Morte e sepoltura Gregorio di Tours riferisce che Severino morì dopo pochi anni di episcopato e che, dopo la sua sepoltura, Amando riprese la propria sede. Non indica né il giorno né l'anno della morte. La tradizione successiva ha proposto date intorno al 420, ma tale data non può essere considerata certa. È invece solida l'associazione della morte e della sepoltura con Bordeaux. Il luogo sepolcrale era situato nel suburbio della città, in un'area funeraria cristiana già attiva nella tarda antichità. Le ricerche archeologiche hanno documentato nel sito di Saint-Seurin una necropoli utilizzata almeno dal IV secolo, con strutture funerarie e sepolture cristiane. La basilica medievale si sviluppò sopra questo complesso funerario.
Il culto a Bordeaux Alla fine del VI secolo il culto di Severino era già fortemente radicato. Gregorio di Tours lo presenta come patrono dei Bordolesi e riferisce che, in occasione di malattie, assedi o altre calamità, la popolazione si recava alla sua basilica, praticava digiuni e veglie e pregava presso il luogo di sepoltura. Il racconto testimonia soprattutto l'importanza del culto nella Bordeaux del VI secolo; i singoli interventi miracolosi descritti da Gregorio appartengono alla tradizione agiografica e non possono essere trattati come eventi storicamente verificabili. La basilica di Saint-Seurin sorse nell'area della necropoli suburbana associata al culto del santo. Una ricerca archeologica recente considera la basilica menzionata da Gregorio di Tours alla fine del VI secolo come un elemento fondamentale per la formazione del complesso monumentale di Saint-Seurin. L'edificio attuale è il risultato di numerose trasformazioni successive.
La confusione con Severino di Colonia Per molti secoli Severino di Bordeaux fu confuso con il vescovo Severino di Colonia. La confusione è favorita dalla coincidenza del nome, dalla tradizione relativa alla morte a Bordeaux del vescovo di Colonia e dalla trasmissione di racconti agiografici che unirono le due figure. La distinzione emerge con particolare chiarezza dal confronto tra Gregorio di Tours e le tradizioni relative al vescovo di Colonia. Gregorio, quando parla del Severino di Bordeaux, lo presenta come proveniente dall'Oriente; altrove, parlando del Severino di Colonia, lo identifica esplicitamente come vescovo della città renana. Gli studi storico-agiografici hanno pertanto distinto i due personaggi. Anche il Martyrologium Romanum contemporaneo li celebra separatamente: Severino di Bordeaux il 21 ottobre e Severino di Colonia il 23 ottobre.
La tradizione di Treviri Un ulteriore problema riguarda la tradizione che fa di Severino un precedente vescovo di Treviri. Venanzio Fortunato aveva scritto una Vita di Severino, oggi perduta, come testimonia Gregorio di Tours. Una Vita brevis conservata in un manoscritto del IX secolo fu identificata da Dom Quentin con l'opera di Fortunato, ma l'attribuzione fu contestata. Il testo presenta Severino come vescovo di Treviri, mentre Gregorio, riferendo la tradizione dei chierici di Bordeaux, lo fa provenire dall'Oriente. La divergenza è quindi antica e non può essere risolta trasformando la tradizione trevirense in un dato biografico certo.
Il complesso di Saint-Seurin Il sito di Saint-Seurin conserva una delle più importanti testimonianze archeologiche della cristianizzazione della Bordeaux tardoantica. La necropoli, utilizzata tra il IV e il VI secolo, comprende numerose sepolture e strutture funerarie. L'associazione del sito con Severino appartiene alla storia del culto e non significa che ogni struttura archeologica rinvenuta possa essere attribuita direttamente al santo.
La memoria liturgica Il 21 ottobre è la memoria liturgica di Severino di Bordeaux. Il Martyrologium Romanum contemporaneo lo presenta come vescovo di Bordeaux proveniente dalle regioni dell'Oriente e ricorda l'accoglienza riservatagli dal vescovo Amando e la sua designazione come successore. La formulazione distingue esplicitamente questo Severino dal vescovo di Colonia commemorato il 23 ottobre.
Le reliquie La basilica di Saint-Seurin conserva e venera reliquie attribuite al santo sotto l'altare. La documentazione cultuale attesta la continuità della venerazione, mentre l'identificazione materiale delle ossa con il Severino storico non può essere stabilita con certezza sulla sola base delle testimonianze disponibili.
Curiosità - Una vetrata del XVI secolo conservata dal Musée d'Aquitaine rappresenta san Seurin come vescovo e costituisce una delle testimonianze artistiche della sua venerazione a Bordeaux. - La grande statua medievale di San Seurin proveniva dal portale occidentale della basilica e risale alla metà del XIII secolo; oggi è conservata al Musée d'Aquitaine. - Il sito di Saint-Seurin è legato a numerose tradizioni medievali, tra cui quella secondo cui l'olifante di Rolando sarebbe stato deposto sull'altare della basilica; questo racconto appartiene alla tradizione epica e non alla biografia storica di Severino.
Cronologia - IV secolo - Esistenza della necropoli cristiana nell'area dell'attuale Saint-Seurin a Bordeaux. - Inizio del V secolo - Severino giunge a Bordeaux secondo la tradizione conservata da Gregorio di Tours. - Prima metà del V secolo - Severino esercita il ministero episcopale a Bordeaux e, secondo Gregorio di Tours, subentra temporaneamente ad Amando. - Prima metà del V secolo - Morte di Severino a Bordeaux; la data precisa non è documentata. - Fine del VI secolo - Gregorio di Tours attesta il culto di Severino, la sua sepoltura suburbana, la basilica e la venerazione popolare presso il suo sepolcro. - IX secolo - Un manoscritto conserva una Vita brevis che attribuisce a Severino un precedente episcopato a Treviri; l'attribuzione dell'opera a Venanzio Fortunato è discussa.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di un vescovo Severino venerato a Bordeaux è attestata dalla tradizione ecclesiastica trasmessa da Gregorio di Tours nel VI secolo, che lo presenta come successore temporaneo di Amando e come patrono della città. - Le informazioni biografiche anteriori all'arrivo a Bordeaux sono estremamente limitate. La provenienza dalle partes Orientis è attestata da Gregorio, ma non consente di identificare una precisa patria o regione. - La cronologia dell'episcopato non è fissabile con precisione. L'attribuzione della morte all'anno 420 è tradizionale e non risulta dimostrata da una fonte contemporanea. - La tradizione che identifica Severino di Bordeaux con Severino di Colonia è stata progressivamente distinta dalla critica agiografica. Le fonti di Gregorio di Tours e la liturgia romana contemporanea sostengono la distinzione delle due figure. - L'identificazione di Severino con un precedente vescovo di Treviri appartiene a una tradizione agiografica successiva e rimane incompatibile con la più antica indicazione gregoriana della provenienza dall'Oriente. L'attribuzione della Vita brevis a Venanzio Fortunato è inoltre discussa. - Il culto di Severino è storicamente documentato a Bordeaux almeno alla fine del VI secolo. La basilica e la necropoli di Saint-Seurin costituiscono il principale centro storico della sua venerazione. - I racconti relativi al sogno di Amando, alle guarigioni e alla protezione della città appartengono alla narrazione agiografica di Gregorio di Tours e non possono essere verificati indipendentemente come eventi soprannaturali. - Il patronato di Bordeaux è attestato dalla tradizione cultuale e dalla documentazione ecclesiastica locale. - Non risultano una beatificazione o una canonizzazione moderne riferibili a Severino: il suo culto appartiene alla venerazione antica di un santo della Chiesa e alla memoria liturgica consolidata.
Fonti e bibliografia essenziale - Gregorio di Tours, De gloria confessorum, capitolo 45, principale fonte narrativa antica sulla presenza di Severino a Bordeaux e sul suo culto. - Venanzio Fortunato, Vita di San Severino, opera ricordata da Gregorio di Tours ma non conservata integralmente; l'identificazione con la Vita brevis medievale è discussa. - E. Moura, 'De Partibus Orientis', Revue historique de Bordeaux et du département de la Gironde, 8, 1959, pp. 81-85, studio sulla tradizione dell'origine orientale di Severino. - J. Callen, Saint Seurin de Bordeaux, d'après Fortunat et Grégoire de Tours, Paris, Alphonse Picard, 1912, studio delle testimonianze di Gregorio di Tours e della tradizione attribuita a Fortunato. - Isabelle Cartron, 'Le cimetière de Saint-Seurin de Bordeaux : mémoire et sacralisation de l'espace', Cahiers de Fanjeaux, 46, 2011, pp. 313-330, studio storico-archeologico del complesso funerario e cultuale. - Coralie Demangeot et al., 'La nécropole tardo-antique de Saint Seurin à Bordeaux (IVe-VIe s. p.C.) : premiers résultats de la fouille de l'îlot Castéja', Aquitania, 34, 2018, pp. 327-343.
Autore: Giampietro Cattini
|