E' ricordato come il primo vescovo di origine gentile della comunità cristiana di Gerusalemme dopo la successione dei vescovi provenienti dal giudaismo. La sua figura appartiene alla delicata fase successiva alla rivolta di Bar Kokhba e alla trasformazione della città in Aelia Capitolina sotto l'imperatore Adriano. La principale fonte antica, Eusebio di Cesarea, lo menziona molto brevemente, affermando che, dopo l'espulsione della popolazione ebraica e la formazione di una comunità cristiana composta da gentili, Marco fu il primo a governare la Chiesa della città dopo i vescovi della circoncisione. Nulla di certo è conosciuto sulla sua origine, sulla sua nascita, sulla durata del suo episcopato o sulla sua morte. La tradizione liturgica occidentale lo ha successivamente commemorato il 22 ottobre e lo ha venerato come martire, attribuendone la morte al tempo dell'imperatore Antonino Pio. Questa informazione, tuttavia, non appartiene alla testimonianza di Eusebio e compare soltanto nella successiva tradizione martirologica. Il Martirologio Romano contemporaneo conserva invece una commemorazione di Marco come vescovo di Gerusalemme e ricorda la sua opera di ricostituzione della comunità cristiana.
Etimologia: Dal latino Marcus, antico prenome romano, tradizionalmente collegato al nome di Marte, divinità romana della guerra.
Martirologio Romano: Commemorazione di san Marco, vescovo di Gerusalemme, che primo tra i gentili ebbe la guida della Chiesa della Città Santa, che, disgregatasi per paura delle persecuzioni, egli ricominciò a radunare con la sua fede e la sua operosità.
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Le notizie storicamente più antiche su Marco provengono dalla Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, composta nel IV secolo. Eusebio collega direttamente la sua comparsa alla conclusione della seconda rivolta giudaica contro Roma, guidata da Simon Bar Kokhba durante il regno di Adriano. La guerra raggiunse il momento decisivo nel diciottesimo anno del regno di Adriano, tradizionalmente identificato con il 134. Dopo la caduta della fortezza di Betar, le autorità romane impedirono agli ebrei di accedere alla regione di Gerusalemme. La città venne quindi trasformata in una colonia romana e assunse il nome di Aelia, derivato dal nome dell'imperatore Aelius Hadrianus. Eusebio riferisce che anche la composizione della comunità cristiana cambiò. Dopo la successione dei vescovi provenienti dal giudaismo, il primo a governare la Chiesa costituita da gentili fu Marco. La testimonianza di Eusebio è particolarmente importante perché costituisce la fonte antica fondamentale per l'identificazione di Marco e per il suo ruolo nella storia della sede gerosolimitana.
Primo vescovo gentile di Gerusalemme L'affermazione di Eusebio non attribuisce a Marco un'origine geografica precisa, né fornisce informazioni sulla sua formazione o sulla sua precedente attività. Il dato esplicito è che egli fu il primo vescovo della Chiesa di Gerusalemme proveniente dai gentili dopo la serie dei vescovi di origine ebraica. Eusebio, nel descrivere successivamente la successione dei vescovi gerosolimitani, presenta Marco come il primo della nuova serie e indica dopo di lui Cassiano. Lo stesso autore osserva però che la cronologia dei vescovi di Gerusalemme non era stata conservata con precisione. Per questo motivo non è possibile ricavare dalla successione una durata certa dell'episcopato di Marco. La cronaca di Girolamo conserva a sua volta la notizia della nomina di Marco come primo vescovo gentile di Gerusalemme, confermando il nucleo storico della tradizione. La cronologia precisa dell'evento rimane tuttavia incerta.
L'attività pastorale Il Martirologio Romano contemporaneo presenta Marco come colui che cominciò a riunire nuovamente la Chiesa della città, che era stata dispersa dal timore. Questa formulazione appartiene alla tradizione liturgica e sviluppa il breve dato trasmesso da Eusebio. Non sono conservate informazioni attendibili sulle modalità concrete della sua attività pastorale, sul numero dei fedeli, sui suoi collaboratori o su eventuali interventi nell'organizzazione della comunità. Non sono documentati discorsi, lettere o altri scritti attribuibili a Marco. Anche la tradizione secondo cui Marco avrebbe avuto come segretario Aristo di Pella non è sufficientemente fondata. L'associazione deriva da una testimonianza tarda e ambigua e non compare nella testimonianza di Eusebio relativa al vescovo.
La tradizione del martirio La morte di Marco non è descritta dalle fonti più antiche. Eusebio, pur ricordandolo come primo vescovo gentile della Chiesa di Gerusalemme, non riferisce né la data né le circostanze della sua morte. La tradizione del martirio compare nella letteratura martirologica medievale. Adone di Vienne inserì Marco nel proprio martirologio al 22 ottobre, qualificandolo come primo vescovo di Gerusalemme proveniente dai gentili. Da Adone la notizia passò sostanzialmente attraverso Usuardo e successivamente nel Martirologio Romano. La tradizione occidentale aggiunse quindi l'affermazione che Marco avesse ricevuto la palma del martirio non molto tempo dopo il suo episcopato. Il Martirologio Romano della tradizione precedente alla revisione del 2001 specificava che Marco sarebbe morto martire sotto l'imperatore Antonino. La revisione contemporanea ha invece eliminato questo elemento e presenta semplicemente la commemorazione di Marco come vescovo di Gerusalemme. Non sono pertanto documentabili la data della morte, il luogo preciso, la modalità dell'eventuale martirio o una specifica persecuzione alla quale egli sarebbe stato sottoposto.
Il culto Il culto di Marco è attestato soprattutto nella tradizione liturgica occidentale. Il suo nome compare nei martirologi medievali di Adone e Usuardo e fu successivamente accolto nel Martirologio Romano con memoria al 22 ottobre. Gli Acta Sanctorum dedicano a Marco un commento storico nel quale viene esaminata criticamente la formazione della tradizione relativa alla sua festa e al martirio. La presenza di Marco nelle più antiche tradizioni occidentali non corrisponde però a una documentazione altrettanto antica del culto in Oriente. Secondo l'analisi di Joseph-Marie Sauget, il suo culto non risulta attestato nei calendari palestinesi né nei sinassari bizantini. Questa assenza rende particolarmente significativo il carattere tardivo della documentazione cultuale rispetto all'antica testimonianza storica di Eusebio.
Marco e la trasformazione della Chiesa di Gerusalemme L'importanza storica di Marco risiede soprattutto nella sua collocazione in una svolta decisiva della storia della Chiesa gerosolimitana. Con lui la successione episcopale passa, secondo Eusebio, dai vescovi provenienti dalla comunità ebraica a un vescovo appartenente al mondo gentile. Questo cambiamento avvenne nel contesto della rifondazione romana di Gerusalemme come Aelia Capitolina e dell'esclusione della popolazione ebraica dalla città e dal territorio circostante. Il dato non implica che con Marco sia scomparsa ogni presenza cristiana di origine ebraica dalla Palestina. La testimonianza di Eusebio riguarda specificamente la composizione della Chiesa della città dopo la trasformazione di Gerusalemme e non autorizza una ricostruzione dettagliata delle comunità cristiane dell'intera regione.
Cronologia - 134 - La rivolta di Bar Kokhba raggiunge la fase decisiva con la caduta di Betar; le autorità romane vietano agli ebrei l'accesso alla regione di Gerusalemme. - 135-136 - Dopo la trasformazione di Gerusalemme in Aelia Capitolina e il mutamento della composizione della comunità cristiana cittadina, Marco diviene il primo vescovo gentile della Chiesa di Gerusalemme. L'anno preciso della sua elezione non è stabilito con certezza. - Secondo secolo - Marco esercita il ministero episcopale a Gerusalemme; la durata del suo episcopato non è determinabile con certezza. - Secondo secolo - La morte di Marco è tradizionalmente collegata al martirio, ma la data e le circostanze non sono documentate dalle fonti antiche.
Valutazione storico-critica - La figura storica di Marco è sufficientemente attestata dalla testimonianza di Eusebio di Cesarea, che lo identifica come il primo vescovo gentile della Chiesa di Gerusalemme dopo la successione dei vescovi provenienti dal giudaismo. - Le informazioni biografiche personali sono estremamente scarse. Non sono documentate la nascita, l'origine familiare, la formazione, le attività precedenti all'episcopato e la data della morte. - La cronologia dell'episcopato non può essere ricostruita con precisione. Le antiche liste dei vescovi di Gerusalemme presentano problemi cronologici e le stesse fonti ammettono l'incertezza relativa alla successione. - L'associazione di Marco con Aelia Capitolina è storicamente coerente con la testimonianza di Eusebio, che colloca la sua nomina dopo la trasformazione della città e il passaggio della Chiesa locale a una composizione gentile. - Il martirio non è attestato nella testimonianza di Eusebio. La sua attribuzione deriva dalla successiva tradizione martirologica occidentale, sviluppatasi a partire da Adone e Usuardo. - L'attribuzione del martirio al regno di Antonino Pio appartiene alla tradizione del Martirologio Romano antico e non è sostenuta da una testimonianza contemporanea a Marco. - La data del 22 ottobre è una data cultuale, non una data storicamente documentata della morte. - L'attuale formulazione del Martirologio Romano ricorda Marco come vescovo di Gerusalemme e come primo proveniente dai gentili a governare la Chiesa della città, senza conservare l'antica specificazione del martirio sotto Antonino. - Il culto orientale antico di Marco presenta una documentazione molto debole: la sua presenza non risulta nei calendari palestinesi e nei sinassari bizantini indicati dagli studi agiografici. - Non sono documentate reliquie, patronati o un'iconografia antica specificamente riferibile a Marco. - La figura di Marco non deve essere identificata con altri personaggi omonimi, in particolare con l'evangelista Marco. Le fonti relative al vescovo di Gerusalemme riguardano una persona distinta.
Fonti e bibliografia essenziale - Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, IV, 5-6; V, 12. Eusebio presenta Marco come primo vescovo gentile della Chiesa di Gerusalemme dopo la successione dei vescovi di origine ebraica. - Girolamo, Chronicon, anno corrispondente alla nomina di Marco come primo vescovo gentile di Gerusalemme. - Adone di Vienne, Martyrologium, 22 ottobre. È una delle prime testimonianze della tradizione martirologica occidentale relativa a Marco. - Usuardo, Martyrologium, 22 ottobre. Riprende la tradizione di Adone e presenta Marco come primo vescovo di Gerusalemme proveniente dai gentili e come martire. - Acta Sanctorum, 22 ottobre, De S. Marco, episcopo Hierosolymitano. Studio storico-critico sulla documentazione relativa a Marco, sulla successione dei vescovi di Gerusalemme e sulla formazione della tradizione del suo martirio.
Autore: Giampietro Cattini
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Aggiunto/modificato il 2026-10-02